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Lazio a picco, nessuno è innocente

ROMAPOST (C. Carlucci) – Società colpevole sul meracato, Petkovic troppo “aziendalista” e la squadra che ha perso carattere e grinta…

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RASSEGNA STAMPA SS LAZIO – Ecco i dati che accusano la Lazio e che evidenziano il perché di questa crisi verticale: 1 vittoria nella ultime 14 partite. 13 punti sui 45 a disposizione conquistati nel girone di ritorno. 12 reti segnate, 21 incassate. In campionato 40 gol fatti, gli stessi subiti. 13 gare senza segnare, 8 volte nelle ultime 15 partite. I responsabili sono tutti: in primis la  Società, che non è intervenuta sul mercato di gennaio. Una società che per il terzo anno di fila fa la stessa identica cosa e il perseverare è diabolico. La famosa frase: “Siamo a posto così, sono gli altri che devono comprare” è figlia di arroganza o di una strategia che mira a non mettere mano al portafogli. Poi si aggiungono anche i calciatori fuori rosa, scelte che pesano. Per non parlare dell’atteggiamento della società nei confronti dell’arbitraggio in Turchia in Europa League. C’era da scatenare una guerra contro la Uefa per essere stati calpestati in quel modo. Neanche un segnale. Ci sono colpe anche di Petkovic però, perché dal 31 gennaio qualcosa è cambiato. C’è chi lo accusa di essere stato aziendalista. Di aver sempre avallato le scelte della società senza mai controbattere e nell’ultimo periodo ha anche colpe tattiche e di scelte tecniche. Ma nella confusione generale è comunque quello che sta cercando di salvare il salvabile. Infine la squadra. Non è giustificabile un calo così vistoso.  Gli infortuni e la stanchezza possono essere un’attenuante ma non una scusa. Manca grinta e carattere. Da recuperare per le prossime 4 e per la Finale contro la Roma.

 

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