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MIGNOGNA LAZIO COLORI SOCIALI BIANCO AZZURRI – L’avvocato Gian Luca Mignogna ha scritto un lungo articolo riguardante una diatriba sui colori sociali della Lazio, sostenendo che siano biancoazzurri e non biancocelesti. Questo il testo da lui pubblicato.

Bianco azzurri

Qualche tempo fa, ho avuto l’onore e il piacere di essere intervistato dalla redazione del programma “Latium”. Argomento principale, ovviamente, prove e iter dello Scudetto 1915 che tutti i tifosi laziali aspettano oramai da oltre cinque anni. Il discorso è poi scivolato sulla Storia della Lazio, sulle sue origini e sui relativi colori sociali.

In quella sede ho avuto modo di affermare quel che da tempo vado dicendo e che ora più che mai intendo fermamente confermare: la Lazio a fine ‘900 è diventata formalmente biancoceleste, ma non si può affatto ignorare quel che ci tramanda la Storia, ovverosia che il “Sodalizio Capitolino” è stato originariamente e storicamente bianco e azzurro per un secolo! Cent’anni in cui l’Azzurro, a differenza di altri club, è stato costantemente brillante e luminoso come il cielo…

La cosa non deve essere andata particolarmente a genio ad alcuni lazialwikisti, se è vero come è vero che, scomodando finanche autorevoli esponenti filosofici, scientifici e pensieristici (addirittura!) e con ardire particolarmente antroposofico, autoreferenziale e iconoclastico, tali (presunti) depositari della “verità rivelata” hanno tuonato dal “Santuario degli Accademici” per sostenere l’intangibilità delle loro avverse tesi.

Normalmente tutto questo non sarebbe un problema, ognuno la pensasse pure come meglio gli aggrada. Il punto è che i Nostri, stavolta, oltre ad aver palesato un certo qual livore verso lo scrivente, pur di supportare le loro tesi si sono spinti fino a mettere in discussione l’Olimpismo Ellenico dei colori laziali, a tal fine tuttavia evocando, sotto il profilo probatorio, solo un articolo contenuto in un “opuscolo commerciale” (Prezzo: Cent. 60!), ex adverso affrettatamente classificato come Statuto del 1923 (benché privo di autenticità, matrice e provenienza certe) e nel contempo rinnegando tutta una serie di fonti ufficiali ed indiziarie oltremodo rilevanti.

Bravi. Complimenti. Dopo aver prima promesso e poi negato qualsivoglia contributo documentale per la battaglia dello Scudetto 1915 (attenzione, le prove scritte del diniego sono state conservate…), ora arrivano queste altre perle di “Lectio Facilior” (ohi, che dotti!), sulle quali la S.S. Lazio Generale è auspicabile che non resti in silenzio.

Non è minimamente accettabile, infatti, che tali lazialwikisti, per smania di protagonismo, delirio di onnipotenza storico/cognitiva e senza alcuna prova provata, gettino continuamente ombre sulle fondamenta genetiche della Prima Squadra della Capitale, avendone messo in discussione prima il numero dei fondatori, poi i colori sociali originari e da ultimo finanche la tradizione ellenistica!

Personalmente riterrei quanto mai opportuna la convocazione di un Consiglio Generale (pubblico), in cui tutto ciò possa essere affrontato una volta per tutte e alla luce del sole. Certamente non è nei poteri del sottoscritto deciderlo, ma un tavolo di confronto sarebbe l’occasione ideale per una verifica storica a 360°. Volerebbero gli stracci? Può darsi, o forse no, ma certamente la verità non teme niente e nessuno. Tantomeno certi lazialwikisti…

LECTIO DIFFICILIOR POTIOR

Tornando alla questione dei colori sociali, il punto di domanda è solamente uno. Come fare, allora, per poter stabilire quali furono i colori originari scelti da Luigi Bigiarelli & C.? Beh, in mancanza di specifici riferimenti coevi alla fondazione e/o rinvenibili nel primo statuto sociale e finché non sarà rinvenuto quello del 24 marzo 1901, è d’uopo risolvere la “Questione Probatoria” ricorrendo esegeticamente ed oggettivamente a tutto il materiale storico attualmente disponibile (escluso quanto oggetto di indebite sovrascrizioni cromatiche): in primis gli “Statuti Ufficiali” reperiti e custoditi dal Centro Studi 9 Gennaio 1900, in secundis i colori della “Bandiera della Grecia” di inizio secolo scorso ed in tertiis il primo “Stemma Sociale” adottato dalla Lazio nel 1900-1901.

