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Il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato intervistato ai microfoni sky poco prima dell’inizio del match contro l’Udinese. Come prima cosa ha voluto chiarire, ancor una volta, i fatti legati al raid antisemita avvenuto prima della sfida di Europa League contro il Tottenham. «Roma non è Tel Aviv. È una città sicura ed accogliente e gli episodi di Camo de’ Fiori hanno poco a che fare con il calcioSi doveva chiarire: noi siamo stati accusati come società Lazio di aver contribuito ad un qualcosa contro il Tottenham. I media prima di dire certe cose dovrebbero verificare la situazione: agli occhi di tutto il mondo siamo apparsi come tifoseria fascista, razzista, mentre l’episodio con la Lazio non ha nessun collegamento. Io ho cercato di portare chiarezza, ripristinando la nostra immagine. La nostra società è contro il razzismo così come la nostra tifoseria. Colgo l’occasione per fare i complimenti all’ospedale San Camillo che ha accolto il tifoso anche a livello psicologico e non solo fisico». Poi l’attenzione si è spostata sul campionato.«Dobbiamo andare avanti come fatto finora, con un profilo basso ma uno spirito propositivo, con rispetto per l’avversario ma allo stesso tempo fiducia nei propri mezzi. E’ un campionato livellato, con squadre forti che perdono anche con squadra sulla carta inferiore». Infine parole su Diakité: «Sono cattolico e leggo la bibbia. Lo attendo comeil figliol prodigo, ci ha chiesto un contratto a cifre cinque volte maggiori a quello che guadagna ora e fuori dai nostri parametri. Noi gli abbiamo proposto di andare a giocare in Russia, Francia e anche a Genoa e Fiorentina e lui ha sempre respinto la possibilità dicendo che non gli interessava. Io mi auguro che non abbia firmato con una squadra del nord come si dice, ma tanto tra un mese tutti i nodi verranno al pettine e la società si muoverà come crede sia meglio. Il mister ha ritenuto giusto convocarlo, nessuno ha posto divieti a nessuno»

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