ATALANTA LAZIO CONFERENZA GOMEZ – La stagione sorprendente che sta vivendo l’Atalanta ha avuto il suo inizio con le mosse di mercato messe a segno nella scorsa estate. Tra queste vi è stata la conferma dei talenti più preziosi della rosa, come il Papu Gomez. L’argentino, domani mercoledì 15 maggio, guiderà da capitano i nerazzurri nella Finale di Coppa Italia contro la Lazio, la squadra che forse più di tutte lo aveva corteggiato. Alla vigilia del match, il numero 10 è intervenuto in conferenza stampa per raccontare le emozioni che precedono una delle sfide più importanti della sua carriera.

Dallo stadio Olimpico
Michela Santoboni e Marco Barbaliscia

FINALE – “Per l’Atalanta è una partita che conta molto, poter vincere domani potrebbe essere una cosa straordinaria per il club. Ho avuto l’opportunità di vincere in Sud America, in Europa ancora no: poterlo fare domani per la prima volta sarebbe una bella soddisfazione”.

ATALANTA – “C’è stato un cambiamento radicale in questi 5 anni, dalla società alla nostra mentalità. Con Gasperini siamo migliorati, il mister ha lavorato sulla nostra testa. Ora si gioca per traguardi importanti, l’Atalanta è tra i migliori club d’Italia ma senza Gasperini questo non sarebbe accaduto”.

COSA FARE SE SI VINCE – “Ballero’ la Papu-dance in caso di vittoria”.

PRESSIONE – “Non sentiamo pressione, noi tre davanti siamo i finalizzatori del gioco ma anche i più esperti. Ci divertiamo tanto a giocare anche durante la settimana, è un piacere stare qui. La Coppa? Vorrei abbracciarla ma ora non posso, aspetto domani”.

FUTURO – “Non mi fa nessun effetto sfidare la Lazio, loro si sono interessati a me ma io ho sempre detto che volevo restare a Bergamo. Se l’Atalanta gioca per questi traguardi io resto”.

POSIZIONE – “Sono nato trequartista, già nei settori giovanili occupavo questo ruolo. Il calcio negli anni è cambiato e con i nuovi moduli ho cominciato a provare nuove posizioni. Con la partenza di Cristante abbiamo deciso di tentare questa posizione e piano piano ci ho preso gusto: ora mi godo il momento”.

CAPITANO – “Sono qui da cinque anni, non posso considerarmi una bandiera come De Rossi. Sono importante per il club, per i compagni e per la società: in questo tempo siamo cresciuti insieme, sono orgoglioso e contento di giocare la finale in questo gruppo. Portare questa allegria al popolo bergamasco mi rende felice”.

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