Statuto e Regolamento Generale del 1949

Sul punto risulta assolutamente dirimente quanto stabilito dalla Società Sportiva Lazio mediante lo “Statuto e Regolamento Generale”, come per tabulas, approvati all’Assemblea Generale Straordinaria il 24 marzo 1901 e modificati dalle Assemblee Generali Straordinarie del 3 gennaio 1909, 9 aprile 1917, 9 aprile 1923, 18 luglio 1926 e 12 febbraio 1949, laddove, non solo risultano richiamati e confermati tutti i precedenti disposti statutari, ma all’Art. 1 delle “Disposizioni Generali” viene chiaramente riportato che “I colori sociali sono il bianco e l’azzurro” e “Il motto: Concordia parvae res crescunt”.

Statuto Generale della Società del 1952

Coerentemente con le precedenti caratterizzazioni cromatiche, puranche lo “Statuto Generale dell Società” del 1952, stavolta direttamente all’Art. 1 “Costituzione e Scopo”, conferma inequivocabilmente che “I colori sociali sono il bianco e l’azzurro”, oltre il predetto motto societario.

Statuto Generale della Società e delle Sezioni del 1955

Pur contenendo norme statutarie simili alle precedenti lo Statuto del 1955 si caratterizza per l’articolazione tra “Società” e “Sezioni. Per quanto ai caratteri distintivi del “Sodalizio”, l’Art. 1 “Costituzione e Scopo” risulta ancora una volta inoppugnabile “I colori sociali sono il bianco e l’azzurro” e “Il motto: Concordia parvae res crescunt”.

Statuto Generale dell’Associazione        “Società Sportiva Lazio” del 1964-1965

Sotto un profilo più strettamente giuridico, ancor più probante risulta l’adozione dello “Statuto Generale” dell’Associazione “Società Sportiva Lazio”, approvato dal Consiglio Generale il 2 maggio 1964 e successivamente modificato il 14 giugno 1965. L’Art. 1 – “Costituzione, Scopo e Sede”, invero, ancora una volta per quanto ai colori sociali risulta privo di incertezza alcuna: “L’Associazione ha i colori comuni a tutti i Sodalizi aderenti, che sono il bianco e l’azzurro”. Ma l’elemento assolutamente tranciante, in questo caso, è dato dalla tracciabilità, dagli estremi e dalle formalità della registrazione dello statuto medesimo, che, come è noto a chi mastica un minimo di diritto, lo rende riproducibile per chiunque ed opponibile erga omnes per qualsivoglia questione interpretativa.

La Bandiera della Grecia: il 9 Gennaio 1900 era bianca e azzurra

La storiografia laziale e nazionale ha sempre sostenuto che la Lazio, sin dal momento della sua fondazione, abbia mutuato i propri colori sociali dall’olimpismo ellenico. Per l’effetto anche Mario Pennacchia, Presidente Onorario di “Laziowiki” fino a poche giorni fa (chissà se però si parlavano…), nei suoi scritti storici ha costantemente riportato come Luigi Bigiarelli, al momento della genesi a Piazza della Libertà, esclamò agli altri co-fondatori: “Si chiamerà Lazio ed avrà i colori della Bandiera della Grecia, la Patria delle Olimpiadi!”.

Il richiamo alla tradizione ellenista ed alla bandiera ellenica, oltretutto, sono formalmente contenuti finanche nell’articolo 2 dell’attuale “Statuto della Società Sportiva Lazio”, in cui, ora, risultano ufficialmente adottati il bianco ed il celeste quali nuovi colori societari:

Tutto chiaro quindi? Beh, non proprio. Quando la Società Sportiva Lazio ha formalmente “schiarito” i propri colori sociali, molti hanno pedissequamente ed acriticamente cominciato a definire la “Bandiera della Grecia” bianca e celeste, probabilmente proprio nell’acrobatico tentativo di “armonizzare” ed “omogeneizzare” la tradizione storica ellenista e la moderna ridefinizione cromatica laziale.

