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Murgia, Lombardi, Rossi, la ‘giovinezza biancoceleste’: non il coraggio, ma l’ideale

LAZIONEWS.EU – Molti di loro legati dalla fede, Inzaghi gli ha concesso di vivere un sogno…

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LAZIONEWS.EU – “Io non so se sono più coraggioso ma conosco i miei ragazzi della Primavera e questi ragazzi si stanno meritando questo spazio.” Così mister Inzaghi commentava la scelta di chiamare in prima squadra i ragazzi della sua Primavera. Un cambio di rotta, dopo Pioli, che ha visto in pochi mesi sedere in panchina all’Olimpico Lombardi, Murgia, Strakosha e Rossi. 

ARIA DI PRIMAVERA – Neanche un anno fa, il 14 novembre 2015, Simone Inzaghi e Alessandro Murgia erano all’Olimpico di Torino. Non si giocava il campionato, ma la Supercoppa Primavera, persa 2-1. L’esordio in Serie A contro il Pescara e persino il primo gol a uno che conta come Joe Hart. Sembrano momenti che il Murgia, come i suoi più giovani compagni, avrebbe forse solo sognato se a Formello fosse arrivato Bielsa.

TUTTI I FIGLI DI PAPA’ SIMONE – Sono forti e fieri, “sti giovanotti de sta Lazio bella”. Oltre a Murgia sono entrati in campo in questa prima parte del campionato anche Franjo Prce, difensore croato di 20 anni, mentre a Bergamo, all’esordio, aveva giocato dal 1’ e segnato Cristiano Lombardi; a San Siro, invece, Inzaghi aveva stupito tutti lanciando Thomas Strakosha a seguito dell’infortunio di Marchetti, rinunciando a Vargic. Il prossimo potrebbe essere Alessandro Rossi, chiamato in panchina dopo la vittoria dei ragazzi di Bonatti contro il Milan. I segnali di un cambiamento storico erano chiari sin dall’inizio: alla prima lista di convocati c’erano anche Germoni (ora alla Ternana) e Mattia, capitano delle giovani aquile.

SOGNA RAGAZZO SOGNA – Quando c’è equilibrio, grandi e piccoli riescono a fare gruppo: “Mi sono subito integrato alla grande e il merito è stato anche dei senatori, che mi hanno immediatamente fatto sentire uno di loro”, ha confermato Murgia parlando dello spogliatoio. Una Lazio che è dunque ancora tutta da collaudare, ma che possiede anche ampi margini di miglioramento. Partendo proprio da loro, “sti giovanotti de sta Lazio bella” con lo spirito guerriero, biancocelesti fino al midollo che inseguono il sogno di diventare grandi con addosso la maglia del cuore. Che ne sarà di loro? Chissà. Ma l’impressione è che fin quando in panchina detterà le regole mister Inzaghi, questa bella gioventù potrà dormire sonni sereni.

M.S.

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