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LaPresse
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FACCIA A FACCIA LAZIO BOLOGNA FARES DE SILVESTRI – Dopo la Champions, ritorna il campionato. Il calendario frenetico della Lazio vede una partita appena quattro giorni dopo la straordinaria vittoria contro il Borussia Dortmund. All’Olimpico, i ragazzi di Inzaghi si troveranno di fronte il Bologna, allenata dall’ex biancoceleste Sinisa Mihajlovic (calcio d’inizio alle 20.45 di sabato 24 ottobre). La formazione felsinea finora è riuscita a trovare solo una vittoria in quattro match, ovvero il derby col Parma vinto 4-1. Servirà una carica speciale per poter fare risultato in trasferta, e a dare lo sprint giusto potrebbe pensarci Lorenzo De Silvestri, ex della gara che si vedrà di fronte Mohamed Fares, schierato a sinistra. De Silvestri-Fares: il duello dei neo arrivati in Lazio Bologna.

De Silvestri vuole giocare a tutti i costi

Nessuno a Formello si è dimenticato di quel ragazzo che sembrava destinato a grandi palcoscenici, con la maglia biancoceleste e quella della Nazionale. Un ragazzo nato nella Capitale che si era fatto le ossa nelle giovanili fino a debuttare in Prima Squadra, attirando l’attenzione di tutta Europa. Non a caso De Silvestri fu inserito nella classifica dei migliori under 20 del quotidiano inglese The Sun nel 2007. Un anno dopo era nella Nazionale che andò alle Olimpiadi di Pechino (l’ultima volta in cui l’Italia riuscì a qualificarsi), e vide dalla panchina l’assurda sconfitta contro lo sfavoritissimo Belgio. Sembrava una carriera avviata al meglio, con il giovane che era riuscito a prendersi un posto in campo e nel cuore dei tifosi laziali che volevano un figlio di Roma con la maglia del giusto colore addosso.

Poi arrivò la chiamata della Fiorentina, allenata da Prandelli, che voleva essere protagonista in Europa. De Silvestri continuò a far sperare, ma qualcosa iniziò ad andare storto. A Firenze cominciarono ad arrivare le panchine che lo portarono alla decisione di passare alla Sampdoria. Qui si confermò titolare inamovibile sfornando tanti assist, ma Prandelli, c.t della Nazionale, non pensò a lui per la difesa. E anche Ventura, arrivato dopo il disastro del mondiale 2014, non gli darà molto spazio. La carriera viene segnata da un brutto infortunio al crociato proprio con la maglia azzurra: cinque mesi di stop e la certezza che quel ragazzo promettente ormai non esiste più.

Ritrova Mihajlovic anche a Torino, trovando buone prestazioni nel corso degli anni, e sarà proprio l’allenatore serbo a volerlo con sé a Bologna. Lorenzo è arrivato da poco ed ha già avuto diverse noie fisiche, specialmente in questi giorni precedenti alla partita. Lui è grintoso, vorrà certamente essere in quello stadio dove tutto è cominciato: a 32 anni la voglia di dare il tutto per tutto è la stessa di quel ragazzino che a Formello faceva vedere tutte le sue qualità.

Fares, l’erede di Lulic

Ci sono diversi punti d’incontro tra Fares e De Silvestri, che si troveranno contro nel match di sabato. Entrambi sono arrivati durante l’ultima sessione di calciomercato. Hanno in comune alcune caratteristiche tecniche, come la corsa e la resistenza, ma anche il fatto di poter giocare a tutto campo sulla fascia. E, come nota dolente, gli infortuni. L’algerino ne ha avuti due gravi nella sua giovane carriera: una rottura di tibia e perone e una al crociato. Sommati agli altri problemi fisici, Fares ha passato più di un anno fuori.

A differenza di De Silvestri però, la sensazione è che la sua vita da calciatore possa solo migliorare: dopo Verona e Spal, entrambe retrocesse in B durante la sua permanenza, ecco la grande occasione con la Lazio. La lotta per lo scudetto, le partite in Champions League, la sensazione di poter giocare in un club capace di lottare su ogni fronte. A dominare più di ogni altra cosa, la voglia di riprendersi la maglia da titolare della nazionale, con la quale si è tolto la soddisfazione di laurearsi campione d’Africa nel 2019, anche se è stato solo una riserva.

Due carriere simili con tanti punti in comune, eppure sembrano due destini paralleli, che scorrono linearmente in direzioni opposte. Fares-De Silvestri non sarà il passato contro il futuro, ma solo un presente di un match in cui per la prima volta due storie simili si incroceranno nella sua scenografia perfetta: dove tutto è iniziato, dove tutto proseguirà.

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