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La sconfitta col LUDOGORETS ha lanciato un segnale a REJA: questa LAZIO non può prescindere dai ‘big’

LAZIONEWS.EU. Con un calendario fitto di appuntamenti per il tecnico il turnover è una strada obbligata, ma alcuni elementi sono vitali per questa squadra…

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Collage reja biava ledesma

LAZIONEWS.EU“I giovani hanno l’opportunità di farsi vedere e sfrutteranno il momento”, questa la premessa fatta da REJA nella vigilia di LAZIO-LUDOGORETS. Un’aspettativa rimasta tale: ieri sera giocatori come CAVANDA, ONAZI e FELIPE ANDERSON non hanno ripagato la fiducia che il tecnico gli ha concesso, rendendosi tra l’altro protagonisti in negativo del match con un rigore fallito (il brasiliano) e un’espulsione (il belga). Insomma se REJA si attendeva delle risposte dal match, quelle che ha avuto non sono state certamente confortanti: giunti alla prova del nove, le cosiddette “seconde linee” hanno fatto flop. Con un calendario serrato come quello della LAZIO, il turnover è una strada obbligata da seguire ma alcune delle scelte fatte dallo stesso tecnico, tra la gara col CATANIA e quella contro i bulgari, possono e devono essere sottoposte ad una revisione critica: perché lanciare la squadra titolare al completo al Massimino e stravolgere il pacchetto arretrato in quella successiva? Soprattutto vista l’imprescindibilità di alcuni elementi, forse era conveniente studiare una rotazione differente degli uomini a disposizione…

BIAVA – Dopo le debacle di CATANIA, REJA aveva deciso di ritornare alla difesa a tre visti i buoni risultati ottenuti in precedenza contro UDINESE, JUVENTUS e CHIEVO. Una decisione legittima, se non fosse che in tutte e tre i precedenti c’è un aspetto da non sottovalutare: la costante presenza nel terzetto difensivo di Giuseppe BIAVA. Il centrale lombardo è un elemento cardine per la retroguardia biancoceleste e, nonostante le 36 primavere sulle spalle, risulta difficilissimo fare a meno di lui. Ieri un ematoma al piede lo ha costretto ai box (era ugualmente in tribuna per incitare i propri compagni, ndr) e la sua assenza, specialmente in occasione del gol di BEZJAK, scaturito da un azzardato tentato anticipo di CIANI sulla trequarti offensiva, si è fatta sentire. La solidità difensiva della LAZIO dipende molto da lui e questo è un fattore da non sottovalutare: se il rinnovo è vicino, è pur vero che il “buon Beppe” non può continuare a tirare la carretta in eterno. Per la prossima stagione urge un centrale di livello che possa sostituirlo, nel frattempo però bisogno affidarsi a lui quanto più possibile.

LEDESMA – Così come BIAVA, lo stesso discorso vale per un altro leader “silenzioso” dello spogliatoio: Cristian LEDESMA, ieri sostituito in campo da ONAZI. Il giovane nigeriano, che ben aveva impressionato REJA nelle precedenti, non è stato in grado di garantire il filtro assicurato dall’argentino e anche sul piano della manovra la LAZIO ha palesato evidenti difficoltà. “E’ mancato il gioco, soprattutto da metà campo in su. Non facevamo circolare bene il pallone nè in maniera veloce: questo è stato il problema, la disamina nel postgara di BIGLIA che ha commentato anche l’assenza del numero 24: “Con Cristian mi sento in maniera diversa, con lui posso parlare e ci capiamo meglio”. Parole incisive che certificano l’importanza che riveste LEDESMA nello scacchiere tattico di REJA: senza lui in campo la LAZIO si priva della guida di metà campo, l’unico forse capace di conferire il giusto equilibrio tra i reparti. Quella che fino a poco tempo fa era considerata una “strana coppia” (Ledesma-Biglia, ndr), oggi può ritenersi l’anima e il cervello della squadra, l’asse portante sul quale costruire il futuro prossimo.

IL “VERO” KLOSE – Infine c’è chi merita una menzione a parte: Miroslav KLOSE. In campo sia a Catania che ieri sera, il tedesco sta confermando di non vivere un buon momento di forma, sia sotto il piano realizzativo (da sette gare non trova la rete, per un totale di 687 minuti di astinenza, ndr), sia su quello del gioco. Scarsità di rifornimenti, senz’altro, ma “Re Miro” sembra aver perso ormai la corona della leadership biancoceleste. Quello che manca, oltre al gol, è il suo apporto in termini di esperienza e qualità: da troppo tempo non si vede in campo il “vero Klose”, un giocatore incisivo in grado di prendere per mano le redini della squadra anche solo con una singola giocata. Il futuro resta un’incognita, ma il presente non può più aspettare: il panzer e le nuove leve della LAZIO devono svegliarsi e devono farlo già a partire dalla prossima gara col SASSUOLO.

Daniele Gargiulo


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