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LAZIO MILAN DESIGNAZIONE ARBITRALE – Fa discutere la designazione arbitrale della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Lazio e Milan, gara in programma mercoledì 28 febbraio alle 20.45. Arbitra Rocchi, Tagliavento quarto uomo, Irrati al Var: tre personalità a cui sono legati spiacevoli episodi subiti dalla Lazio.

ROCCHI E IL RIGORE NEL DERBY  – É il 18 novembre del 2017 quando la Roma vince all’Olimpico contro la Lazio 2-1. Arbitra Rocchi, fin troppo generoso con i giallorossi: decisivo il discusso rigore concesso a Kolarov dopo un contatto con Bastos. Senza dubbio brusca l’entrata dell’angolano, ma il difensore serbo cade a terra prima che il biancoceleste lo colpisse. Inutili le proteste della Lazio, il fischietto concede il penalty – confermato attraverso silent-check da Irrati – ai giallorossi, consegnandogli di fatto la vittoria in mano. Il direttore di gara sembra invece non vedere il fallo di mano di Manolas, segnalato solo dal Var.

TAGLIAVENTO E IL PENALTY INESISTENTE – È senza dubbio Tagliavento uno degli arbitri che più innervosisce l’ambiente laziale: non è un caso che la capitolina sia la squadra che ha perso più partite con il fischietto umbro in campo. La memoria, in particolare, rimanda  al derby del novembre 2015, quando l’arbitro concesse il rigore alla Roma per un fallo commesso da Gentiletti su Dzeko visibilmente fuori dall’area di rigore. Finito nel registro degli indagati nell’ambito dello scandalo Calciopoli per aver favorito la Lazio in una partita contro il Bologna, Tagliavento venne in seguito prosciolto: da quel momento, non avrebbe mai più diretto una partita dei biancocelesti in modo lucido e coerente.

IRRATI, L’ESPULSIONE DI INZAGHI E IL GOL DI MANO – É il 17 dicembre scorso quando la bella e combattuta gara tra Atalanta-Lazio termina 3-3. Unico neo della serata è il calcio di rigore non concesso ai laziali per una brutta entrata di Hateboer su Radu e le conseguenti proteste di Inzaghi, che viene allontanato dal campo dall’arbitro Irrati. “Non ho detto una parola, ho solo alzato la mano e Irrati mi ha mandato via. Mi dispiace perché non ho mai protestato per tutta la gara, ero stato perfetto. Forse l’arbitro era un po’ prevenuto, non ho mancato di rispetto a nessuno”, confesserà nel post-gara il mister. Poco meno di un mese fa, il 28 gennaio scorso, Irrati ha poi diretto la gara di campionato contro il Milan a San Siro: un match ancora una volta deciso dalle sviste arbitrali, in particolare quella clamorosa su Cutrone che segna di mano. Lo vedono tutti, tranne il fischietto lombardo: sarà lo stesso attaccante rossonero, qualche giorno dopo, ad ammettere l’errore e scusarsi con l’allenatore biancoceleste.

GUERRA FREDDA  – Voluti o non, la Lazio ha pagato e continua a farlo i tanti, troppi errori da parte dai direttori di gara: le sfuriate del mister, la Class Action indetta contro l’AIA, le polemiche dei tifosi ne sono solo una diretta conseguenza. Una vera e propria guerra fredda, quella tra biancocelesti e classe arbitrale: la speranza è che non sia per l’ennesima volta la Lazio ad uscirne sconfitta.

Alessandra Marcelli

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