NOTIZIE SS LAZIO- “Per me è un piacere tornare a Roma dopo tanti anni, è sempre bello ritrovare i tifosi della Lazio che mi hanno voluto tanto bene”. Così Amarildo comincia il suo amarcord Lazio sulle frequenze di Lazio Style Radio 100.7. Il calciatore brasiliano ex biancoceleste (stagione 89-90) poi prosegue: “Quando sono arrivato in Serie A c’erano grandi campioni come Gullit, Rijkaard, MatthäusVöller”. L’ex attaccante, autore di 8 gol con la Lazio passa a parlare dell‘associazione no profit di atleti professionisti appartenenti a varie discipline sportive, di ispirazione cristiana evangelica, denominata ‘Atleti di Cristo’Non è una religione. Quando io sono arrivato ero il solo evangelico. A Milano, invece, pochi giorni fa ho visto tanti giocatori che hanno bisogno di questa pace interiore e di portare la parola del Signore nel calcio. Quando ero in Italia regalavo la Bibbia ai miei colleghi, soprattutto ai difensori per evitare che facessero male agli attaccanti (ride, ndr). Ho incontrato anche Hernanes a Milano, eravamo più di 80 atleti, c’era anche FelipeAnderson. Lui è bravo, tecnicamente è bravissimo, è al suo primo anno in Italia, con la forza di Dio il prossimo anno farà bene sicuramente. Io non ero un giocatore tecnico, ma avevo tanta voglia di fare. Per vincere in Italia serve la grinta, il dinamismo. La mia partita migliore? Quella contro il Napoli”. Poi continua a ricordare il suo passato. “Io giocavo nel sud del Brasile, poi sono andato al Celta Vigo. Era l’epoca di Hugo Sánchez e Butragueño. Quell’anno (era la stagione 1889-89, ndr) il Real Madrid perse una partita in cui feci due gol. La Lazio mi prese il giorno dopo”. Per tornare al presente“Vedo il campionato italiano e lo commento, il club biancoceleste ha un rendimento altalenante. Ma ha tanti giocatori giovani che fra due anni faranno bene. Seedorf allenatore? Io sono un po’ critico quando un giocatore allena subito dopo aver smesso di giocare. Sul campo ha fatto bene, ma il passaggio sulla panchina è stato troppo brusco. Essere un grande giocatore è una cosa, essere un grande allenatore è un’altra”. In conclusione si rivolge ai tifosi biancocelesti. Spero di aver lasciato della positività e che la Lazio faccia bene. Voglio bene a tutti i tifosi, a me il celeste piaceva sin da bambino. Un saluto a tutti, dirigenti e giocatori, che Dio vi benedica!”.  

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