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(AP Photo/Andrew Harnik, file) LaPresse
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INFANTINO FIFA CONTE STADI APERTI – Gianni Infantino, presidente della Fifa, è intervenuto in conferenza stampa al termine del colloquio col Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Infantino ha parlato della volontà di riportare il pubblico all’interno degli stadi, ma anche dell’impatto economico che ha avuto il Covid-19 nel calcio. Queste le sue parole.

Italia

“È stato un grande piacere incontrare il Premier Conte. È il mio primo viaggio ufficiale post Covid. Mi sembrava giusto dopo tutto che ha sofferto l’Italia iniziare i miei nuovi viaggi da qui. Ci siamo però resi conto che ci sono cose più importanti del calcio, come la salute. L’Italia ha saputo reagire con forza, come paese e come movimento calcistico. I complimenti vanno a Gravina, ma non solo a lui. La prima parola che ci ha detto Conte è stata “ripartenza”, sarà importante anche il calcio. Sarà chiaramente un percorso graduale con la salute al primo posto ma pensando a come tornare alla normalità. L’Italia è un paese importante e deve avere un ruolo importante in Fifa”. 

Tifosi

“Senza tifosi non è calcio, ma c’è la salute al primo posto. Dobbiamo capire cosa succederà in questo periodo dove si riprenderà a vivere a contatto con la gente. Deve essere il nostro obiettivo riportare i tifosi allo stadio, ma senza fissare termini e mettere pressioni. Lavoriamo con serietà al ritorno alla normalità”. 

Covid

“La prima reazione è di preoccupazione, poi però si è visto che i protocolli ci sono e si continua a parlare del discorso spettatori. Bisogna capire quali sono le priorità. Dobbiamo imparare a convivere con questa situazione. Ci muoviamo tutti in un campo che non conosciamo. Allargamento degli aiuti? Per adesso ci fermiamo qui. Se necessario lo faremo”. 

Infortuni

“Esiste un’assicurazione da sette-otto anni, fino ad oggi ha funzionato bene. Se non c’è l’infortunio non c’è la problematica. Ci sono stati degli infortuni e approfitto per mandare un grande abbraccio a Zaniolo per l’infortunio che ha subito, tornerà più forte di prima. Quando ci sono questi problemi ci si pongono delle domande, se è giusto o no giocare. Non ci sono risposte chiare. Dobbiamo imparare e pensare a come si può ridurre il numero di partite più in generale ma facendole più rilevanti dando maggiori giorni di recupero. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio. Ricordiamo che solo in Europa si è giocato, bisogna riflettere anche su questo”.

Impatto 

“Siamo preoccupati per i club a livello mondiale. L’impatto economico nel calcio sarà enorme, forse più dei 4 miliardi corrispondenti alla cifra in Europa. Bisogna vedere come affrontare tutto. Uno dei problemi è che non sappiamo quando si tornerà alla normalità. Dobbiamo riflettere sul futuro con il nuovo calendario internazionale del 2024 che andrà discusso quest’anno per capire come aiutare il calcio. Stando uniti se ne esce sicuramente”. 

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