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ACCADDE OGGI – Torna la rubrica di Lazionews.eu in cui vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia biancoceleste e non solo…

LAZIO – 20 maggio 2001. Sul campo neutro di Firenze, ventimila tifosi biancocelesti seguono la loro Lazio nel match contro un’Udinese in crisi nera di gioco e risultati. I “padroni di casa”, dirottati in terra toscana per alcuni buuu razzisti nelle settimane precedenti, partono subito forte, fortissimo: Poborsky serve a Crespo due palle-gol fantastiche ed il bomber argentino fa doppietta nello spazio di un quarto d’ora, arrivando a 23 marcature stagionali. La Lazio continua a giocare divinamente, i friulani di Spalletti sembrano trovarsi lì per caso, eppure, dopo il rigore generoso trasformato dal promesso sposo Fiore, Margiotta farebbe addirittura, clamorosamente, 2-2. L’arbitro Castellani di Verona, applicando probabilmente un metro di compensazione, annulla la rete, scatenando le veementi proteste bianconere. Nel finale, poi, sale in cattedra Simeone, che regala a Castroman la palla del 3-1, con la quale terminano definitivamente le ostilità.

STORIA – 20 maggio 1873. Loeb Strauss, ebreo bavarese emigrato in America, dopo aver mutato il proprio nome di battesimo in Levi, finisce in miniera, non attratto dalla ricerca all’oro come migliaia di altri immigrati, ma per conoscere le esigenze dei lavoratori in termini di… Indumenti! Nasce così la Levi Strauss & co. che, dopo anni di vendita di stoffe, pantaloni e salopette, inventerà, grazie ad un tessuto proveniente da Genova, i jeans (da Jeane, cioè Genova in inglese): il primo modello brevettato fu il jeans XX, nato dopo una piccola modifica (rinforzi con giunti di metallo all’attaccatura delle tasche ed in altri punti delicati) apportata dal sarto di origini lettoni Jacob Davis. Per il logo “Levi’s”, invece, bisognerà attendere fino al 1886, con il passaggio alla produzione su scala industriale.

SPORT – 20 maggio 1974. Nel Palazzo dei Conservatori, il sindaco di Roma Clelio Darida riceve solennemente Presidente, dirigenti, staff e calciatori della Lazio appena laureatasi Campione d’Italia. Unico assente, per motivi personali, mister Tommaso Maestrelli. Il primo cittadino, dopo un lungo discorso volto ad osannare chi ha reso onore alla Capitale, lascia spazio al patron Umberto Lenzini, che promette ulteriori rinforzi. Ad ognuno dei protagonisti viene donata una medaglia-ricordo creata dallo scultore Greco, mentre alla società una Lupa simbolo dell’Urbe. Neanche la Lazio si presenta a mani vuote, contraccambiando con un imponente quadro. Nel frattempo, alcuni assessori comunali si assumono l’impegno di costruire un centro sportivo dedicato ai ragazzi delle zone periferiche, intitolandolo proprio alla squadra fresca vincitrice dello Scudetto. Mentre impazzisce il traffico romano, fin nei pressi dei Fori Imperiali, una bandiera biancoceleste compare sulla statua equestre di Marco Aurelio.

Giordano Grassi

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