IL CORRIERE DELLO SPORT. Le scelte difficili di Reja e le aspettative dei tifosi.

Pubblicato 
mercoledì, 17/08/2011
Di
Redazione LN
Tempo di lettura: 2 minuti

Il Corriere dello Sport - Le scelte difficili di Reja e le aspettative dei tifosi

Uno stralcio dell'articolo de Il Corriere dello Sport: La rubrica di Mauro Mazza...

(foto Getty Images)

L'impegno non è dei più proibitivi, anzi. Sulla carta sembra la situazione ottimale per cominciare una stagione così impegnativa e ambiziosa col piede giusto. Il ritorno della Lazio in Europa sarà salutato domani sera dal pubblico dell’Olimpico che ha già dimostrato di avere tanta fiducia in questa squadra. Anche il sorteggio è stato amico. I macedoni del Rabotnicki somigliano un po’ a uno sparring partner, figura nota nella boxe, pugile più complice che avversario, che si assume il compito di impegnarsi, anche di dare il massimo, ma anche di fare in modo che a figurare bene sia la squadra rivale.

[...] E’ noto che la squadra di Reja ha bisogno di tempo per essere al meglio. Le grosse individualità arrivate per dare peso e sostanza all’attacco devono essere supportate da schemi di gioco da perfezionare. L’allenatore è ancora alla ricerca dell’undici ideale. Ha dei dubbi sull’impiego dell’albanese Cana a centrocampo. In difesa non sa bene se e dove collocare nel modo migliore i nuovi arrivati e, nell’attesa che qualcuno raggiunga una buona condizione, è facile prevedere che si affiderà ai suoi veterani. Insomma, è probabile che domani sera rivedremo Brocchi (o Matuzalem) accanto a Ledesma; e Biava in coppia con Dias. Dei nuovi vedremo subito all’opera il portiere Marchetti, galvanizzato dalla fiducia ritrovata nella Capitale; e i due acquisti più attesi, che potrebbero fare la differenza e dirci coi loro gol fin dove potrà arrivare questa squadra.

Nelle probabili prime scelte di Reja non c’è niente di male, al contrario. È normale che il tecnico preferisca affidarsi ai giocatori che meglio conosce e che lo hanno accompagnato con impegno e lealtà nella sua avventura sulla panchina laziale. Di sicuro, Reja è convinto che il volto della Lazio si definirà molto meglio se i cambiamenti saranno graduali, ben ponderati e incoraggiati da risultati positivi.

[...] L’allenatore è troppo esperto e navigato. Conosce bene le regole del gioco. Sa che quando le cose non funzionano il primo (spesso l’unico) a pagare è il mister. La vittima designata, il più delle volte, viene sacrificata per lavare la coscienza sporca di società ineficienti e di giocatori viziati. Ma tant’è. Reja ha una voglia matta di giocarsi questa sua partita. E di vincerla, a coronamento di una carriera onorevole, cui manca l’acuto finale, che precede l’uscita tra gli applausi di tutti. E’ un tipo tosto, il tecnico goriziano. Qualche sparuto fischio non ne intacca lo spirito né la tempra. Come a tutti, gli dispiace non piacere. Ma a lui interessa soprattutto essere a posto con se stesso. Lavorare con tenacia e con impegno come sempre. Poi sarà quel che sarà.

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