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SERENI ritorna sull’addio alla Lazio: “Mi dispiace di come sia andata con Lotito, ma lo capisco: doveva pagare due squadre…”

L’ex portiere dichiara: “Con il calcio ho chiuso, sto benissimo e sinceramente non mi manca”…

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NOTIZIE SS LAZIO – Intervistato da corrieredellosport.it, l’ex portiere della LAZIO Matteo SERENI si racconta a 360° tra passato, presente e futuro. Ecco le sue parole: “Con il calcio ho chiuso, sto benissimo e sinceramente non mi manca, anche perché mi sembra trasformato rispetto a sette-otto anni fa. Basta guardare come sono cambiati in peggio i rappporti umani. C’è troppa superficialità, si costruisce un castello in un giorno, società e squadre sono fragili. E’ un calcio farlocco”.

Sul calcio italiano
“Non basteranno tre o quattro anni per riportare il nostro calcio ai vertici mondiali. Ci vuole un cambio generazionale. Abbiamo sbagliato tutti, anche noi calciatori, i dirigenti, la stampa e le televisioni che non hanno colto certi segnali. Ora dobbiamo ripartire da zero e con una nuova mentalità, non solo copiando i modelli di Spagna e Inghilterra. Ci vogliono capacità gestionali, organizzazione vera del settore giovanile e idee nuove, che poi sono le stesse che seguivamo prima. Io farei un passo indietro, tornando al calcio di una volta. Non bastano le nuove tecnologie per progredire…”.

Sul suo nuovo hobby: il calcetto
“Ma non gioco più in porta, perché mi fa male la schiena”.

Sull’esperienza alla Lazio
“Proprio all’Olimpico contro la Roma mi si è spostata la rotula durante il riscaldamento e ho capito che era finita. Mi facevo male in continuazione, credo che la separazione abbia influito. Non avevo più la condizione fisica e mentale per andare avanti. Avevo sempre fatto il titolare. Arrivai con la mentalità un po’ sbruffona del primo e non del secondo portiere. Pensavo di giocare, mi ritrovai in concorrenza con Angelo. Ci fu qualche difficoltà, ma poi riuscii a trovare i miei spazi in Coppa UEFA, vincemmo la Coppa Italia. Poi arrivo’ Lotito, con Papadopulo alterne fortune sino alla prima estate di Rossi, quando la storia del rinnovo del contratto cominciò a pesare”.

Sull’addio alla Lazio
“Anche Angelo mi diceva di rinnovare. Quando mi ero convinto, cambiarono le condizioni. Mi dispiace di come sia andata con Lotito, sono finito fuori rosa, ma non porto rancore e capisco anche il presidente, all’epoca doveva pagare due squadre. Alla Lazio sono legato da bellissimi ricordi e ringrazio ancora Adalberto Grigioni, il preparatore dei portieri per come mi ha allenato. Mi trattava come un figlio, nei periodi più complicati e sempre stato un punto d’appoggio. Ora sono fuori dal calcio, ma continuo a seguire la squadra biancoceleste e spero che si rilanci. E’ stata una stagione deludente, c’è bisogno di ritrovare entusiasmo”.

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