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Accadde oggi. 23 ottobre: nasce Neno Fascetti, ‘amante’ sconosciuto di una Lazio che “resta e combatte”!

Torna la rubrica di Lazionews.eu in cui vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia biancoceleste ma non solo…

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ACCADDE OGGI – Torna la rubrica di Lazionews.eu in cui vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia biancoceleste ma non solo. Il 23 ottobre 1938 nasce a Viareggio uno che il suo nome lo ha impresso a fuoco sulla Lazio e i suoi tifosi. Eugenio Fascetti il tecnico del -9, ma è già molto prima di sedersi sulla panchina laziale che il suo destino si intreccia con quello dell’Aquila anche se debolmente, come due sconosciuti che continuano a incontrarsi nello stesso bar ma che non trovano il coraggio di parlarsi. Fino a quando finiscono per aver bisogno l’uno dell’altro, si ritrovano a raccogliere da terra lo stesso libro fino a consumare un amore che sarà breve ma intenso e rimarrà lì, per sempre, su una sola indelebile pagina.

I PRIMI ‘SGUARDI’ – Questa è stata la storia della Lazio e di Fascetti, che arriva in biancoceleste da giocatore nel ’65 dalla Juve ma senza lasciare il segno con sole 12 presenze in una stagione. ‘Neno’ era già stato scartato dai capitolini qualche anno prima in un provino in allenamento a Tor di Quinto e poi aveva esordito in A col Bologna, contro la Lazio. Da allenatore guida poi il Varese in B sfiorando la promozione sfumata per un ko storico, ovviamente contro i biancocelesti, con la rimonta firmata dalla tripletta di D’Amico. L’anno dopo porta il Lecce in A salvo poi retrocedere la stagione successiva ma facendo perdere clamorosamente lo scudetto alla Roma nell’84 vincendo 3-2 all’Olimpico pur essendo il suo destino già segnato.

L’INCONTRO E LA LEGGENDA – Finchè arriva, anzi torna, alla Lazio di Calleri nel 1986 ma la sua avventura parte male, con l’annuncio della retrocessione in B e dei 9 punti di penalizzazione. Qui inizia la leggenda, “Io resto a lottare, qualunque sia il verdetto finale della CAF. Chi non se la sente di fare altrettanto, salga in camera, prepari la valigia e se ne vada subito. Altrimenti resta e combatte”, le parole che già sanno di eternità. Rimangono tutti e con l’abbraccio di migliaia di tifosi comincia la salita verso l’impresa, che all’inizio porta addirittura alla zona promozione. Poi però lo sforzo iniziale pesa e i ragazzi di Fascetti riescono a guadagnare gli spareggi a Napoli solo all’ultima giornata col Vicenza. Poi il resto è storia, con i tre match che culminano con il gol di Poli al Campobasso e la salvezza eroica. L’anno dopo la Lazio, ancora col suo condottiero a guidarla, riparte più serena, con i suoi schemi, le tattiche, la serietà e l’onestà incrollabili ma soprattutto con il legame ormai indissolubile stabilito col proprio popolo. Arriva la promozione in Serie A, ma i rapporti con Calleri e la società sono ormai logori, così come quelli con la stampa romana. Finisce così, anche se con il profondo malumore della tifoseria, la passione che segnerà per sempre la storia e il significato di una fede. A lui la Nord dedicherà questo striscione: “Lontano dalle mode, senza compromessi, nel cuore della gente, nella leggenda. Eugenio con noi”.

Francesco Iucca
TWITTER: @francescoiucca

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