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GARLINI: “Dopo il gol di MORALEZ è mancata la reazione della LAZIO e questo ti fa pensare…”

L’ex attaccante biancoceleste commenta anche il reparto offensivo: “L’unico che ha cercato di mettere in difficoltà era Keita, molto bravo a saltare l’uomo e ad arrivare in area, ma Klose non è lo stesso di un anno fa”…

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MARCHETTI DELUSIONE LAZIO

NOTIZIE SS LAZIO – Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7, l’ex attaccante biancoceleste Oliviero GARLINI ritorna sulla sconfitta di domenica contro l’ATALANTA, squadra della quale ha indossato anche i colori: “Una Lazio che ha avuto delle difficoltà, soprattutto nel reparto offensivo. Primo tempo col piglio giusto, pian piano però la Lazio è calata. Senza punti di riferimento davanti, si fa fatica a giocare. Veniva da una partita giocata bene, quella contro la Fiorentina, serviva una continuità per sperare nell’Europa League. Ancora si può sperare, ma la gara con l’Atalanta era cruciale. La Lazio però ha creato pochissimo, giocatori che in area di rigore sono entrati troppe poche volte. In più, dopo la rete atalantina, non ho visto una reazione da squadra vera dopo il gol. L’Atalanta era arrivata per prendersi un punto, ha avuto la forza di crederci più della Lazio, da lì la fortuna di portare a casa un risultato positivo. Dopo aver subito il gol i biancocelesti si sono alzati, hanno cercato di ribaltare la situazione, ma non hanno mai creato. Questo ti fa pensare”.

Sul ritorno di Reja e l’esplosione di Keita
“La Lazio è partita bene dopo il cambio di allenatore, ma quando ci sono le partite cruciali non riesce a incidere. Deve esserci più tranquillità, più voglia di vincere. L’unico che ha cercato di mettere in difficoltà era Keita, molto bravo a saltare l’uomo e ad arrivare in area, ma Klose non è lo stesso di un anno fa…”.

Sulla Primavera e la prossima promozione di quattro ragazzi per il ritiro estivo
Sta giocando alla grande e sta sfoggiando ragazzi importanti. Questa è la prerogativa più importante. Sicuramente ci sarà da contenere certe situazioni e atteggiamenti, il ritmo di gioco in Serie A  non è lo stesso della Primavera. Qui deve essere abile sia l’allenatore che la società, nel farli crescere e abituare ai nuovi ritmi. Si impara, l’importante è che da parte dei ragazzi ci sia la voglia di restare umili e imparare. Con la rosa che ha la Lazio, è più facile imparare: sei un giovane che si trova in campo con giocatori di esperienza internazionale: c’è molto da apprendere, questo per un giovane è una fortuna”.

Sui prossimi impegni della Lazio
“La prima cosa è pensare al Cagliari, una partita decisiva per l’Europa League, non si può già iniziare a pensare al Milan. Con un risultato positivo a Cagliari, allora si potrà pensare alla gara successiva, anche con uno spirito diverso. A Cagliari servirà il piglio giusto, lo giusto carattere, arrivare lì con l’ottica di fare una buona prestazione. La sconfitta con l’Atalanta dimostra che c’è qualcosa che non quadra, se scendo in campo con l’idea di gestire la partita non affronto così l’Atalanta. L’obiettivo è riuscire ad entrare in Europa League, ci vuole attenzione in fase difensiva e fare filtro al centrocampo. Ma bisogna anche riuscire ad entrare nell’area avversaria, creare occasioni. Poche volte ho visto una Lazio convinta di arrivare alla porta avversaria. Poi se davanti non c’è movimento di punte, per i difensori è tutto più facile”.

Sui prossimi Mondiali e sulla dichiarazione di Prandelli secondo il quale “nessuno ha il posto assicurato”
“Penso sia una cosa giusta, ai mondiali porti chi è più in forma degli altri. Prandelli pondererà bene, valuterà tutte le persone che ha a disposizione per costruire un organico capace di fare un buon mondiale. Ad esempio, penso che non ci sia solo Buffon come unico giocatore, ma ci saranno tante scelte da valutare. La sconfitta spagnola? La Spagna ha dei giocatori improntati su uno schema tattico, devi inseguirli, sanno far girare la palla e non li prendi mai. Bisogna tener conto, adesso come adesso, che attraverso il girone di andata hai speso parecchio, in più chi spera di andare ai mondiali si tira indietro. Alcuni della Lazio secondo me si sono tirati indietro, per non rischiare di fare la fine di Strootman”. 

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