Tale operazione di restyling, tuttavia, poggia su basi decisamente fragili. Secondo gli “Istituti Vessillologici” più autorevoli, italiani ed esteri, la “Bandiera della Grecia” non è mai stata bianca e celeste, se non per un periodo circoscritto degli anni ’20 del secolo scorso.

Fin dall’Assemblea di Epidauro che il 1° Gennaio 1822 dichiarò l’indipendenza della Grecia dagli Ottomani, infatti, il popolo ellenico scelse quale proprio vessillo nazionale uno stendardo caratterizzato da una croce bianca in campo azzurro, in cui sotto il Regno di Ottone di Wittelsbach (1833-1862) figurava lo stemma della Baviera e negli altri periodi di monarchia (1862-1924 e 1935-1970) il simbolo della corona.

La “Bandiera Nazionale della Grecia” fu progressivamente affiancata e sostituita dalla versione a nove strisce orizzontali bianche e azzurre, festeggiata dai greci il 27 ottobre di ogni anno, che secondo gli studiosi vessillologi “medio tempore” si è caratterizzata per la mutevolezza dell’azzurro.

Su tali presupposti, allora, appare chiaro ed evidente come la scelta ellenista della Lazio “ab origine” non potè che ricadere sul bianco e sull’azzurro, non il celeste, perché il 9 Gennaio 1900 così risultava cromaticamente caratterizzata la “Bandiera della Grecia”, Patria delle Olimpiadi, a prescindere dalla circostanza, precisata dai vessillologi, che “l’azzurro del drappo seguì nel tempo variazioni di tonalità”.

Il primmo stemma: lo “Scudo Svizzero” biancazzurro 

Come riporta “sslaziomuseum.com”, nella Sezione dedicata alla Stagione 1901:

“Fondata la Lazio, serviva associare al club uno stemma che rappresentasse la squadra nella documentazione cartacea e nell’oggettistica della società. Nel 1901 si optò per uno scudo svizzero su sfondo azzurro diviso da una sbarra obliqua bianca”.

Il primo stemma sociale è ben descritto e riportato anche dallo storico Piero Strabioni nel suo “Calcio Romanus Sum”, laddove lo stesso resoconta correttamente quanto segue:

“Fin dal momento della Fondazione, la Lazio ebbe il proprio simbolo ed i propri colori. Il primo stemma comparse sulle maglie dei podisti, quelle bianche con la scritta Lazio in petto. Si trattava di uno scudo svizzero diviso trasversalmente in tre parti, delle quali la centrale era bianca e le altre azzurre”.

Una foto di inizio ‘900 acquisita e custodita dal “Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento”, nonostante sia in bianco e nero, testimonia l’autenticità del bianco e dell’azzurro quali originari colori sociali della Prima Squadra della Capitale. Le bande laterali dello “Scudo Svizzero” impresso sulle divise dei podisti laziali, infatti, risultano di tutta evidenza scure, quindi azzurre, come certamente non sarebbero state se il loro colore fosse stato celeste, quindi chiaro:

L’Azzurro ciano, altresì, è il colore inconfutabilmente e splendidamente predominante nella “Bacheca Storica” degli “Stemmi Sociali” della S.S. Lazio, curata dal Corriere dello Sport il 30 Aprile 2020 e sotto riprodotta (gli ultimi tre sono della Sezione Calcio):

Riguardo gli stemmi sociali, ordunque, oggettivamente resta ben poco da chiarire. Se lo stemma o il logo, detto in termini più codicistici, costituisce il simbolo distintivo di una società, beh basta guardare il primo della storia laziale, come del resto i successivi, per capire come i Padri Fondatori della Lazio si “orientarono” per definirla cromaticamente. E ciò a prescindere dalla circostanza che, attualmente, il biancoceleste sia stato indebitamente sovrascritto al biancazzurro dalla maggior parte delle fonti storiche laziali…

Il 20° Secolo: Cent’anni di Bianco e Azzurro

Checché ne dicano i sedicenti enciclopedici laziali, il 20° secolo è stato realmente e costantemente contraddistinto da cent’anni di bianco e azzurro.

