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“TOMMASO MAESTRELLI, L’ULTIMA PARTITA”. Al Circolo Canottieri Lazio la presentazione alla quale hanno partecipato molti dei suoi “figli”

All’evento hanno partecipato il figlio Massimo ma anche Pino WILSON, Felipe PULICI e Giancarlo ODDI: “Con lui avevamo una sintonia speciale, era unico”…

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Tommaso Maestrelli, l’ultima partita foto attori

NOTIZIE SS LAZIO – La storia di Tommaso Maestrelli è già di per sé un romanzo, scampato alla morte tante e tante volte nella sua vita, si regala un epilogo degno di un eroe tragico. Si ammala di un male incurabile ma riesce a riprendersi miracolosamente e fa in tempo a salvare i suoi ragazzi, la sua squadra, dopo aver vinto appena due anni prima uno scudetto insperato, dal baratro della retrocessione. Gli ingredienti del teatro ci sono tutti e lo sport, il calcio, non è il centro dell’azione. E’ solo l’ambiente in cui la storia si svolge, una storia, soprattutto, di esseri umani. Di un padre putativo che sceglie di affiliarsi un gruppo di scalmanati, di ragazzi rissosi, di caratteriali per condurli in un breve attimo magico alla vetta della loro professione, sacrificando a loro, oltre a buona parte della propria vita privata, anche la propria salute. L’umanità di Tommaso Maestrelli, le sua qualità morali, sono note a tutti, tanto da farne – caso quasi unico nel calcio – un personaggio super partes, amato da tutti gli sportivi e anche da chi sportivo non è.
Questo spettacolo è una storia di vita, non una storia di calcio. E’ uno spettacolo teatrale a tutti gli effetti, non un pretesto per parlare di calcio. Ha la struttura di una tragedia e in qualche tratto la leggerezza di una commedia, proprio come la vita e porta in scena personaggi che sono ancora vivi e presenti nell’immaginario collettivo, eroi di un calcio che non esiste più. Oltre a Tommaso Maestrelli “rivivranno sul palcoscenico”, dal 1° al 13 ottobre (lunedì riposo) presso il teatro Ghione, Giorgio Chinaglia, Luciano Re Cecconi, Renato Ziaco.

E si è svolta oggi al Circolo Canottieri Lazio, la presentazione dello spettacolo “Tommaso Maestrelli, l’ultima partita”. Presenti i ragazzi del ’74, Pino Wilson, Felice Pulici e Giancarlo Oddi che hanno ricordato con commozione quel Maestro tanto amato da tutti. E ancora Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, il Presidente della Polisportiva Lazio Antonio Buccioni, gli autori Roberto Bastanza, Giorgio Serafini Prosperi e Giuseppe Galeotti, gli attori Nello Mascia (Tommaso Maestrelli), Massimiliano Vado (Giorgio Chinaglia), Carlo Caprioli (Luciano Re Cecconi), Aglaia Mora (Lina Barberini Maestrelli) e Gino Nardella (Renato Ziaco).

Tommaso Maestrelli, l’ultima partita conferenza presentazione

Di seguito le dichiarazioni degli ospiti intervenuti all’evento:

Massimo Maestrelli: “E’ una sensazione nuova e sono emozionato. La cosa che mi ha colpito è l’originalità perché della Lazio dello scudetto tutti conosco tutto e invece questa è una storia che parte da una partita dove la Lazio si salvò all’ultimo momento per poi ripercorrere la storia di un uomo. Una cosa mai descritta fino a oggi se non nei libri. In questo spettacolo si mettono in luce degli aspetti dell’uomo che non si conoscono e di una moglie, mia madre, per la prima volta protagonista di quei giorni anche se lei era il vero motore dietro le quinte”.

Pino Wilson: “E’ bello sapere che tutte queste persone abbiano pensato a consacrare Tommaso anche in teatro. Una persona scomparsa nel ’76 che ancora vive in noi, solo lui con quel notevole spessore umano ci poteva riuscire”.

Felice Pulici: “Era una figura straordinaria che andava oltre lo sport. Lui ha sempre vinto anche con quel comportamento così strano da pensare per un allenatore. Quando arrivai a Roma da giocatore fu la prima persona che incontrai e sul cancelletto del campo mi disse Vieni con me che devo andare a comprare una cintura che mia moglie si è dimenticata… Un rapporto così non era da tutti, con lui avevamo una sintonia speciale, era unico”.

Giancarlo Oddi: “Una dignità unica, un secondo padre e un uomo di spessore incredibile che quando andavi al campo capiva subito di che umore fossi. Riusciva ad avere sempre il massimo da tutti noi e penso di essere stato fortunato a conoscerlo. Solo lui poteva vincere quello scudetto nel ’74, mi è stato vicino in qualsiasi momento, straordinario”.

 Ufficio Stampa Compagnia TeatroGiovane

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