IL TEMPO. Rebus al centro

Parlare di caso sarebbe eccessivo. Ma è chiaro che il siparietto andato in scena al termine della bella vittoria con il Lucerna non ha certamente dato un’immagine di grande compattezza all’interno della Lazio. Da un lato, il ds Tare che lodava il connazionale Lorik Cana, giocatore in grado di giostrare alla grande in tutti i ruoli del centrocampo. Dall’altro il tecnico Reja, che rispondeva col sorriso sulle labbra, ma fermamente, che non è assolutamente vero, che Cana «è un mediano, uno che può giocare solo sui 15-20 metri, ma non da interno».

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Inoltre, nel ruolo di interno si aprirebbe una falla: a sinistra ci sono Mauri ed Hernanes, a destra si potrebbe adattare Brocchi. Che continua ad essere il più pimpante nelle prove atletiche, ma ha pur sempre 36 anni: non proprio il viatico migliore per una stagione che, nelle speranze di tutti, dovrebbe prevedere una partita ogni tre giorni. Anche per questo la società si starebbe muovendo per prendere un altro «incursore» di centrocampo, con Pjanic e Parolo sempre tra i nomi più graditi. Lo stesso dualismo Cana-Ledesma rischierebbe di diventare un caso. Perché l’argentino, oltre ad essere un idolo della piazza, ha già dimostrato di dare ampissime garanzie nel ruolo. Ma di certo non si può ridurre a riserva uno come Cana, che non sarà ancora al massimo della forma ma rappresenta un investimento importante e, peraltro, ha la grande stima del tecnico. Il progetto del centrocampo a tre con Cana, Ledesma e Mauri, quindi, sembra tramontato ancora prima delle gare ufficiali. Sono in molti a pensare che Cana e Ledesma potrebbero integrarsi assai meglio in un 4-2-3-1 con due mediani davanti alla difesa. Guarda caso il modulo che, l’anno scorso, aveva dato i frutti migliori. Lo stesso Reja sta valutando gli effetti di una simile variazione.

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