SIMEONE carica la Lazio: "Pensiamo positivo, sarà il nostro derby. Tornerò in Italia. Zàrate? Se è andato via Nesta..."

Pubblicato 
sabato, 08/10/2011
Di
Redazione Lazionews.eu
Tempo di lettura: 3 minuti

SIMEONE carica la Lazio: "Pensiamo positivo, sarà il nostro derby. Tornerò in Italia. Zàrate? Se è andato via Nesta..."

El Cholo parla come se vestisse ancora la maglia biancoceleste

(getty images)

Lazio pensa positivo, questo sarà il nostro derby. Il mio futuro? State tranquilli, presto torno in Italia. Il derby non è una partita come un’altra – sottolinea Simeone ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, nel contenitore “C’è Calcio per te” – . In gioco ci sono tante cose, credo che la migliore maniera di prepararlo sia non pensarci. In caso contrario c’è il rischio di arrivarci svuotato. Si deve essere consapevoli della responsabilità di giocare una partita così, ma senza dimentica che è un gioco. E’ normale che ci sia paura, ma alcune volte è positiva perché ti permettere di concentrarsi al massimo e di dare di più in campo. Io non avevo paura di dire che avevo paura”.

Pensare al passato non serve, gli uomini di Reja devono dimenticare i derby persi nelle ultime stagioni: “Aver perso gli ultimi derby pesa – continua Simeone – , ma nella Lazio ci sono tanti giocatori che ancora non hanno giocato questa partita, questo gli permetterà di giocarsela con serenità. Noi della Lazio non dobbiamo pensare in modo negativo, c’è sempre una nuova opportunità da cogliere e questa arriverà domenica prossima. Sono certo: vinciamo 2-1. Il derby che ricordo con maggiore affetto è quello che abbiamo vinto per 2-1 con gol di Veron su calcio di punizione e probabilmente ha deciso anche lo Scudetto – confessa – . E’ sempre bello affrontare e litigare con i campioni dell’altra squadra di Roma. Questo è il bello del calcio, ci possono essere anche degli scontri, ma poi tutto finisce dopo quei 95’”. Come i duelli rusticani con il capitano della Roma: “E’ un campione, è sempre stato un piacere vederlo. Lui ha sempre dimostrato il suo attaccamento alla Roma e questo è bello. Ha sempre dimostrato in campo le sue emozioni e per questo va rispettato”.

L'ultima avventura italiana è stata sulla panchina del Catania: “Abbiamo fatto il record di punti della storia del Catania, poi è arrivata la proposta del Racing, per cui fin da piccolo faccio il tifo, ed ho agito di istinto, come sempre ho fatto nella mia carriera. Ora sono in Argentina con la consapevolezza di essermi lasciato alle spalle una porta aperta sull’Italia. Tutto avverrà con tranquillità, è importante saper aspettare il momento giusto. Ora penso a fare bene qui, poi sono certo che tutto arriva”.

Si è parlato spesso di un ritorno del Cholo in biancoceleste: “Con la Lazio non c’è stato mai nulla, neanche un sondaggio tramite intermediari. Tra l’altro la Lazio ha un grande allenatore che sa come mettere in campo la squadra. La partita contro la Fiorentina, che io ho visto poco prima di scendere in campo contro l’Indipendiente, è un esempio importante che dimostra come la Lazio stia bene”. Soprattutto dalla cintola in su: “In attacco ha giocatori molti importanti come Klose e Cisse – continua Simeone – , sono certo che pian piano ci porteranno a fare bene, anzi continuare a fare bene”.

In casa laziale c'è ancora qualche rimpianto per la cessione di Mauro Zàrate: “Nel calcio nessuno è imprescindibile. Nel corso degli anni sono andati via grandi campioni come Nesta, Veron e Nedved, ma la Lazio è sempre rimasta in piedi. Così accadrà anche questa volta, la cosa più importante, quella che resta, è la società”. Da un connazionale all’altro, da Zàrate al neo romanista Erik Lamela: “E’ molto giovane ancora per dire cosa potrà fare. In Argentina ha giocato solo un campionato e mezzo, ha messo in mostra molta qualità ma ancora deve imparare a giocare per la squadra. E’ un passo che dovrà fare alla Roma, se sarà aperto di testa potrà migliorare tantissimo”.

L’ultima battuta Simeone la dedica ai suoi ex sostenitori:Voglio ringraziare i tifosi della Lazio conclude Simeone -, perché mentre guardavo dall’Argentina la partita con il Genoa mi hanno fatto emozionare: all’improvviso ho sentito intonare dalla Curva il mio nome. Mi sono commosso, è bello sapere che dopo tanto tempo c’è ancora tanto affetto”

 

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