Lazio nelle scuole. Wallace, Biglia e Parolo rispondono alle domande degli studenti

LAZIO NELLE SCUOLE – L’iniziativa della S.S. Lazio, tesa alla promozione della formazione della cultura sportiva, ha visto ancora una volta il coinvolgimento dei rappresentanti della squadra e di Olympia, simbolo della società biancoceleste. Il tour nelle scuole romane ha fatto tappa oggi all’Istituto Magistrale Statale Vittorio Gassman, in via Pietro Maffi 57. Puntuali come sempre sono arrivati Parolo, Wallace e Biglia, che hanno prontamente risposto alle simpatiche e curiose domande degli studenti.

Quali sono gli allenatori da cui avete imparato di più?

PAROLO – Solitamente tutti insegnano qualcosa perché ognuno è diverso. I più importanti forse sono stati Bisoli quando ero in Serie B, che mi permesso di giocare il campionato ed arrivare in Serie A. Poi Donadoni, lo stesso Pioli e soprattutto Conte in Nazionale. Sono tutti allenatori importanti che mi hanno dato tanto. Ora Simone Inzaghi sta facendo bene e sta dando una sua impronta, e questo insegna tanto anche a noi.

Cosa si prova quando si entra in campo e c’è l’inno, i cori dei tifosi? Cosa vi trasmette tutto il tifo del pubblico?

PAROLO  – “E’ una cosa bellissima, ti fa venire la pelle d’oca, ti sveglia, ti da i brividi, ti dà l’energia per fare la partita e per fare 90 minuti alla grande, soprattutto quando lo stadio, quando ci sono tante persone. Mi ricordo due anni fa Milan-Lazio, la prima partita con la maglia nuova. C’era Olympia, lo stadio carico, l’atmosfera incredibile, perdevamo però la gente ci ha spinto alla vittoria, ma così come tante altre partite quando c’è lo stadio da 40/50 mila persone.

WALLACE – Speriamo che presto possa tornare ad essere così lo stadio, noi ce la stiamo mettendo tutta, la gente si sta riavvicinando e speriamo di di fare un finale di stagione con la gente al nostro fianco, perché è qualcosa che da un’energia incredibile. Se lo stadio è pieno siamo sempre un più motivati. E’ così che vogliamo giocare, con lo stadio sempre pieno“.

Qual’è la caratteristica più importante che bisogna avere per riuscire a sfondare nel calcio professionistico?

PAROLO – Più che caratteristiche, devi avere tanta voglia di sacrificarti, tanta voglia di crederci e dare tutto se stesso. Puoi avere tantissimo talento – io ho conosciuto tanti ragazzi che son cresciuti con me anche più bravi, ed avevano più talento – però non avevano voglia di fare sacrifici, di arrivare e starci dentro con la testa. Parte tutto dalla testa, da quanto sei concentrato, da quanto desideri un obiettivo, se fai cosi ogni singolo giorno, ogni singolo allenamento dai 100%, sicuramente arriverai al massimo delle tue possibilità. Se la tua possibilità è la Serie A arriverai in Serie A, se è la Serie B è Serie B, però se tu ogni singolo giorno dai tutto te stesso stai tranquillo che arrivi dove ti può portare il tuo talento. Altrimenti puoi avere il talento più grande del mondo, ma se non fai cosi non ce la farai mai.

Il momento più bello della carriera nella Lazio?

BIGLIA – “Secondo me gli ultimi derby in Coppa Italia. Dopo 4 anni qui vincere il primo derby è stata la cosa più bella.”

WALLACE – “Anche per me il derby, era tempo che la Lazio non vinceva. Sono contento di aver fatto parte di queste partite e di questa nuova storia“.

Il giocatore più forte con cui avete giocato e affrontato?

BIGLIA – “Messi è il più forte compagno avuto, in questo momento è il migliore al mondo. I più difficili da affrontare sono tanti, ma se te ne devo dire uno forse Kaka nel 2006, era in un momento spettacolare“. 

PAROLO – “Pirlo e Cassano a livello di qualità, giocatori incredibili. Contro Ibrahimovic, perchè è impressionante sia dal punto di vista fisico che tecnico. Sembra di affrontare un gigante, è stata un’impresa“.

WALLACE – “Ho pensato tanto e sono d’accordo con Parolo”

La Lazio è anche una passione o solo un lavoro?

BIGLIA – “Si, non lo prendiamo come un lavoro. Lavoro è quello di una persona che si sveglia presto la mattina e magari non arriva nemmeno a fine mese. Noi facciamo quello che ci piace e che abbiamo sempre sognato. Il lavoro è un’altra cosa…​”.

Cosa si prova a essere capitano della prima squadra della Capitale?

BIGLIA – “Essere capitano vuol dire tante cose, ma anche responsabilità. Bisogna sempre essere all’altezza del gruppo, sono orgoglioso. Non è semplice, bisogna dare l’esempio anche se a volte non è semplice. Succede a tutti di sbagliare. Comunque serve dimostrare tutti i giorni di essere all’altezza“.

Qual’era il tuo sogno da bambino?

BIGLIA – “Il mio sogno da bambino è sempre stato quello di diventare un calciatore e crescendo ti accorgi se puoi diventarlo oppure no, ci vogliono tanti sacrifici.

– Il più simpatico nello spogliatoio?

PAROLO – “Dalla Romania con furore vince Radu, è il più bravo a dire cavolate!

Qual’era la squadra che tifavi da piccolo?

WALLACE – “Tifavo la mia squadra del Brasile, Cruzeiro, dove io ho fatto tutta la scuola, ho lavorato da piccolo, sono cresciuto li e ho giocato la prima partita.”

Che ne pensate della qualificazione della Juventus alla semifinale di Champions? La Lazio potrà mai arrivare a quei livelli?

PAROLO ” Bisogna crescere, crescere, crescere.. (ride, ndr). Se cresceremo ogni anno alla lunga possiamo magari migliorare e raggiungere certi livelli. Serve una giusta programmazione, sarebbe bellissimo lottare per vincere. Noi dobbiamo pensare a fare il massimo, se poi ogni anno vengono inseriti giocatori sempre più forti può anche succedere di arrivare così in alto. Ma non è per niente facile.

Come pensate di affrontarla in finale di Coppa Italia?

PAROLO – La Juve è forte, sarà una partita speciale. Dipenderà da molti aspetti ma la prepareremo al meglio.

FABIO RIPERT, preparatore atletico della squadra – Siamo arrivati in finale, abbiamo battuto la Roma e ora dobbiamo affrontare la Juve. Oggi qui ci sono i miei due mondi: la Lazio e la scuola. Non è facile insegnare, ci vuole sacrificio. Erano i miei due obiettivi e li ho raggiunti“. 

ARTURO DIACONALE, portavoce della Lazio  Bellissima iniziativa, grazie a tutti voi. Per raggiungere la Juve servono i tifosi. I bianconeri hanno sostenitori in ogni parte d’Italia: solo con il vostro appoggio si può diventare grandi.

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