Le Maglie Storiche: non hanno alcun valore probatorio

Sotto tale aspetto non si rivela di valore probatorio l’analisi delle maglie indossate dai calciatori e dai polisportivi della S.S. Lazio, tutte splendide, ma sulle quali nel corso degli anni si sono costantemente alternati il bianco, il celeste, l’azzurro e perfino il blu.

La stessa “Nazionale” gioca da sempre in casacca “Azzurro Savoia”, ma i colori istituzionali dell’Italia sono rappresentati dal tricolore verde, bianco e rosso. Così come la “Germania”, che indossa una casacca bianca bordata di nero pur avendo una bandiera a strisce orizzontali nero, rosso e oro. O anche gli “Orange” dell’Olanda, che in realtà vanterebbero come colori nazionali il rosso, il bianco e il blu.

Ogni casacca, inoltre, può risultare alterata per il ciclo lavaggi, i tessuti utilizzati, l’esposizione solare, ovvero, in tempi più moderni, per le esigenze innovative del marketing societario, ovvero ancora, se riprodotta solo fotograficamente, contaminata dalle modalità tecniche dello scatto o dal chiaroscuro del bianco e nero (fino al punto che a volte, nella stessa foto, alcuni calciatori laziali sembrano avere una maglia più scura che rimanda all’azzurro, mentre altri una casacca più chiara che fa’ pensare al celeste).

I Colori Sociali della Lazio: il contributo indiziario delle prove documentali

Una compiuta rassegna documentale, viceversa, può fornire un valido contributo a livello di “Prove Indiziarie” e aiutare a comprendere quanto il bianco e l’azzurro siano stati radicati nella Storia della Prima Squadra della Capitale e come i “Colori Sociali” della Lazio siano stati cromaticamente caratterizzati, descritti e percepiti da tutti coloro che hanno avuto la passione di seguire le vicende sportive della società capitolina:

Finalissima del Campionato 1912/13: la Lazio è “Azzurra” sulle cronache de “La Stampa Sportiva”

Girone Finale dell’Italia Centrale 1914/15: la Lazio è “Azzurra” sulle cronache de “L’Italia Sportiva”

Finalissima del Campionato 1922/23: la Lazio è “Azzurra” sulle cronache de “Il Calcio”

Il “No alla Fusione” del Gen. Vaccaro nel 1927: la Lazio è “Biancazzura” sul resoconto di… Laziowiki!

Coppa Fornari del 26 Giugno 1932: la Lazio è “Azzurra” in una didascalia dell’epoca

Match Napoli-Lazio del 1932: la Lazio è “Azzurra” in una didascalia dell’epoca (curiosamente il Napoli è in divisa a strisce, presumibilmente blu e azzurre, con cui in precedenza giocava il Naples)

Quarti di Finale e Finale di Coppa Europa 1937: la Lazio è “Azzurra” sulle cronache dell’epoca

Campionato di Guerra 1943/44: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Littoriale” e “Biancoazzurra” su altri resoconti dell’epoca

Stagione 1949/50, la Lazio commemora il “Cinquantenario”: nella “Nota Ufficiale” di Baldo Moro è “Biancoazzurra” (catalogato da sslazionuoto.it)

Campionato di Baseball 1955: la Lazio Campione d’Italia è “Biancazzurra” sulle cronache della Rivista della Federazione

Campionato di Pallanuoto 1956: la Lazio Campione d’Italia è “Biancoazzurra” sulle cronache de “Il Messaggero”

Coppa Italia 1958, la Lazio vince il trofeo battendo la Fiorentina: è “Biancoazzurra” su “Il Messaggero” e “Biancazzurra” su “Il Corriere dello Sport” (catalogati da… Laziowiki!)

Campionato 1963/64: la Lazio non può che essere “Biancazzurra” sul Mensile… “Biancazzurri” (catalogato da… Laziowiki!)

Campionato 1967/1968: la Lazio è “Biancazzurra” sulla didascalia della Rivista “Forza Lazio”

Campionato 1968/69: la Lazio promossa in Serie A è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Corriere dello Sport” (catalogato da… Laziowiki!)

