ESCLUSIVA LAZIONEWS.EU – Dalla doppietta nella finale del campionato Primavera contro l’Atalanta, all’impresa -sfiorata per un soffio- di centrare una storica promozione in Serie A con la maglia del CROTONE: negli ultimi dodici mesi ne ha fatta molta di strada Danilo CATALDI. Ora il per lui si prospetta una ritorno alla casa madre, nella “sua” LAZIO, la squadra del suo cuore, quella per la quale ha sempre tifato, ed un futuro tutto da scrivere. Il tutto cullando un desiderio neanche troppo nascosto: rimanere nella rosa biancoceleste e ripercorrere gli stessi passi che ha compiuto quest’anno con la maglia dei Pitagorici. Intervistato in esclusiva da Lazionews.eu, il centrocampista classe ’94 ritorna sulla splendida esperienza in Calabria che si è appena conclusa, sull’emozione di esordire in Under 21 oltre che dei suoi progetti futuri:

Impossibile non partire dallo straordinario campionato che avete fatto a Crotone: in tutta la storia del club la Serie A non è mai stata così vicina…
“E’ stata una stagione molto positiva, sia per me, per la squadra e per tutta la città. Sicuramente siamo riusciti a far sognare i tifosi perché abbiamo raggiunto un obiettivo storico che è quello di fare i playoff. Purtroppo abbiamo chiuso un po’ male anche se il risultato non rispecchia assolutamente quello che si è visto durante la partita (in riferimento alla gara persa col Bari per 0-3, ndr). Però diciamo che sicuramente la stagione è stata superpositiva”.

I numeri parlano chiaro: 38 presenze, 4 gol e 2 assist. Si può dire che il tuo ambientamento alla Serie B è andato a gonfie vele.
“Ho avuto un po’ di difficoltà all’inizio come tutti i ragazzi che escono dalla Primavera. Sicuramente la Serie B è un campionato importante, diverso da quello del settore giovanile, che ti aiuta a crescere. Inizialmente ho avuto un po’ di difficoltà per l’ambientamento perché incontro giocatori di categoria, importanti, i ritmi sono molto più alti quindi devi pensare molto più in fretta rispetto a quando giochi con la Primavera. Dopo fortunatamente è andato tutto bene, col prosieguo della stagione”.

Quattro marcature finora nel mondo dei ‘grandi’ e tutte di pregevole fattura. A quale sei più legato?
“A parte il primo gol con il Pescara che lo aspettavo, quello nel derby è stato quello più emozionante. Il Crotone non vinceva al Granillo da sessanta e passa anni, quindi aprire le marcature in un derby è stata una cosa bella e importante”.

Dopo essere stato agli ordini di un grande maestro di calcio come Bollini, quest’anno hai conosciuto mister Massimo Drago, noto per aver “svezzato” molte giovani promesse tra cui Florenzi. Che rapporto hai avuto con lui?
“C’era un grande rapporto, sia con me che con tutti gli altri ragazzi. Eravamo quasi tutti ragazzi più o meno della stessa età ed avevamo un ottimo rapporto con lui, quasi paterno. E’ un mister giovane e importante che sicuramente farà strada perché allenare dei ragazzi alla prima esperienza nel calcio professionistico non è facile. Inoltre portarli a fare un campionato di così grande livello aiuterà in futuro sia noi che lui. Credo che si meriti solo grandi complimenti”.

Quest’anno è arrivata anche la chiamata in Under 21: che emozioni hai provato contro l’Irlanda del Nord?
“E’ stata un’emozione bellissima perché era un obiettivo di stagione e perché l’Unger 21 è una nazionale importante. Una sorta di ‘anticamera’ di quella maggiore, quindi è una nazionale della quale ci tenevo a fare parte. Non mi aspettavo di partire titolare perché c’erano giocatori che avevano fatto parte del gruppo per quasi tutto l’anno, però credo che il mister mi ha dato fiducia e la partita sia andata abbastanza bene. Sicuramente una gara da ricordare”.

