NOTIZIE LAZIO – Nove anni di amore puro, una lunga esperienza biancoceleste vissuta in modo viscerale, in simbiosi con l’ambiente laziale. Cristian Ledesma non ha rinnovato il suo contratto con la Lazio, ed ha organizzato una conferenza stampa per salutare un pezzo del suo cuore. Oggi alle ore 19 il numero 24, capitano di mille battaglie e leader silenzioso, ha lanciato un ultimo abbraccio, il giusto saluto ad un popolo che gli ha dato tanto e a cui ha donato ancor di più.

Lazionews.eu segue l’evento dal vivo, con foto, video e contributi speciali in diretta dalla location che ospiterà l’evento.

con Giorgio Marota

LA CRONACA DELL’EVENTO

ORE 20.30 – A margine della conferenza, un commosso Cristian Ledesma si è fermato in esclusiva ai microfoni di lazionews.eu.

ESCLUSIVA LN – Cristian Ledesma al termine della conferenza d’addio alla Lazio (03072015) by lazionews

“Quando sono arrivato una delle prime volte mi hanno chiesto cosa volevo da questa squadra, io ho risposto che volevo diventare un giocatore importante e penso che lo sono diventato. Questo mi rende felice, aver vinto e aver fatto tante battaglie con questa maglia. Il destino ha voluto così: il primo anno il terzo posto, l’ultimo anche; sono contento che si chiude nel migliore dei modi. Io leader silenzioso? Sono cose che uno fa senza pensare che è un leader. Cerco di fare il meglio, sono orgoglioso di essere diventato uno dei capitani grazie al voto dei compagni. Ho ricevuto tante dimostrazioni d’affetto dai compagni in questi giorni, quella è la cosa più importante che mi è rimasta. La mia eredità? Non sono un grandissimo campione, quindi non parliamo di eredità. Ho dato il mio ad una grandissima squadra e non penso all’eredità. La cosa più importante è che la Lazio vada avanti e possa fare sempre meglio. Prossimo obiettivo? Diventare importante in un’altra squadra, quella che sarà la mia prossima, sempre con il ricordo della Lazio nel cuore”.

ORE 20.15 – Al termine della conferenza il centrocampista ha risposto alle ulteriori domande dei cronisti presenti.

Cristian Ledesma a margine della conferenza d’addio (03072015) by lazionews

Ore 20.00 – Il saluto di Ledesma ai lettori di lazionews.eu.


Il saluto di Ledesma ai lettori di lazionews.eu (03072015) by lazionews
Ore 19.20 – Ecco le parole di Cristian Ledesma:

Ledesma, la conferenza stampa d’addio alla Lazio by lazionews

“9 anni qua sono il doppio rispetto ad altre parti. Non voglio pensare al finale, la vittoria più grande è tutto quello che ho vissuto in questi nove anni. La vittoria più bella è questo affetto che vedo oggi”.

14 maglie… a quale sei più affezionato e il ricordo più bello?
“Le amo tutte… Quella del rientro dopo 8 mesi per me è molto importante e quella dell’aquila di quest’anno. Ma anche quella del primo derby. I ricordi più belli? I derby e l’affetto che ora mi sta dimostrando la gente laziale. Tutto questo scavalca gol al derby e coppa Italia. Mi sento gratificato come uomo”.

Hai sentito il presidente?
“Ci siamo parlati, mi ha chiesto cosa volevo fare e io sono stato sincero. L’ho ringraziato, quando c’erano le cose da sistemare abbiamo sempre parlato. Il 29 ho sentito Lotito e solo oggi ci siamo visti. Ci siamo parlati e lui mi ha detto cosa pensa la società. Mi ha chiesto cosa voglio fare io e sono stato sincero: l’ho ringraziato e gli ho detto che un altro anno così non ce l’avrei fatta. Ho troppa voglia di giocare, mi manca troppo il campo. Mi ha capito e mi ha detto tutta la sua stima a parole. Un anno durissimo, allenarti per trovare gli stimoli e non essere considerato dal mister è difficile. Ma non è una critica, è capire che non puoi essere sempre accettato”.

A chi daresti la maglia numero 24?
“Non sono nè Maldini né baggio. Io sono un giocatore normale”.

358 partite. Quale ricordi in particolare?
“Il ricordo più forte è quando ci siamo avviati dal tunnel fino al campo per giocare contro il Real madrid. Ho pensato a quando papà non poteva comprarmi neanche i parastinchi o gli scarpini. E poi il derby: quando Siviglia e Zauri mi dissero che appena scendevo in campo mi si drizzarono i capelli”.

Cosa c’è nel tuo futuro  e come vedi Cataldi?
“Un fratello minore e poi è vispo. Con lui c’è un affetto particolare è completo e può diventare un grandissimo giocatore. Le parole più sentite gliele ho dette tutti i giorni. Per il futuro ci sono in ballo diverse cose…ma all’estero. Dopo 9anni intensi qui non è facile cambiare maglia in Italia”.

