IL CORRIERE DELLO SPORT. Giusto cedere chi non vede la Lazio come punto di arrivo

IL CORRIERE DELLO SPORT. Giusto cedere chi non vede la Lazio come punto di arrivo

Uno stralcio dell’articolo de Il Corriere dello Sport.

(foto Getty Images)

Eppur si muove. La Lazio è una delle società più attive sul mercato. Lo fa con razioci­nio, con la logica di un club grande ma non (ancora?) gran­dissimo, che vende un pezzo dei più pregiati per ingaggiar­ne almeno un paio di qualità. Lo scorso anno toccò a Kola­rov, stavolta a Lichtsteiner e a Muslera, forse l’anno prossimo sarà la volta di Zarate. In cam­bio, vestiranno la maglia bian­coceleste calciatori alla ricer­ca di un supplemento di car­riera ad alto livello. E’ il caso di Miro Klose, che vorrebbe tro­vare da queste parti una se­conda giovinezza, proprio mentre l’esterno svizzero e il portiere uruguaiano hanno manifestato il desiderio di cambiare aria. […]

La società sta mostrando vi­talità in sede di mercato. Lavo­ra su scambi diretti, ma dovrà anche sfoltire una rosa che og­gi, nel mezzo del cammino, è tornata ad essere spropositata, soprattutto in attacco, dove si prospettano ulteriori arrivi e la competizione tra vecchi e nuo­vi renderebbe complicata la gestione del gruppo. Non a ca­so Edy Reja si è raccomanda­to alla società: contento per i nuovi arrivi, ma anche preoc­cupato perché non vorrebbe avere troppi calciatori a dispo­sizione e dover convivere con crescenti, inevitabili malumo­ri. Al di là dei nomi, i tifosi chiedono soprattutto di vedere alla Lazio giocatori felici di es­serci. Quel che vale oggi per Muslera, varrà domani per chiunque, fosse pure l’amatis­simo Zarate, che è alla vigilia della stagione più importante della sua carriera, quella della maturazione definitiva o della rassegnazione in un limbo fat­to di promesse mantenute solo a metà. L’ipotesi che là davan­ti, oltre a Klose, possa arrivare Cissè a potenziare il reparto, costringerà Zarate ad un impe­gno costante per conquistare un posto da titolare e per difen­derlo dalle ambizioni di chi partirà dalla panchina. Da non sottovalutare la presenza di Rocchi, capitano (non gioca­tore) che non ha affatto inten­zione di mollare, sulla scia del prepotente ritorno in prima squadra dopo il brutto infortu­nio invernale.[…] La proba­bilissima partenza di Floccari significa soltanto questo: la ne­cessità di attaccanti che fac­ciano gol, più del centravanti calabrese, bravissimo nel di­fendere la palla, ma con insuf­ficiente capacità realizzativa.

Degli altri reparti è presto per dire, anche se il probabile arrivo del portiere Marchetti fornirebbe ampie assicurazio­ni sul nuovo estremo difensore. Davanti a lui, mentre tutti gli altri sono in vacanza, colpisce e piace la notizia che Diakitè si presenti ogni giorno a For­mello per allenarsi, dopo una sfortunatissima stagione. Il francese vuole prendersi una rivincita sulla cattiva sorte e proverà a conquistarsi la fidu­cia di Reja, migliorando la sua tecnica e – magari – moderan­do la sua irruenza. Ma è posi­tivo che un giovane professio­nista si impegni così tanto per farsi trovare pronto alla ripre­sa di luglio. […] Diakitè come esempio. Ce ne fossero undici in campo ogni domenica, tifa­re Lazio sarebbe ancora più bello.

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