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Il suicidio perfetto, l’ex Reja castiga la Lazio ancora una volta

LAZIONEWS.EU – Biancocelesti in vantaggio, l’autogol di Basta e Gomez per la rimonta dell’Atalanta…

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Pubblicato il 28/10 alle 22.41

LAZIONEWS.EU – Una partita per capire di che pasta è fatta la Lazio, 90 minuti che diranno molto sul futuro biancoceleste. Pioli recupera Lulic in estremis, ma perde Radu. In avanti spazio a Matri. L’Atleti Azzurri d’Italia è un fortino, ma l’atmosfera dell’impianto bergamasco non intimorisce la Lazio che parte subito forte. I pericoli arrivano da destra: Basta ha la palla giusta, ma il suo appoggio in mezzo trova Masiello pronto alla chiusura. Il difensore rischia l’autogol, ma tiene a galla i suoi. La punizione è solo rimandata. E’ il 17° minuto quando Biglia si presenta sulla sfera: il suo destro è un arcobaleno, l’estremo difensore neroazzurro rimane estasiato a guardare il pallone gonfiare la rete. Per l’argentino è la quarta rete stagionale, a un solo gol dal proprio record personale. C’è solo la Lazio in campo, Basta ci prova dal limite, senza fortuna. L’Atalanta si vede in una sola occasione, è l’ex Stendardo su calcio d’angolo a rendersi pericoloso, il suo colpo di testa in tuffo sfiora il palo alla sinistra di Marchetti. Solo un lampo, i biancocelesti tornano a gestire il possesso palla, ma senza creare veri grattacapi ai pali difesi da Sportiello. Onazi e Candreva provano ad arrotondare il punteggio, ma la prima frazione si conclude con il minimo vantaggio per la Lazio.

Subito un cambio per Reja, fuori Kurtic dentro Raimondi. L’Atalanta che si ripresenta in campo, però, è un’altra squadra. La carica la suona Maxi Moralez che prova a sfruttare l’errore della retroguardia laziale, ma pecca di egoismo. L’argentino calcia da fuori, la Lazio ringrazia: c’era Pinilla tutto solo in mezzo. I biancocelesti realizzano subito che per portare a casa l’intera posta in palio servirà più di un gol: Matri e Felipe Anderson sembrano i più ricettivi, ma le loro conclusioni non impensieriscono l’estremo difensore atalantino. Il presagio diventa realtà al minuto 69: Gomez calcia forte in mezzo dove non c’è nessun giocatore neroazzurro, ma trova Basta. La fortuna è cieca, ma la sfortuna no e sta guardando proprio il serbo: nello spazzare cicca il pallone, che carambola sulla caviglia sinistra e rotola dentro la porta laziale. E’ il pareggio che galvanizza l’Atalanta, la Lazio ripiomba nell’incubo trasferta. La squadra di Reja sembra accontentarsi, il tecnico goriziano lo dimostra con l’ultimo cambio: dentro Cherubin, fuori Maxi Moralez. Pioli risponde rimanendo fedele alla sua natura: entra Klose che va ad affiancare Djordjevic, fuori Matri e Onazi, Lazio a trazione anteriore. Chi s’accontenta gode, i proverbi raramente sbagliano. L’azzardo di Pioli viene punito severamente: al minuto 86 D’Alessandro mette in mezzo, Gomez è liberissimo di prendere la mira e centrare il sette, la rimonta è completata. Biancocelesti puniti oltre i propri demeriti, il suicidio perfetto si consuma all’Atleti Azzurri d’Italia. Quarta sconfitta lontano dall’Olimpico: la Lazio non è guarita, l’antibiotico non sembra far effetto. C’è da invertire la rotta prima che quella di Verona con l’Hellas non venga etichettata come l’eccezione che confermi la regola.

Matteo Vana

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