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Signori: “Ero il volto dell’inchiesta. Ora voglio rimettermi in gioco”

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SIGNORI INTERVISTE – Dopo 10 anni Giuseppe Signori ha ricevuto la grazia firmata da Gravina. L’ex giocatore, infatti, era stato immischiato nel calcioscommesse e radiato dal calcio. Adesso potrà finalmente tornare alla normalità. Ecco le dichiarazioni rilasciate al Corriere dello Sport.

Intervista Signori: sulla vicenda

“Io ero il volto dell’inchiesta. Duemilaundici, non c’era niente. Non c’erano Mondiali, né Europei. Un nome abbastanza noto in Italia e nel mondo che non fosse tesserato, il mio. C’erano tutte le condizioni per trasformarmi da mente, finanziatore e scommettitore nella faccia da mostrare al pubblico. Carne da macello”.

Sul giorno della grazia

“È un giorno di grande felicità, ma anche di tristezza e sconforto perché mi riporta indietro di dieci anni. Ho rinunciato alla prescrizione, per me o era bianco o era nero. Sono l’unico uscito bianco da tutti i processi. Un giorno che non dimentico è quello dell’arresto: una valanga improvvisa. Impronte e foto segnaletiche, 150 fogli letti in poche ore, giornalisti che chiamavano e feci la dichiarazione: ‘Abbiate pietà’. Ma era solo per dire che non stavo capendo nulla”.

Sulle intercettazioni

“Su 70mila intercettazioni non ce n’è una che mi riguardi. Se ero il boss, come facevo a truccare le gare? Due anni fa ho rischiato di morire, sputavo sangue. Sono andato al Sant’Orsola e durante i controlli il mio cuore non ha retto. Mi hanno salvato la vita. Troppo stress accumulato, e questi 10 anni nessuno me li darà indietro. Ci sono stati anche brutti pensieri ma ora vorrei allenare, rimettermi in gioco. Sono ancora ferito, ma sono un leone pronto a qualsiasi sfida”.

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