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Accadde oggi. 27 ottobre: nasce Wilson, capitano coraggioso del primo scudetto

Torna la rubrica di Lazionews.eu in cui vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia biancoceleste ma non solo…

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ACCADDE OGGI – Torna la rubrica di Lazionews.eu in cui vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia biancoceleste ma non solo. Il 27 ottobre 1945 nasce a Darlington, Gran Bretagna, Giuseppe Wilson. Per tutti i tifosi laziali è Pino, il capitano del primo storico scudetto biancoceleste, senza dubbio uno dei giocatori più amati della storia della Lazio. Nasce da padre inglese e madre napoletana, sceglie di rimanere nel capoluogo campano per seguire il sogno di diventare calciatore preferendolo a una vita agiata in Inghilterra. Arriva fino all’Internapoli dove conosce Giorgio Chinaglia, con cui nascerà un rapporto molto profondo.

L’ARRIVO – Nel ’69 arriva insieme a Giorgione alla Lazio grazie a Flamini, Lorenzo e Lenzini, e si afferma subito da titolare in biancoceleste vivendo dei momenti difficili anche con la retrocessione in B. Nel ‘73 è celebre l’ultima di campionato a Napoli che poteva regalare lo scudetto da neopromossa alla Lazio, ma la sconfitta per 1-0 fa sgretolare ogni sogno e Wilson scoppia in un pianto disperato proprio dove per lui era cominciato tutto. Ormai Pino è imprescindibile per Maestrelli e trova anche la Nazionale verso il mondiale del ’74. Lo scudetto sfumato gli regala nuova carica e determinazione, mentre il rapporto con Chinaglia e i tifosi è sempre più stretto. Finalmente però lo scudetto arriva e Wilson lo vince da capitano, contro tutto e tutti i suoi detrattori che lo criticavano per la sua miopia che però in campo, si vedeva poco o niente. Fortissimo negli anticipi, sempre grintoso e professionale, leader vero. Anche se, c’è da dirlo, l’agonismo era prerogativa principale nella ‘banda Maestrelli’, con degli allenamenti quasi sempre giocati ‘alla morte’.

GLI ANNI BUI – Si laurea anche in legge, ma la Lazio perde smalto fino ai momenti più brutti, con la malattia e la morte di Maestrelli e l’omicidio di Re Cecconi. Wilson si carica tutti sulle spalle, da capitano vero, capitano coraggioso. Nel ’78 raggiunge l’amico Chinaglia nei New York Cosmos, ma tempo pochi mesi e Pino non resiste, rinuncia ai soldi per riabbracciare la sua Lazio. L’epilogo della sua carriera però non è degno, si conclude con il coinvolgimento nel calcioscommesse, dove ammette di essere a conoscenza di una spartizione di punti col Milan. Viene squalificato per 3 anni in quella che sarebbe stata comunque la stagione del suo ritiro. Viene forse messo in mezzo come capro espiatorio, ma è un episodio che allontana Wilson dal calcio per 30 anni come per auto punirsi. Torna per la festa del centenario e in seguito per fare l’opinionista radiofonico fino all’organizzazione dello storico evento ‘Di Padre in Figlio’.

PINO E GIORGIONE – Uomo imprescindibile per la sua squadra e per ogni suo allenatore, mette insieme 326 presenze in 11 campionati saltando solo 6 partite in tutto. Al funerale di Chinaglia, scomparso il 1 aprile 2012, ricorderà l’amico di una vita: “Giò, ma che scherzo m’hai fatto? Ripenso a 45 anni fa, quando ci siamo visti per la prima volta. Tu, cento chili, bombetta, un impermeabile verde con un ombrello. Pensai: “Questo è pazzo”. Eppure lì è nato il nostro rapporto: Internapoli, Lazio, Nazionale, Cosmos. Sì, quei Cosmos che ci hanno fatto litigare. Volevi portarmi lì, ma io rifiutai. Mi hai adulato come una grande star del calcio. Mi hai accolto dicendomi che ero superiore a Beckenbauer, ma non ce l’ho proprio fatta e così per tanti mesi non ci siamo più sentiti. Poi d’incanto tutto è rinato ed è tornato come prima”.

Francesco Iucca
TWITTER: @francescoiucca

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