STEFANO MAURI LAZIO – Chi ama la Lazio, non può non ricordare Stefano Mauri. 303 presenze e 47 gol con la maglia biancoceleste tra campionato e coppe, l’ex capitano è tornato a parlare della squadra che maggiormente ha segnato la sua carriera a Elle Radio, nella trasmissione radiofonica Laziali On Air. Queste le sue parole.

SUL 26 MAGGIO – Di solito a caldo non si realizza l’importanza delle vittorie, ma quella partita era stata accompagnata da un’attesa enorme. Noi eravamo contenti di giocare la finale contro la Roma, perché conoscevamo la nostra forza e sapevamo di poter scrivere la storia.

SUL FUTURO – L’anno scorso ho svolto il corso da allenatore a Coverciano, poi sono andato a Brescia a fare questa esperienza nella seconda parte della stagione. Non ho ancora deciso cosa fare, sicuramente mi piacerebbe tornare alla Lazio perché è casa mia ed è il posto dove ho lasciato il cuore. Non ho ancora deciso cosa fare, ora mi rilasserò un po’ in vacanza e poi valuterò tutte le possibilità.

SU INZAGHI – Sinceramente ero convinto che facesse bene, perché Simone era un grande professionista anche da calciatore, sapeva tutto di calcio e si vedeva davvero che poteva diventare un grande allenatore. Il difficile ora sarà riconfermarsi, ritorneranno in quota squadre importanti come le milanesi e anche la Fiorentina. Sarà fondamentale arrivare tra le prime quattro e fare bene in una competizione importante come l’Europa League, servirà una squadra competitiva con una rosa ampia.

SU BIGLIA, KEITA, DE VRIJ  – In questi casi bisogna sempre lasciar decidere ai giocatori, ognuno fa le proprie scelte insieme alla società e non fa bene far rimanere un giocatore che vuole andare via. Anche la società deve fare i propri interessi, ma in questi casi è fondamentale parlarsi a viso aperto e trovare un punto d’incontro per il bene di tutti.

SU MILINKOVIC –  L’anno scorso ci ho giocato insieme e si vedeva che aveva grandissime potenzialità. Quest’anno è migliorato tantissimo mettendo in luce una grandissima forza fisica, deve migliorare ancora un po’ dal punto di vista della continuità e del cambio di passo durante la partita, ma la sua crescita è stata davvero notevole.

SU IMMOBILE – Sì anche da lui mi aspettavo grandi cose, la parentesi estera non è stata fortunata ma è un giocatore che conosce molto bene il calcio italiano, è stato facilitato dall’ingresso in una Lazio che girava molto bene e sono sicuro che l’anno prossimo, coi Mondiali in vista, dimostrerà ancora il suo valore.

I GOL PIU’ BELLI – Ne ricordo molti, soprattutto il primo segnato nel derby e quello in rovesciata contro il Napoli.

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