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Ventura, Cerci e una talentuosa colonia laziale: la “favola” Salernitana insegue il suo lieto fine

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SERIE B SALERNITANA VENTURA – Sono passati appena quattro mesi da quella pazza partita allo stadio Penzo di Venezia. La Salernitana dell’allora tecnico Leonardo Menichini (ora alla Lazio Primavera) trionfava nel play-out ai rigori, evitando una retrocessione in Serie C che avrebbe avuto del clamoroso. Un’annata difficile, fatta di continui e pericolosi sali e scendi, tra le critiche di un pubblico stanco di veder trasformare i propri sogni in incubi. Lo spavento è stato forte e in estate la proprietà ha deciso per il cambio di rotta. Il patron Lotito ha affidato la panchina a Gian Piero Ventura e rivitalizzato la rosa con innesti giovani e di qualità. E per finire in bellezza a Salerno è arrivata pure una ciliegina da mettere sulla torta: Alessio Cerci.

Salernitana, un leone ferito al comando

Gli ingredienti per una squadra completa erano stati acquistati, e la scelta del cuoco per amalgamarli a puntino è ricaduta su Gian Piero Ventura. L’ex ct della Nazionale è sceso in Campania con il fuoco nelle vene. Durante la conferenza stampa di presentazione, affermò: “Dopo 33 anni di risultati e milioni e milioni di euro di plusvalenze sono bastate due sconfitte contro Spagna e Svezia per cancellare una carriera che voglio riprendermi a Salerno. Chi lo dice che sia un passo indietro? Dico anche una cosa scaramantica: il mio ultimo anno di B coincide con una promozione. Anche in quel caso c’era una maglia granata: dalla cadetteria arrivammo in Europa. Chissà! State certi che con la Salernitana mi riprenderò le mie soddisfazioni”. Dalle parole ai fatti. La Salernitana, dopo sette giornate di Serie B, si trova nel gruppone di quattro squadre che insegue ad un solo punto di distanza il Benevento capolista. Troppo presto, forse, per parlare di promozione. Ma il campo dice che tra le formazioni di testa quella granata è la più solida e continua.

Lo stampo “Lazio” della Salernitana: dal “Fattore K”…

Una sola sconfitta nelle prime 7 giornate di campionato (Salernitana-Benevento 0-2), ma soprattutto tre vittorie in altrettante partite giocate lontano dall’Arechi. La squadra di Ventura ha già una sua identità. E parte del merito è da attribuire alla folta rappresentanza di giocatori della Lazio che in estate si è trasferita in prestito ai granata per “farsi le ossa“. Nel 3-5-2 del tecnico ex Chievo un grande impatto lo ha avuto Sofian Kiyine, autore già di tre gol in questo avvio di campionato. Il giocatore marocchino, allenato già da Ventura a Verona, sta trovando continuità nel ruolo di esterno mancino. Velocità, dribbling, e cinismo sotto porta: poche squadre in Serie B possono contare su un talento così fresco e grintoso. Una Salernitana rafforzata dal “Fattore K”: da Kiyine a Karo. Il difensore cipriota, arrivato anche lui in prestito dalla Lazio, si è subito ambientato nel nuovo campionato. Sempre titolare dall’inizio di stagione, il roccioso centrale si sta mostrando affidabile in marcatura, ma deve migliorare sull’aggressività. I tre cartellini gialli sono un campanello d’allarme per un giocatore a volte ancora troppo irruento.

… a un centrocampo di talento puro

La colonia biancoceleste si esaurisce con i due gioielli del centrocampo, Maistro e Dziczek. Il primo, dopo un inizio altalenante, si sta ritagliando sempre più spazio nelle rotazioni di Ventura. Partito indietro nelle gerarchie, le ultime 4 partite lo hanno visto in campo sempre da titolare. Maistro non ha ancora inciso con gol o assist, ma la prestazione non è mai mancata. Soprattutto se consideriamo che parliamo di un classe 1998. Un anno di nascita che condivide con l’altra promessa granata targata Patryk Dziczek. Il talento polacco, già protagonista in nazionale U21, è tenuto al caldo da Ventura. “Se inserisco un giovane prematuramente e sbaglia la prima partita, lo perdo definitivamente per tutto l’anno. So che la gente freme per vedere all’opera qualcuno dei nostri giovani, ma diamo tempo al tempo“, disse Ventura nella conferenza stampa pre Frosinone. La fretta può essere cattiva consigliera, e esigenze di forzare la mano non ve ne sono.

Una punta di diamante da ritrovare

Stesso discorso dicasi per un giocatore che il talento non deve certo dimostrare a nessuno di averlo. Tutta Salerno aspetta con ansia il ritorno a pieno regime di Alessio Cerci, punta di diamante della nuova Salernitana di Ventura. Arrivato in estate non in ottime condizioni fisiche, il centrocampista ha giocato appena 52 minuti nelle tre presenze collezionate sino a qui. Il mister, che lo ha visto esultare tante volte a Torino in coppia con Ciro Immobile, sa che il giocatore può dare tanto in campo e nello spogliatoio.

L’Arechi aspetta il lieto finale in un anno speciale

Esperienza, personalità e, come il suo mister, una gran voglia di riprendersi i palcoscenici più importanti. La Salernitana è pronta al salto finale, e tutta la piazza sogna una Serie A che manca ormai da vent’anni. L’Arechi deve tornare a riempirsi d’amore per la propria squadra. Lo stadio, ancora pieno di spazi vuoti, può trasformarsi in un fattore determinante per la corsa alla promozione. I granada hanno raccolto sino a qui più punti fuori (9) che in casa (5). Lo scetticismo dei tifosi dovuto ai sali e scendi passati deve trasformarsi in voglia di vittorie. Credere fino in fondo alla favola granada: potrebbe essere questo l’ingrediente finale da far mettere al “cuoco” Ventura nel suo calderone di talenti. Il lieto fine esiste, e viverlo nell’anno del Centenario consegnerebbe per sempre alla storia il cammino di una squadra fino ad oggi bella a metà.

Marco Barbaliscia

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