Nel frattempo i tuoi ex compagni, dopo aver centrato una storica Coppa Italia, si sono dovuti arrendere solamente in semifinale col Torino per riconfermare il titolo di Campioni d’Italia. Hai seguito le loro gesta?
“Sì, durante la stagione li ho seguiti abbastanza perché ho contatti settimanali con loro. Della fase finale ho seguito la sfida col Torino perché ero a casa, ma non ho potuto seguire il derby perché ero in viaggio e mi sono aggiornato tramite internet. Chiaramente è stata un’uscita un po’ particolare: 4-3 dopo i supplementari…I ragazzi hanno messo in campo tanto impegno riuscendo a recuperare l’iniziale svantaggio, poi nel calcio può capitare che qualche episodio ti condanni. L’attaccante del Torino ha fatto un gran gol e ci può stare uscire in questa maniera anche se dispiace perché c’erano le carte in regola per bissare il successo dell’anno scorso. Alla fine dei conti però penso che sia stata questa una stagione positiva per loro”.

A Roma invece c’è chi aspetta con ansia di rivederti con la maglia della Lazio addosso. Dopo quello con Petkovic e con un anno di serie B sulle spalle, quest’estate partirai nuovamente in ritiro con la prima squadra: ti senti pronto?
“Diciamo che ho messo un po’ più di esperienza sulle spalle. Dopo aver fatto un campionato di serie B, partirò per il ritiro con un po’ di esperienza che sicuramente mi aiuterà, ma poi starà a me dimostrare che se posso far parte di questa grande squadra o no. Deciderà la società se potrò rimanere: vediamo un po’, io lo spero!”.

Torni a Roma per restare o sei dell’idea di provare un’altra esperienza in prestito? Stavolta magari in serie A…
“Io parto con l’idea di rimanere: questo è il mio desiderio. Ci tengo particolarmente a restare alla Lazio a lungo, ma non so cosa potrà accadere: dipenderà un po’ da me e un po’ dalla società vedere se sarò all’altezza di poter far parte di questo gruppo o no. Se ci sarà questa possibilità sarò sicuramente orgoglioso, sennò si troverà una soluzione come si è trovata l’anno scorso”.

Nel frattempo si parla anche di un possibile rinnovo con relativo adeguamento che ti aspetta a Roma. Dalla società hai ricevuto qualche chiamata?
“Al momento no, perché la società è impegnata con la Primavera e altre cose: siamo in una fase di stallo importante nel mercato. Aspetteremo qualche giorno, poi mi sentirò con la società per decidere del mio futuro. Si vedrà più avanti”.

Con l’avvento di Bollini al fianco di Reja la Lazio sembra aver virato in maniera convinta verso il 4-3-3, un modulo che conosci molto bene…
“E’ un modulo che facevamo già con mister Bollini in Primavera, che ho provato maggiormente e che ti permette di coprire bene il campo. Sì, diciamo che in questo schieramento potrei occupare il ruolo di mezzala, poi sarà il mister a decidere”.

Dei tuoi ex compagni di Primavera, chi vorresti ritrovare ad Auronzo quest’estate e chi credi sia più pronto?
“La Primavera in generale ha fatto un’ottima stagione. Keita a parte, che ormai è sbocciato, li ho seguiti molto. Dire tutti no, perché magari sembra un’esagerazione, però, per come è andata la stagione, hanno fatto talmente bene che sarebbe un peccato non dargli l’opportunità di andare in ritiro perché è un’esperienza importante allenarsi con la prima squadra. Deciderà la società valutando chi è più pronto per essere inserito”.

Chiudiamo con i tuoi sogni, i tuoi desideri: qual’è l’obiettivo per la prossima stagione?
“Ad oggi è vestire la maglia della Lazio, perché è una cosa a cui tengo particolarmente, e cercare di impormi qui. Ovviamente sono consapevole che è difficile perché è una maglia e una piazza importante: è difficile ma sarebbe bellissimo. Poi dipende dalla stagione: adesso parto con questa idea, magari tra due mesi cambio idea, non possiamo saperlo”.

Daniele Gargiulo

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