CORRIERE DELLO SPORT. Reja: La mia Lazio merita.

(foto Getty Images)

Il Corriere dello Sport – Se gli avessero detto l’estate scorsa che oggi, all’ultima di campionato all’Olimpico, sarebbe arrivato a giocarsi le ultime chances per la Champions e la quasi certezza dell’Europa League, ci avrebbe messo la firma. Se glielo avessero ripetuto quindici giorni fa, prima di scendere in campo per affrontare la Juve, Reja non si sarebbe accontentato. Ecco perché l’anticipo con il Genoa, guidato dal suo predecessore Ballardini, esonerato senza rimpianti e contestatissimo dai tifosi della Lazio, ha perso gusto ed è difficile da decifrare. A Formello s’è parlato più delle ultime tre che di questa partita. «Squalifiche e infortuni ci hanno costretto ogni volta a cambiare la formazione. Neppure sappiamo dove saremmo arrivati se fossero stati tutti a disposizio­ne. Con Juve e Napoli sapete come abbiamo perso, il discorso in parte vale anche con l’Inter, ma in tre partite non sono stati fatti punti. A posteriori, ne sarebbe bastato anche uno, ma devo pensare al Genoa. Arriviamo alla fine del campionato, poi tireremo le somme e ci sarà tempo per le analisi» ha spiegato Reja, discusso per la gestione della partita con l’Udinese. «Le critiche ci stanno, il calcio è fatto così, soprattutto in piazze come Roma, Milano e Torino. Eravamo criticati anche quando eravamo secondi in classifica. A Udine, per esempio, c’è uno stato d’animo e una serenità diversa» .

[…] Per il controsorpasso, la Lazio deve vincere e sperare che Roma e Udinese si fermino. «Non dipende più dalla Lazio. Dipende dalle altre. Non esistono certezze. Il Genoa possiede qualità, organizzazione, esperienza. Anche se abbiamo una sola possibilità su cento, dobbiamo giocarcela alla grande. Per gli altri dipende dalle motivazioni, dalla voglia. Mi auguro che Chievo e Catania facciano il proprio dovere. L’Udinese e la Roma giocheranno al massimo».

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