CALCIOMERCATO

Lazio, Andrè Dias: ” A 21 anni ho pensato di smettere, i primi sei mesi a Roma furono orribili ma poi…”

- Advertisement -

Tempo di lettura: 2 minuti

DIAS LAZIO CARRIERA – Andrè Dias, difensore centrale nato a Sao Bernardo do Campo il 15 maggio 1979, si è raccontato in una lunga intervista al sito brasiliano Esporte Uol, dove ha ripercorso le tappe della sua carriera. Il giocatore ha trascorso tutta la sua vita sportiva in patria, con l’unica eccezione dei 4 anni con la maglia della Lazio. Proprio la maglia biancoceleste è stata l’ultima indossata dal difensore brasiliano: nella capitale ha collezionato 111 presenze e 5 gol ed ha conquistato la famosa Coppa Italia del 2013. Queste le sue dichiarazioni rilasciate al portale verdeoro.

DOPO LA LAZIO –  “Dopo la Lazio stavo aspettando qualche proposta, ma non arrivava. Non dico che fosse colpa del mio procuratore, ma penso che avesse alcune responsabilità. Ha detto che stava per cercare offerte in Serie B, ma non volevo. Alla fine erano passati sei mesi e il mio agente non aveva chiamate. Io avevo problemi al ginocchio, non mi allenavo da parecchio, per cui ho iniziato a prendere peso, adagiandomi”.

IPOTESI BRASILE –  “Mi chiamarono Mano Menezes e Edu Gaspar, dicendomi che avevano venduto Cleber Reis. ‘Sappiamo che stai tornando al San Paolo, ci serve un difensore’. Non era vero che stavo andando lì, per questo fui molto sincero. Gli dissi che erano mesi che non mi allenavo e avevo un problema al ginocchio che andava trattato, che avrei mentito dicendo che ero pronto per giocare. Apprezzarono la mia sincerità, ma non avevano il tempo di aspettarmi. L’unico club in cui potevo andare dopo la Lazio, comunque, è stato il Corinthians“.

RITIRO A 21 ANNI –  “Quando ho lasciato il Flamengo, ho pensato di smettere. Il giorno in cui andai a regolare i conti, il direttore finanziario mi disse una cosa tipo: ‘André, le cose stanno così. Hai 21 anni, un po’ di soldi. Rimettiti a studiare, il calcio non fa per te. Non l’hai ancora capito?’. Mi arrivarono le proposte del Ponte Preta e del Paysandu. Scelsi il Paysandu. Quello fu uno spartiacque. Mi dissi che avrei giocato e avrei visto come andava. Se andava bene, avrei continuato, altrimenti mi sarei messo a studiare”.

TRAFERIMENTO BRASILE ITALIA –  “Mi sono detto ‘com’è possibile che abbia lasciato il San Paolo per una squadra a rischio, con i suoi sostenitori inferociti?’ Lì per lì ho pensato di aver fatto la scelta peggiore possibile. All’epoca non fu facile, la Lazio di adesso è più forte. All’epoca l’unico brasiliano era Matuzalem, al mio arrivo era infortunato e stava facendo fisioterapia all’estero. Nessuno parlava il portoghese, io non capivo l’italiano e non sapevo né l’inglese né lo spagnolo. I primi sei mesi sono stati orribili. Poi ho iniziato ad adattarmi. Impari la lingua e le cose vanno da sé…”.

- Advertisement -© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

Latest Posts

APPROFONDIMENTI