Stagione 1968/69: la Lazio è “Biancazzurra” sul resoconto del “Notiziario Ufficiale” della Lazio Nuoto

Finale di Coppa delle Alpi 1971: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache del “Momento-Sera” (catalogato da… Laziowiki!)

Campionato 1973/74: la Lazio “Campione d’Italia” scatena una “Apoteosi Biancazzurra” mediatica e sociale

“Momento-Sera”

“Il Tempo”

“Il Messaggero”, “Il Corriere dello Sport” e “L’Unità” (catalogati da… Laziowiki!)

Lo Scudetto ispira “Er Core Biancazzurro”: primo “Inno Ufficiale” della Lazio 

I Club, l’Associazione e i Gruppi Ultras: sono “Biancazzurri” come resoconta “Ultraslazio.it”

Stadio Olimpico: “Biancazzurri” in Curva

Stadio Olimpico: “Biancazzurri” in Tribuna

Dopo lo Scudetto del ’74 viene pubblicato: “Lazio Club – Quindicinale Sportivo dei Circoli Biancoazzurri” (catalogato da… Laziowiki!)

Dal primo semestre del 1977 esce in edicola: “Biancazzurro – Mensile dedicato alla Lazio”

Nel corso del 1977 Mimmo De Grandis pubblica: “S.S. Lazio – Epopee e Travagli Biancazzurri”

Campionato 1977/78: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache de “L’Unità” (catalogato da… Laziowiki!)

Anni ’80: la Lazio vive momenti bui, ma è sempre… Biancazzurra!

Campionato 1980/81: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache de “L’Unità” (catalogato da… Laziowiki!”)

Stagione 1980/81: arriva la storica Rivista “Eagles Supporters – Quindicinale dei Tifosi e dei Clubs Biancoazzurri”

Campionato 1982/83: la Lazio promossa in Serie A è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Corriere dello Sport”

Stagione 1983/84, Toni Malco incide l’Inno Ufficiale “Vola Lazio Vola”: nel cielo “Biancoazzurro” brilla una stella

Campionato 1983/84: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Corriere dello Sport”

Campionato 1986/87: la Lazio dei -9 è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Messaggero” (catalogato da… Laziowiki!)

Campionato 1987/88: la Lazio che festeggia la Serie A è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Corriere dello Sport”

Anni ’90: Cragnotti e Nostini imprimono la svolta “Biancoceleste”, ma la Lazio “Biancazzurra” resiste…

Nel corso del 1992 Egidio Barraco pubblica: “Nella Lazio ho giocato anch’io – Novantadue anni in Biancoazzurro”

Campionato 1993/94: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache de “La Stampa”

Nel corso del 1994 Francesco Campanella pubblica: “Forza Lazio – I più famosi Giocatori Biancazzurri” (catalogato da… Laziowiki!)

Nel corso del 1996 “Il Corriere dello Sport” lancia “La Squadra del mio Cuore”: il “Romanzo Biancazzurro” della Lazio

Stagione 1996/97, Francesco Valitutti pubblica “La Storia della Grande Lazio”: nella presentazione del Pres. Dino Zoff la Lazio è “Biancoazzurra”

Coppa Italia 1997/98, la Lazio vince il trofeo battendo due volte la Roma ai quarti: è “Biancazzurra” sulle cronache de “La Stampa”

Stagione 1998/99: la Lazio è “Biancazzurra” sulle cronache del “Corriere di Viterbo” (catalogato da Lazionews.eu)

Supercoppa Europea 1999: la Lazio trionfa, è “Biancazzurra” sulle cronache de “Il Messaggero” (catalogato da… Laziowiki!)

