AURONZO 2014 – GIORNO 15 – Nel ritiro sotto le Tre Cime di fanno capolino non solo tifosi, giornalisti e addetti ai lavori, ma anche personaggi politici con la Lazio nel cuore. E’ il caso dell’Onorevole Piero AMBROSI, consigliere regionale per il Lazio del Partito Democratico, che si è concesso in esclusiva ai nostri microfoni. Dall’affare Astori al mercato che vorrebbe, passando per la questione ambientale e il rapporto tra società e tifoseria, per concludere con l’opinione su Lotito ed eventuali coinvoglimenti polititci, nonchè le personali speranze per il prossimo futuro biancoceleste. Tutto nella video-intervista da noi realizzata.

Da tifoso, qual è il suo pensiero dopo una giornata come quella di ieri che ha visto la Roma acquistare un giocatore che la Lazio seguiva da tempo ovvero Davide Astori?

Io ero qui ad Auronzo già da ieri e ho vissuto la delusione insieme ai tifosi perché questa è la ciliegina sulla torta al contrario, una ciliegina amara perché, dopo due mesi in cui ci siamo cullati nella speranza di poter prendere questo difensore centrale, è arrivata questa sorpresa terribile perché oltre tutto era qui vicino, a Sappada. Era a portata di mano, l’abbiamo perso proprio malamente. Uno dei vantaggi di essere tifoso laziale è che in 50 anni ne abbiamo vissute tante di giornate come questa e ne abbiamo viste di tutti i colori quindi credo che la Lazio sopravviverà anche a questo passaggio delicato. Certo ora dire che i rapporti tra tifosi e società sono al punto 0 vuol dire essere eufemistici perché credo che ora ci sia un collasso totale nei rapporti. La parte più irriducibile della tifoseria aveva chiesto dei rinforzi di valore. Sono stati presi dei giocatori, questo non va sottaciuto, ma io credo che se nei prossimi giorni non ne arriveranno altri di grande levatura rischiamo di iniziare la stagione, al di là dell’aspetto tecnico, in un clima di sfiducia maggiore rispetto alla scorsa stagione, il che è tutto dire.

Lei parla di rapporto tifosi-società, quella di ieri sembra una giornata che sembra mettere la parola “basta” su quella che poteva essere un’eventuale, per quanto difficile, ripresa dei rapporti. Da dove si riparte?

Io sono uno di quelli che pensava che nemmeno un mercato di livello potesse riaprire il canale del rapporto fra società e tifosi. Figuriamoci oggi dopo questo smacco che fa male a molti. La Lazio ha la necessità di trovare delle certezze da qui ad una settimana. Io sono sette anni che vengo ad Auronzo, da quando la Lazio ha scelto questa perla nel Cadore, e purtroppo mi è bastata qualche ora ieri mattina, e non sapevo ancora che la trattativa fosse sfumata, per capire come l’umore sia cambiato anche a livello di presenza dei tifosi. Si vedono in  giro per Auronzo persone che vagano con un’espressione di dolore. Questo si vede e fa male. Ripeto, nei prossimi giorni la società dovrà stupire in positivo per provare a recuperare almeno la possibilità di un dialogo perché veramente le adesioni e gli abbonamenti non cresceranno se la situazione rimarrà quella stamattina. Nonostante tutto siamo laziali e non disperiamo mai.

Siamo laziali e non disperiamo.. Ma qual è ora la speranza?

La speranza è quella di un organico più forte che fra un mese affronti già le prime scadenze ma è quella della riconciliazione fra tifosi e società. Abbiamo visto il presidente, attraverso i comunicati, fare numerosi appelli alla tifoseria e se non è la solita retorica che, per l’ambiente che frequento conosco bene, servono segnali tangibili di apertura e credibilità. In questo momento credo che i tifosi non considerino la società un soggetto affidabile e questa è la cosa peggiore.

Lei ne sa un po’ di strategia.. Cosa pensa della strategia comunicativa intrapresa dal presidente? Secondo lei c’è un obiettivo e qual è?

Io credo da diversi anni che il ruolo di presidenza di Lotito sia scaduto. C’è invece una volontà abbastanza ferrea di rimanere a gestire la Lazio e la sua volontà in questo caso è determinante. Lui ha interpretato male fin dall’inizio le proteste dei tifosi vedendole come qualcosa di strumentalizzato, evocando complotti. No, la maggior parte dei tifosi non hanno questi comportamenti estremi, sono persone moderate che si sono fatte la loro idea. Oggi probabilmente Lotito si è reso conto che il laziale medio, diciamo così, non più alcuna fiducia in lui quindi vuole riguadagnare questa disponibilità da parte dei tifosi. In questo senso va detto che ha cambiato la forma. Nel mese di Luglio è intervenuto un paio di volte ribadendo l’importanza dei tifosi e se è quello che pensa realmente allora anche le manifestazioni di protesta, anche qui ad Auronzo, vanno accettate. Questa è una dota anche in politica visto che ha lasciato intendere che vede in futuro un’esperienza di questo tipo. Deve capire le ragioni di chi protesta con civiltà. E’ il momento che lui capisca i tifosi perché i tifosi Lotito l’hanno capito da un pezzo.

In conclusione, rispetto alle elezioni in Lega, alcune voci vorrebbero Lotito vicepresidente in caso di elezione di Carlo Tavecchio.. Lei ha preferenze in questo senso?

La cosa mi lascia indifferente anche se devo dire che assegnare la vicepresidenza a Lotito sarebbe coerente con le posizioni che lui ha preso in questi anni. Sul piano della politica sportiva, Lotito ha sostenuto delle battaglie molto interessanti. Però qui c’è una sorta di contrappasso: il patron si è infatti schierato a favore del Fair Play finanziario, della trasparenza dei conti mentre poi sul piano degli acquisti e degli ingaggi sembra non rispettare alcuna regola. Mi sembra che le cose per cui si è battuto, oggi gli si stiano ripercuotendo contro perché ci sono squadre che al Fair Play di Lotito fanno una pernacchia.

Possiamo chiudere, anche se oggi è più difficile, con un “Forza Lazio”?

Sempre e vedrà che l’avvenire della Lazio sarà sempre luminoso.

 

 

Dall’inviato, Francesco Pagliaro

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