DELIO ROSSI: “Il ricordo più bello? Portare 70000 tifosi allo stadio. Se fai bene alla Lazio, diventi laziale a vita”

DELIO ROSSI: “Il ricordo più bello? Portare 70000 tifosi allo stadio. Se fai bene alla Lazio, diventi laziale a vita”

L’ex mister biancoceleste parla di Lazio a tutto tondo, dai derby a Mauro Zàrate…

(foto getty images)

Mister Delio Rossi interviene ai microfoni di Radio Manà Manà. L’ex allenatore biancoceleste ora è senza squadra; come sta?: “Sono un po’ raffreddato, mi capita spesso quando non lavoro. Quando si abbassa l’adrenalina può succedere.” Ci scherza su il tecnico, a pochi giorni dall’inizio di un campionato che non lo vedrà tra i protagonisti, almeno per il momento. Intanto, oggi finalmente c’è la firma del contratto collettivo, lei da che parte sta? : “Io devo essere con i calciatori. So solo che l’accordo è scaduto da tempo, si era trovato un accordo che la Lega non ha mantenuto. Ora si è trovata una soluzione transitoria senza vinti o vincitori. Sul discorso dei fuori rosa sono più d’accordo con le società. Non c’è programmazione; non sarebbe giusto avere questi problemi, ma per un allenatore non è facile allenare 40 giocatori. Sono situazioni che vanno vissute sulla propria pelle per capirle fino in fondo.”

Venerdì c’è Milan-Lazio, lei ha vinto in Coppa Italia contro i rossoneri. Come si vince a San Sir0? “Si dovrebbe vincere giocando meglio di loro. Se vai a Milano e fai le barricate porti via lo 0-0. La Lazio ha una squadra strutturara, di qualità. Andrà a giocarsi la partita. Poi penso che è meglio affrontarle all’inizio queste squadre.” Quando lei era alla Lazio si parlava di modello Ajax, c’era il progetto di una squadra giovane da far crescere: “Lavoravamo su una squadra che nel tempo avrebbe potuto competere almeno nella seconda fascia. C’è stata un’inversione di tendenza, basta guardare chi è andato via, da Kolarov fino a Zàrate. Si è fatta una scelta su una squadra non di prospettiva ma più corrispondete alla volontà dell’allenatore.” Si sente di essere pronto per poter allenare un grande club? “Io sono un allenatore che ha 51 anni, sono 20 anni che alleno, negli ultimi 5 anni ho portato le mie squadre in Europa. Non mi piace fare nomi di squadre.” Gli viene ricordato, in modo provocatorio, che ha vinto anche una Supercoppa: “Non voglio prendere trofei di altri, ma certo la Supercoppa te la vai a giocare se vinci la Coppa Italia.”

Come va affrontato il Milan?: “Devi giocare senza paura, devi giocare al suo ritmo. Magari arrivano più stanchi, hanno giocatori che vengono dalle Nazionali e molti hanno giocato in Coppa America; non hanno tutti lo stesso grado di preparazione. Ma ci sta che perdi.”

A Palermo aspettano Delio Rossi: “Secondo me non ci sono i presupposti. Non voglio prendere in giro nessuno. E’ un ambiente al quale sono legato, ma per il momento non penso di tornare”. Una nota dolente in casa Lazio: Mauro Zàrate. Pensa che farà bene all’Inter?: “Sicuramente è un giocatore al quale sono legato. Avrà motivazioni a mille. Alla Lazio il rapporto era difficile. Si doveva giocare la maglia con altri, non è quel tipo di giocatore. O lo tieni e lo fai sentire importante oppure è giusto che se ne è andato. Mauro è intelligente, sa che questi treni passano una volta sola”. E’ vero che l’argentino ha un carattere difficile?: “L’entourage è difficile. E’ vero che Mauro ha un carattere particolare, ma quello che ti crea problemi è quello che c’è intorno, dalla famiglia all’entourage. Il ragazzo non sa più cosa è gisuto sentendo pareri così discordanti”.

Non c’è dubbio, i tifosi biancocelesti sognano un ritorno di Delio Rossi alla Lazio: “Sto avendo più manifestazioni di affetto ora, che quando ero alla Lazio. Fa parte dei romani pensare che l’erba del vicino è sempre più verde. Una cosa è sicura: una volta che alla Lazio ti sei comportato bene diventi laziale a vita.” Il popolo laziale ricorda soprattutto i derby vinti, quelli giocati da grande squadra, quelli che ti lasciano i brividi addosso per giorni. Come quello vinto al 92′ con il gol di Behrami che fece correre Delio Rossi sotto la Curva Nord. Ma quali sono gli episodi che il mister ricorda meglio?: “Di solito si fanno questi discorsi quando uno ha finito la carriera (ride, ndr). Ricordo sicuramente il derby, ha un sapore particolare a Roma; dal pimo momento che sono arrivato la prima cosa che mi hanno detto è stato di vincere il derby. In quel periodo c’era mancanza di affezione, la gente andava poco allo stadio: il mio grande sogno era vedere uno stadio tutto biancoazzurro e l’ho realizzato questo desiderio di vedere 70000 laziali nella finale di Coppa Italia. Il bagno nella fontana? E’ stato un fatto goliardico, ho solo mantenuto una promessa. Altri l’hanno visto come un affronto, non era così.”

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.