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SIMONE INZAGHI LAZIO – Quando si parla di Lazio non si può che pensare a Simone Inzaghi, l’anima di questa squadra. Dopo aver ricoperto il ruolo d’attaccante per sette anni e mezzo con l’aquila sul petto, l’attuale tecnico è sempre rimasto innamorato dei colori biancocelesti. Inzaghi, prima di approdare in prima squadra nella veste di allenatore ha iniziato la sua trafila nel 2010 e, fino al 2016, ha guidato gli Allievi Regionali, Allievi Nazionali e la Primavera. Proprio con quest’ultima ha trionfato in Coppa Italia e in Supercoppa Italiana, per poi subentrare nel 2016 sulla panchina della prima squadra al posto di Pioli.

La carriera di Inzaghi da giocatore

Simone Inzaghi può essere considerato l’incarnazione della lazialità. Prima di prendere il patentino da allenatore, il giocatore ebbe un’importante carriera da calciatore, per la maggior parte del tempo con la maglia biancoceleste. Infatti, da giocatore con il club ha totalizzato 196 presenze e 55 gol, di cui 4 nella stessa partita di Champions contro il Marsiglia, giornata in cui entrò nella storia della società biancoceleste. Con l’aquila sul petto, inoltre, vanta anche un ottimo palmarès. Sono ben 6 i titoli a livello nazionale: il campionato 1999-2000, 3 Coppe Italia (1990-2000, 2003-2004, 2008-2009) e 2 Supercoppe italiane (2000 e 2009).

La carriera da allenatore

La sua carriera da allenatore in prima squadra, invece, ebbe inizio nel 2016. Subentrato il 3 aprile a Stefano Pioli, la Lazio si classificò ottava in quella stagione. Da quel momento, però, iniziò un importante percorso di crescita per lui e per la società. Dopo il mancato arrivo di Bielsa per la stagione 2016-2017, c’era scetticismo sulla conferma di Inzaghi, considerato acerbo per guidare la prima squadra. Nonostante ciò il tecnico piacentino, con la grande tenacia e determinazione che lo contraddistingue, ha iniziato a lavorare a testa bassa. I buoni risultati non si sono visti subito, ma la voglia di far bene era evidente agli occhi di tutti. Nella stagione 2016-2017 la Lazio arrivò quinta, centrando la qualificazione in Europa League e totalizzando 70 punti. Quell’anno, però, il club biancoceleste disputò anche la finale di Coppa Italia, persa contro la Juventus per 2-0 e la finale di Supercoppa Italiana. Quest’ultimo fu il primo grande successo di Inzaghi, che grazie alla rete di Murgia, siglata allo scadere, alzò il primo trofeo da allenatore biancoceleste. La stagione successiva, 2017-2018, vide lo stesso percorso in campionato. La Lazio arrivò nuovamente quinta con 72 punti. Lo scorso campionato invece, 2018-2019, i biancocelesti non riuscirono a portare a casa i risultati sperati, ma la vittoria in Coppa Italia contro l’Atalanta risollevò le sorti di una stagione altalenante.

Inzaghi e il record di panchine

Arriviamo ora alla stagione che può essere incorniciata come la migliore degli ultimi 10 anni. Quest’anno, Inzaghi e i suoi sono andati oltre ogni aspettativa. Il campionato 2019-2020 ha regalato così tante soddisfazioni al club biancoceleste che sembra difficile elencarle tutte. Andando con ordine, il primo successo raggiunto dalla Lazio è arrivato lo scorso dicembre con vittoria della Supercoppa Italiana contro la Juventus. Quello è stato il terzo trofeo vinto dal tecnico piacentino sulla panchina biancoceleste. A suon di record e vittorie, come le 11 consecutive (mai accaduto nella storia della Lazio), il trionfo a San Siro contro il Milan dopo 30 anni, il ritorno in Champions League dopo 13 anni, non poteva che arrivare la ciliegina sulla torta per il mister. Simone Inzaghi nella partita contro il Napoli ha messo il sigillo sul record di panchine con l’aquila sul petto: 203. Così facendo supererà Zoff e le premesse per continuare ad aumentare il bottino ci sono tutte. Le qualità di Inzaghi da allenatore sono sotto gli occhi di tutti.

La personalità di Simone

La sua grande abilità è stata quella di creare un gruppo, o meglio una famiglia, fatta di persone prima che giocatori. Proprio da questi ultimi, lui riesce a tirare fuori il meglio, portando ogni singolo a raggiungere record personali strabilianti con un grande percorso di crescita. Le sue abilità tecnico-tattiche, unite alla passione innata per i colori biancocelesti, lo hanno fatto entrare nei cuori di tutti. La fame di vittorie e la singolare caratteristica di sentire la partita come il primo dei tifosi fanno sì che difficilmente il mister potrà perdere gli stimoli per allenare nella piazza capitolina. C’è chi spera per lui una carriera alla Lazio simile a quella di Ferguson con il Manchester United. Tra i sogni e la realtà, Inzaghino costruisce il suo cammino a suon di record e trofei. Con un’unica grande certezza: Simone Inzaghi è stato, è, sarà per sempre uno di noi.

Giorgia Civita

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