L’ALTRA PANCHINA – In occasione della ventesima giornata di campionato, stagione 2014-15, torna la rubrica di Lazionews.eu dedicata all’allenatore avversario. Il racconto di carriera, peculiarità tattiche, curiosità e precedenti con la LAZIO. Sabato sera arriverà all’Olimpico il Milan, per la sfida valevole per la prima giornata di ritorno. I rossoneri si presentano a Roma in totale emergenza, fisica e psicologica, che dovrà essere gestita al meglio dall’attuale tecnico e storica bandiera milanista: Filippo Inzaghi.

LA CARRIERA – Filippo Inzaghi nasce a Piacenza il 9 agosto 1973. La storia recente del Milan è legata a doppio filo con la carriera di “Super-Pippo”, giunto a Milanello nell’estate del 2001, acquistato dalla Juventus per ben 70 miliardi di Lire. Prima di approdare in rossonero all’età di 28 anni, l’attaccante aveva costruito la sua fama di letale rapinatore d’area di rigore partendo dalle giovanili del Piacenza, squadra con cui ha esordito tra i professionisti nel 1991. Nell’estate del 1995 viene ingaggiato dal Parma, che l’inverno stesso aveva trovato l’accordo per girarlo al Napoli. Il prestito saltò perché Inzaghi entrò nel profondo del cuore dei tifosi ducali per aver aiutato la squadra a completare una rimonta impossibile in Coppa delle Coppe (ben 3 gol recuperati). L’estate successiva si è trasferito all’Atalanta, dove ha vinto il titolo di Capocannoniere della Serie A, segnando a ben 15 squadre su 18 ed eguagliando così questo speciale record detenuto da Platini. Tra il 1997 e il 2001 ha vestito proprio la maglia della Juventus, con la quale ha vinto uno scudetto ed è stato per tre volte il miglior marcatore stagionale del club. Con il già noto trasferimento al Milan è arrivato per lui il definitivo salto di qualità: due Champions League, una Coppa del Mondo per Club, due Supercoppe Europee e due scudetti sono, tra gli altri, i trofei più importanti alzati al cielo da protagonista assoluto in 11 anni di permanenza. Ad oggi risulta ancora il 4° marcatore di sempre nelle competizioni UEFA. Oltre a questo importante piazzamento, può vantare anche 57 presenze in Nazionale e la vittoria della Coppa del Mondo del 2006.
Nel 2012 Inzaghi ha appeso gli scarpini al chiodo e si è seduto immediatamente sulla panchina rossonera alla guida della Primavera. È di questa estate la benedizione del presidente Berlusconi e la promozione ad allenatore della prima squadra.

LA TATTICA – Fin da inizio stagione Inzaghi ha impostato il suo Milan con uno dei moduli più in voga del momento, il 4-3-3. L’acquisto estivo di Torres dal Liverpool sembrava una chiara dichiarazione d’intenti, ma “Super-Pippo”, il bomber d’area di rigore per antonomasia, ha trovato il suo equilibrio con il ‘falso nueve’: soluzione migliore per una squadra che fa del contropiede una delle armi più affilate. Così spazio al tridente tutto velocità e fantasia composto da Cerci (arrivato da pochi giorni dall’Atletico Madrid tramite uno scambio proprio con Torres), Menez ed El Shaarawy. Ma i maggiori fattori di insicurezza di questo Milan sono il centrocampo, oggettivamente lento e macchinoso, e la difesa, mai stabile e compatta.

I PRECEDENTI – Inzaghi è alla sua prima stagione da allenatore ed ha perciò incontrato la Lazio soltanto nella gara d’andata. Nella prima giornata della Serie A 2014-1015 ha avuto la meglio sui biancocelesti, vincendo per 3-1. Durante la sua lunga carriera da calciatore ha incrociato il club capitolino per 19 volte, e può vantare uno score di 9 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. In queste occasioni ha scritto per 5 volte il suo nome nel tabellino dei marcatori.

 

Gian Marco Torre

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.