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MORTE ASTORI MALAGO’ CONFERENZA STAMPA – Il Presidente della Figc Giovanni Malagò ha indetto una conferenza stampa per la tragica scomparsa del capitano della Fiorentina Davide Astori. Queste le sue dichiarazioni.

LA NOTIZIA – “Ho voluto indire una conferenza stampa per parlare a tutti indistintamente, senza dare preferenza a nessuno. Davide Astori è un patrimonio del mondo del calcio, un giocatore della nostra Nazionale: ho appreso la notizia verso le ore 10:00. Marco Brunelli, della Lega, mi ha comunicato con urgenza la tragedia: sono rimasto senza parole e sono stato pregato di non esternare la notizia fino a che la famiglia non fosse stata messa a conoscenza degli eventi”.

LO STOP DEL CAMPIONATO – “Conosciuta la notizia, la prima partita in programma per quest’oggi era Genoa-Cagliari: la società sarda ha esternato la volontà di non giocare, il Presidente Giulini mi ha chiesto di non giocare. Poi ho parlato con Preziosi che subito mi ha dato la disponibilità per il rinvio: da li subito la comunicazione che la partita a ‘Marassi’ non si sarebbe giocata. Piano piano tutte le altre società mi contattavano, tutte con lo stesso messaggio che non si doveva scendere in campo. Il match più importante di giornata era il derby di Milano, con 80mila biglietti venduti: a quel punto ho chiamato il Ministro degli Interni Minniti per motivi di ordine pubblico manifestando la mia intenzione di bloccare l’intera giornata di Serie A: avuto il consenso, ho comunicato il blocco ufficiale”.

RECUPERI – “Domani ci sarà una riunione in Lega con tutti i Presidenti delle società per incontrarci e decidere le date dei recuperi. C’è qualche squadra che ha il calendario particolarmente fitto, alcuni club hanno proposto di far slittare la giornata a fine campionato visto che l’Italia non parteciperà al Mondiale. Non so se sia una soluzione percorribile, domani valuteremo il tutto”.

LA MORTE DI DAVIDE – “Una tragica notizia, un carissimo ragazzo, punto fermo anche della Nazionale. Il fatto che era capitano della Fiorentina nonostante i pochi anni in squadra fa capire quanto erano grandi le sue qualità come uomo: nel mondo del calcio è un fatto inusuale, se Davide era capitano è simbolo della sua grandezza”.

 

 

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