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BOLOGNA MIHAJLOVIC CONFERENZA STAMPA – Ansia in casa Bologna e non solo dopo la notizia circolata in questa ore riguardo un grave problema di salute di Mihajlovic. Tanta la solidarietà nei confronti dell’allenatore a partire dallo storico amico ed ex compagno di squadra Roberto Mancini, che gli ha dedicato un post su Instagram. Oggi, il tecnico del club rossoblù ed ex calciatore della Lazio ha deciso di intervenire in conferenza stampa per fare chiarezza sulla situazione: ecco le dichiarazioni di Sinisa.

Bologna, Mihajlovic in conferenza stampa spiega la situazione

“Ho chiesto questa conferenza stampa ma al contempo riservatezza perché volevo io dare la notizia a tutti e alla mia squadra di quello che successo, ma purtroppo non è stata rispettata la mia volontà pur di vendere 200-300 copie in più. Ognuno fa quel che meglio crede, ma mi dispiace. Purtroppo o per fortuna abbiamo fatto alcuni esami dove sono state scoperte delle anomalie che 4 mesi fa non c’erano. Quando la squadra è partita in ritiro abbiamo detto che avevo la febbre, anche alla mia famiglia. In realtà dopo degli esami ho scoperto che si tratta di leucemia. Sono stato due giorni chiuso in camera a piangere e riflettere, ti passa davanti tutta la vita. Queste non sono lacrime di paura: io rispetto la malattia, l’affronto e so che vincerò. Io da martedì andrò in ospedale, non vedo l’ora: prima comincio, prima finisco.”

“Ho la leucemia, ma vincerò questa battaglia”

“Ci vorrà un po’ di tempo, ma guarirò. Noi dobbiamo giocare per vincere, non per perdere: poco fa davanti ai miei giocatori ho pianto, ma ho voluto anche dargli coraggio. Questa sfida contro la malattia la vincerò, per me per mia moglie e per la mia famiglia. La vincerò per tutti quelli che mi vogliono bene. Volevo scusarmi con tutti coloro ai quali non ho risposto in questi giorni, ma volevo stare un po’ da solo per essere pronto ed affrontare con serenità e coraggio quello che c’è da affrontare.”

Mihajlovic: “Ringrazio tutto il Bologna, ho capito di essere di famiglia”

“Ringrazio tutto il Bologna, che in questi due giorni mi hanno fatto capire di essere uno di famiglia. Io questa sfida la vinco, ma ho bisogno di persone vicino che mi vogliono bene affianco. Non voglio essere commiserato, non voglio far pena a nessuno. Non avrei mai pensato che mi sarei ammalato. Il 28 febbraio ho fatto degli esami, ed era tutto apposto. Ho continuato ad allenarmi, finito il campionato sono andato a Roma e non avevo alcun sintomo. Nessuno di noi deve pensare di essere invincibile. Voglio lanciare un messaggio: è importante prevenire, in un secondo ti cambia tutto.”

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