La Corte Figc e i nove mesi a MAURI: dubbi sulle accuse

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RASSEGNA STAMPA SS LAZIO – Quaranta giorni dopo la sentenza, arrivano le motivazioni per la squalifica a Mauri, ma – sottolinea ‘Il Messaggero‘ – è forte la possibilità di una riapertura dei processi  perché «Le nostre valutazioni non possono che essere formulate allo stato degli atti e nella consapevolezza che le risultanze attuali potrebbero essere superate da eventuali future acquisizioni, laddove le stesse dovessero trovare ingresso in altro procedimento, tuttora in corso da parte dell’autorità giudiziaria ordinaria di Cremona», dice la Corte Federale di Giustizia. Poi aggiunge: «Il contenuto delle accuse rivolte da Gervasoni a Mauri lascia dubbi allo stato non superabili non solo perchè i diretti interessati smentiscono il collega, ma perchè sono in realtà privi di un sicuro riscontro esterno, finendo ogni elemento d’accusa nei confronti di Mauri per far capo sempre e solo a quanto dichiarato dallo stesso chiamante». Le indagini su Stefano Mauri  vengono prorogate perché «il Collegio ritiene che manchi quel tassello probatorio decisivo che possa serenamente condurre all’affermazione della responsabilità del Mauri per violazione dell’art. 7, comma 1, CGS, seppur appare non revocabile indubbio che vi fosse almeno la consapevolezza».  Dopo il dubbio pro Conte, ecco il dubbio pro Mauri, nonostante «appare difficilmente revocabile in dubbio che Lazio- Genoa e Lecce-Lazio siano state fatte oggetto di illecito e il risultato sia stato alterato». Si aspettano novità dalle indagini in atto da Cremona, ma  si punta a uno sconto a 5-6 mesi.

 

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