Il mercato della Lazio?
“I tifosi della Lazio non sono mai tranquilli (ride,ndr), ma secondo me la società lavorerà bene. La fase più difficile di quest’anno non era la domenica…era la scarsa considerazione durante gli allenamenti. A volte mancavano  3-4 giocatori e non giocavo lo stesso, non sono stati molto chiari con me”.

Nell’incontro con lotito si è parlato di un ipotetico rinnovo?
“No no, la società vuole ringiovanire la rosa e abbassare il monte stipendi. Io per 4 anni ho avuto uno stupendio alto. Non è una questione di cifre, anche se mi avesse chiesto di rimanere a questa cifra non sarei rimasto. Non è questo che voglio a 32 anni”.

 Qual è il giocatore con cui hai legato di più  e l’allenatore?
“I giocatori sono tanti. Ho un grande rapporto con Rocchi, Kolarov, Pandev e Gonzalez. Non riesco a fare un nome. L’allenatore Delio Rossi non fa testo, mi ha allenato anche a Lecce… Mi sono affezionato a Reja  e a Petkovic”.

Come è nato questo attaccamento ai colori della lazio?
“Un crescendo di situazioni soprattutto nel vivere a Roma. Anche fuori dal campo di allenamento e dall’Olimpico. Soprattutto da quando ho rinnovato: l’affetto della gente era cresciuto quegli 8 mesi ho capito l’amore dei laziali e che il mio destino era quello di rimanere legato a questi colori”.

Qualcosa si è rotto in quel momento?
“Io con lotito ho solo parlato del mio contratto. Gli dissi: presidente io voglio rimanere e risolvere questa situazione. Ho firmato in dieci minuti”.

Un ragazzo entra per la prima volta nello spogliatoio, come descriveresti la lazialità?
“Innamorarsi giorno dopo giorno del laziale. Io quando parla riconosco subito il romanista dal laziale. Questi anni mi hanno insegnato che il laziale è diffidente all’inizio  ma quando ti prende sotto braccio ti dà tutto. Soprattutto nei momenti difficili. E poi sa soffrire, perché nella sua storia ne ha passate tante. Come popolo sa cosa significa sofferenza  e conquistare un traguardo”.

 Rapporto con Tare?
“Mai avuto rapporto né da giocatore e né da dirigente. Non ho mai avuto un rapporto personale con lui”.

Con lotito hai parlato di dopo fine carriera?
“Lui mi ha detto che le porte della lazio sono sempre aperte. Il mio sogno è quello di tornare e magari allenare i bambini”.

Cosa ti resta dentro della Lazio?
“Ho capito che sarebbe stato un anno duro quando ho parlato con l’allenatore. Non sono un ragazzino, certi meccanismi li conosco e li capisco. Certe parole le comprendo, col passare dei mesi mi sono reso conto che non potevo fare un altro anno così. Ripeto, uno per allenarsi deve avere un obiettivo. E nel calcio è la partita successiva. Mi allenavo al 100% ma l’obiettivo non c’era, era difficile trovare gli stimoli sapendo che non avrei giocato lo stesso. Io ero abituato a fare 45 partite l’anno, se avessi avuto 36 anni magari sarei rimasto, ho visto compagni rimanere per questo. Ma io non sono così, non sarei stato tranquillo. Un po’ di amarezza c’è, avrei voluto finire la carriera qui, il mio sogno era quello. Non posso essere felice solo per l’affetto della gente”.

Quindi per te dopo 9 anni non ti vedi con un altra squadra italiana?
“Non ho detto che è impossibile , ma che è difficile, vorrei fare una esperienza all’estero anche per i miei figli”.

Chiude Ledesma con i ringraziamenti:
“Ringrazierò i compagni anche personalmente, però voglio farlo anche qui. Mi hanno sorpreso soprattutto quelli di Keita e Onazi, perchè gli ho rotto le palle tante volte per molte cose. VOglio ricordare Sergio Manganaro, ha fatto parte della mia storia qua, saluto i suoi famigliari. Il trionfo più bello è quello di questa sera, vedere tanti amici. Ringrazio di cuore la mia famiglia, che mi ha sopportato qui per 9 anni. E’ un arrivederci, noi abbiamo la Lazio e la città nel cuore. Forza Lazio, sempre!”

 

ORE 19.10 – Le parole di apertura di Cristian Ledesma: “Ringrazio tutti per essere qui. Sono contento di essere qui, ognuno di voi rappresenta qualcosa di questi  9 anni. Grazie a tutti, sono molto davvero felice“. Marco “Nano”, rappresentante della Curva Nord omaggia il calciatore con una maglia: “Sei uno di noi! Laziale come noi!”. Viene mostrato ai presenti un video.

03072015 Ledesma conferenza omaggio nord 00

Ore 18.50 – Presenti in sala tutte le maglie della Lazio che Cristian ha indossato durante i suoi 9 anni in biancoceleste. Il calciatore è atteso a momenti.

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ORE 18.20 – Cristian Ledesma è appena arrivato presso l’Hotel de Russie.

03072015 Conferenza Ledesma 00

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