RAZZISMO, Batshuayi accusa i tifosi dell’Atalanta ma in Italia nessuno ne parla. Due pesi, due misure? (FOTO)

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CORI RAZZISTI ATALANTA BATSHUAYI – “Nel 2018 sento ancora cori razzisti (“monkey noises”) dagli spalti…Davvero? Spero che vi divertiate a guardare l’Europa League in tv mentre noi andiamo avanti e passiamo il turno”. Questo il commento al veleno di Michy Batshuayi ai tifosi dell’Atalanta dopo la sfida di ieri sera d’Europa League. L’attaccante del Borussia Dortmund su Twitter, avrebbe accusato i supporter nerazzurri di cori razzisti. Celere la risposta di Percassi che, come riporta il ‘Corriere dello Sport’, ha commentato: “Non li ho sentiti, ma se sono avvenuti me ne scuso, episodi che non devono capitare”.

LAZIO E RAZZISMO –Non posso dimenticare i cori razzisti dei tifosi della Lazio”. Il caso Koulibaly fece così scalpore da suscitare (giustamente) sdegno tra i tifosi e i media, con la Lazio prontamente punita e che nell’immediato condannò quei cori vergognosi. La società capitolina, anche qualche mese fa, è stata costretta a giocare le due partite casalinghe di campionato contro Cagliari e Udinese senza l’apporto della curva Nord, dopo le offese rivolte ai calciatori di colore del Sassuolo Adjapong Duncan. Punizioni severe, che si uniscono al clamoroso caso degli adesivi in Curva Sud.

I CORI A LUKAKU DEI ROMENI – Eppure si sono avvertiti chiaramente anche i cori, o meglio, gli ululati contro Jordan Lukaku, durante la sfida dell’Arena Nazionale di Bucarest. Ed ora che, ancora in Europa, si è verificato lo stesso episodio in un altro campo di Serie A, pare non accada assolutamente nulla. Batshuayi ha voluto condannare il gesto dei tifosi atalantini, sostenuto dalla stessa società tedesca. L’hashtag “#saynotoracism” è chiaro: qualcosa, nel comportamento della Curva dei nerazzurri ha senza dubbio turbato il congolese. Ma, a quanto pare, stavolta potrebbero bastare le scuse del presidente Percassi per archiviare la bella avventura in campo dei suoi. Le scuse di patron Lotito, che ha sempre condannato tali gesti, tuttavia spesso non sono risultate sufficienti per evitare la squalifica della sua curva. Il “razzismo alla rovescia” su cui accendeva l’attenzione Diaconale dopo i fatti di Anna Frank, si riconferma quando i pochi (cretini) prevalgono sulla maggioranza, ma soprattutto quando poi i razzisti da stadio, presenti in egual maniera in altre tifoserie, non vengono affatto puniti. Due pesi, due misure? Ai social l’ardua sentenza.

M.S.

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