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BRUNO GIORDANO LAZIO AUGURI – Se vi avvicinate a caso ad un qualsiasi tifoso della Lazio e ponete lui la domanda: “Qual è stato il numero 9 della storia biancoceleste a cui sei più affezionato?”, state certi che la risposta non potrà che essere Bruno Giordano. E se qualcuno potrà optare per Chinaglia o Casiraghi, comunque il bomber romano difficilmente uscirà dalla Top 5. Protagonista con l’aquila sul petto dal 1975 al 1985, Giordano ha collezionato 254 presenze e 108 gol ed è ancora oggi il quinto miglior marcatore della storia laziale. Un giocatore unico che Maradona, suo compagno di squadra al tempo del Napoli descrisse come “il più bravo in assoluto con il quale ho giocato è stato Careca, ma tra gli italiani non c’è dubbio, Bruno Giordano. Il più sudamericano tra quelli che sono nati nel vostro paese“. Eh sì, perché Bruno era dotato di classe e potenza, era capace di segnare da 30 metri senza neanche far vedere il pallone al portiere, o di segnare facendo un pallonetto all’avversario (e poi, a un certo Dino Zoff) senza mai far toccare terra alla palla.

I numeri di Bruno Giordano con la Lazio

Non è un caso se Johan Cruiiff, durante Italia ’90, in un’intervista rilasciata a Stefano Greco, disse di lui: “L’unico giocatore nel quale mi sono riconosciuto è stato Bruno Giordano. L’ho visto giocare per la prima volta nel 1975, a Barcellona, in Coppa Uefa. Noi vincemmo facile ma lui, a 19 anni, fece delle cose che solo i grandi giocatori sanno fare a quell’età. Un attaccante straordinario, il prototipo dell’attaccante moderno“. Scoperto a 13 anni da una leggenda del calcio laziale come Flamini, fa il suo percorso nelle giovanili come ala destra. Poi la prima data importante: 5 ottobre 1975, prima partita di campionato del dopo Maestrelli. Si gioca Samp-Lazio. All’ultimo minuto un certo Giordano scocca un tiro dal limite che s’insacca alle spalle di Cacciatori. Bruno si mette le mani in faccia, piange e corre verso la panchina. Un gol da predestinato, il primo in Serie A nel giorno dell’esordio. Sulle spalle il peso della 9 di Chinaglia non sembra scalfirlo. 5 reti in 14 partite nel primo anno di Lazio, 10 al secondo, poi la scalata verso la storia. Giodano vive gli anni bui della Serie B, riporta la squadra in A. Dopo 203 partite e 86 gol in Serie A lascia la Lazio, ceduto per 4 miliardi e 200 milioni al Napoli.

Tanti auguri, Bruno Giordano!

Me ne vado senza rancore, ma con un’angoscia: è stato Chinaglia a rovinare il mio rapporto con i tifosi e la Lazio“, disse nell’ultima intervista rilasciata prima di partire. Un bomber vero che ha lasciato in tutti i laziali una domanda: cosa sarebbe stato Bruno Giordano in una Lazio diversa, con una società vera alle spalle, come quella di Cragnotti? Sarebbe diventato il più grande di tutti i tempi? Questo non ci è dato saperlo, ma è pur certo che il suo cuore è biancoceleste. Tanti auguri Bruno per i tuoi 64 anni. Un bomber romantico, ma tremendamente moderno nel suo modo di interpretare il gioco del calcio.

Marco Barbaliscia

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