MAURI vs MATI FERNANDEZ, gli “aghi della bilancia” di Pioli e Montella

FIORENTINA-LAZIO, IL FACCIA A FACCIA – All’interno di una rosa ci sono sempre quei calciatori che, per qualità tecniche e morali, sono in grado di indirizzare le sorti di una gara, magari senza gesti eclatanti o prodezze balistiche. Questa è la storia di Stefano MAURI e Matias FERNANDEZ, nati ai poli opposti del globo ma “gemelli” per quanto riguarda le questioni pallonare. Storie diverse, ma destino comune: il loro apporto viene sempre fatto passare sottotraccia, eppure, alla fine dei giochi, risultano essere sempre tra i giocatori più decisivi della propria squadra nell’arco di una stagione. 

MAURI vs M.FERNANDEZ, GLI “AGHI DELLA BILANCIA” DI PIOLI E MONTELLA
Cosa accomuna un brianzolo trentaquattrenne e un cileno (nato però a Caballito, un quartiere di Buenos Aires, ndr) classe ’86? Semplice: la straordinaria intelligenza tattica. Sul rettangolo verde di gioco i due parlano, infatti, la stessa lingua. Entrambi nascono con un ruolo ben definito, salvo poi riciclarsi con ottimi risultati anche in altre porzioni di campo. Il biancoceleste, ad inizio carriera, era una discreta ala mancina con il vizietto del gol, mentre oggi dà il meglio di sé nella posizione di rifinitore. Posizione che ricopre in maniera peculiare, grazie alle sue caratteristiche quasi uniche: abile nell’ultimo passaggio, ancora più bravo negli inserimenti e nel dare profondità alla propria squadra, Stefano MAURI potrebbe essere paragonato al primo prototipo di “finto dieci”. Il gigliato invece parte come trequartista tutta fantasia capace di giostrare anche sull’esterno all’occorrenza, per poi arretrare il proprio raggio d’azione e diventare una sorta di mezzala da raccordo. Ma “imprigionarli” all’interno di un solo ruolo risulta quasi riduttivo: questa strana coppia è la dimostrazione vivente del teorema “Dove lo metti, stà”. Valori che stanno facendo le fortune dei loro allenatori, i quali hanno la possibilità di sbizzarrirsi tatticamente con loro. Due autentici jolly: PIOLI e MONTELLA variano a loro piacimento e necessità lo schieramento tattico dei propri uomini, grazie esclusivamente alla presenza di queste pepite d’oro. Anche domenica la loro posizione inciderà pesantemente sull’assetto della propria squadra: il laziale potrebbe essere sganciato come mezzala in 4-3-3, che potrebbe tramutarsi agilmente in un 4-2-3-1 grazie al suo accentramento ed avanzamento; percorso diametralmente inverso per il viola, pronto ad arretrare per dare manforte alla mediana. “Aghi della bilancia”, nel prossimo lunch match MAURI e FERNANDEZ cercheranno di far pendere il “piatto” dalla loro parte. 

I PRECEDENTI – Per Stefano MAURI il prossimo sarà il tredicesimo confronto contro la FIORENTINA: il bilancio fino ad oggi è positivo e parla di 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Nel suo score però c’è una piccolo “neo”: il gol contro di loro non è un tabù (ne ha realizzati due in carriera, ndr), ma non è mai riuscito a realizzarne uno al Franchi. Domenica avrà l’occasione di dare una “botta di spugna” e cancellare questa fastidiosa “macchia”. Ancora più pesante il fardello che si porta dietro Mati FERNANDEZ: il bilancio contro i capitolini è positivo (2 vittorie ed una sconfitta), ma su di lui pesa l’errore dal dischetto dello scorso 10 ottobre 2012. In quell’occasione il cileno fu fermato solamente dal palo, rimandando la gioia del primo gol italiano di 29 giornate. Ora punta a segnare la quinta marcatura nel nostro campionato proprio contro i capitolini.

Daniele Gargiulo

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