L’epopea Cragnottiana tocca l’apice con lo Scudetto del 2000, poi inizia la parabola discendente e arriva la crisi finanziaria: predomina il “Biancoceleste”, ma la “Lazio Biancazzurra” compare ancora qua e là

Nel corso del 2000 Franco Melli pubblica: “Saga Biancazzurra – La Lazio, Cragnotti, il nuovo potere”

Nel corso del 2001 “Il Corriere dello Sport” edita: “La Capitale del Calcio – Lazio – La Storia dei Biancazzurri a fumetti”

Stagione 2001/02: nei fondi di Alessandro Vocalelli su “Il Corriere dello Sport” la Lazio è ancora “Biancazzurra”

Stagione 2002/03, Cragnotti passa la mano: si apre la difficile fase della successione societaria

Stagione 2003/2004, su iniziativa della “Curva Nord” nasce il nuovo Inno Ufficiale “Non Mollare Mai” cantato da Francesco Scarcelli: “Biancoazzurro” è il tuo colore, “Biancoazzurro” Lazio nel cuore

Stagione 2004/05: il “Gruppo Lotito” rileva la Lazio, nel fondo di Alessandro Vocalelli su “Il Corriere dello Sport” la nuova presidenza è ancora “Biancazzurra”

La “New Age” della Lazio: il “Biancoceleste” diventa una routine sempre più imperante, il “Biancazzurro” sopravvive come cult d’autore, sugli inni sociali e nei cori della tifoseria

Stagione 2006/07, esce l’inno “Semo Gente della Capitale”: il cielo é “Biancoazzurro” come il nostro cuore, é “Biancoazzurro” come semo noi

Coppa Italia 2008/09, la Lazio vince il trofeo eliminando la Juventus in semifinale: è ancora “Biancazzurra” sulle cronache della “Informazione di Parma” (catalogato da… Laziowiki!)

Stagione 2008/09, Lotito vince lo “Scudetto” dei conti: la Lazio è ancora “Biancaozzurra” sul report de “Il Sole 24 Ore” (catalogato da… Laziowiki!)

Supercoppa 2009/10, la Lazio beffa l’Inter di Mourinho: è ancora “Biancazzurra” sulle cronache del “Corriere del Giorno” e de “L’Informazione” (catalogati da… Laziowiki!)

Coppa Italia 2012/13, la Lazio umilia la Roma in finale: Franco Recanatesi scrive “La Coppa in Faccia”, in cui alterna i due cromatismi

Stagione 2016/17, Mario Liti lancia l’ultimo Inno Ufficiale “Lazio Patria Nostra”: Galdiatori “Biancoazzurri” della Capitale

Stagione 2019/20, la Lazio festeggia il 120° Anniversario: Marco Impiglia (fresco socio di Laziowiki) pubblica “Società Podistica Lazio”, in cui ne teorizza la genesi “Biancoazzurra”

Qualcuno potrà osservare che la rassegna documentale sopra riportata è troppo lunga, altri potranno viceversa ritenere che poteva essere ancor più dettagliata. Sono veritiere entrambe le cose, ma oggi l’esigenza primaria risulta soltanto quella di circostanziare la “vigenza” del Bianco e dell’Azzurro dalla fondazione della Lazio fino ai nostri giorni.

La Storia è Storia! Nessuno può pensare di alterarla e/o sovrascriverla, perché essa può esser soltanto raccontata e resocontata, soprattutto per noi “Laziali” che abbiamo una caratterizzazione identitaria unica, un senso dell’appartenenza impareggiabile e un culto per le nostre radici, citando Aldo Donati… “Co tanto core, come nessuno c’ha!”.

Nessuno può e/o deve pensare di avercela in tasca, la “Storia della Lazio”, tantomento i raccoglitori, i catalogatori o gli archivisti, ancorché abbiano messo su… un progetto enciclopedico! Che si alterassero pure, i lazialwikisti, come hanno tuonato dalle loro altezze accademiche…

Sappiano tuttavia che il termine “Enciclopedia”, un po’ come i “Colori Sociali” della Lazio, deriva dal greco “enkýklios paideîa”, che significa proprio “educazione circolare”, cioè compiuta, completa e in grado di ricomprendere finanche le tesi altrui.

E se c’è qualcuno che teorizza e comprova che la Lazio è storicamente Bianca e Azzurra, beh c’è poco da dargli del “terrapiattista”, anche perché poi potrebbe saltar fuori che questi celeberrimi “terrapiattisti” sono assai più del previsto e tra loro magari si “Impiglia” pure qualche indomito lazialwikista…

Concordia parvae res crescunt.

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