La scalata di Patric: il jolly che tanto piace a Sarri

Pubblicato 
sabato, 11/06/2022
Di
Daniele Izzo
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Tempo di lettura: 2 minuti

FOCUS PATRIC LAZIO - Se è vero, come sosteneva Eduardo Galeano, che "lo sviluppo è un viaggio con molti più naufraghi che naviganti", si può tranquillamente dire che Patricio Gabarron Gil, per tutti Patric, ha finalmente toccato il porto della consacrazione. L'impressione, lasciata da una stagione vissuta da protagonista, è quella che lo spagnolo abbia tolto tutti i dubbi dalla testa di Sarri. Le attenzioni di 'Mau' sono state quotidiane (consigli e suggerimenti in campo, attenzione alla tecnica di base), la crescita altrettanto. Da contestato, quasi irriso, e snobbato a funzionale e totalmente immerso nel progetto. E’ questa la storia dell'ascesa calcistica e laziale di Patric.

Focus | La stagione di Patric: scalando le gerarchie della Lazio

Dalla partita casalinga del 16 ottobre scorso contro l'Inter, Patric alla Lazio le ha giocate praticamente tutte: 23 volte su 32 in campo, di cui sedici dal primo minuto. Sarri si è affidato al suo abile piede in quasi tutti i grandi appuntamenti stagionali: dal Napoli alla Juventus, passando per il Milan e l'Atalanta. In questo filotto di importanti partite, il tecnico ha preferito lasciarlo fuori solamente nei due derby. Questo a dimostrare come abnegazione e voglia di emergere alla fine pagano sempre. Dal ritiro di Auronzo di Cadore ha preso le misure a 'Mau', ha recuperato i debiti e si è messo a studiare con costanza. Il nuovo mondo, la 'Sarrilandia' che tutti pensavano gli stesse larga, l'ha calzato a pennello: non più braccetto in una difesa a tre, ma difensore totale a due, che, una volta capiti i meccanismi, ha riunito le caratteristiche e del libero e dello stopper vecchio stampo. Il debutto da titolare già al cospetto dello Spezia, lo scorso agosto. Poi l'ascesa. In silenzio, con il lavoro, l'ex Barcellona ha scalato le gerarchie: negli ultimi mesi lui è stato emblema di continuità, con Acerbi e Luiz Felipe, alternativamente, scivolati nelle preferenze di Sarri.

Patric, quanti esami superati: il futuro è alla Lazio

La Lazio è stata un esame duro, faticoso e stimolante. Ma affrontato con la migliore dedizione. Non si è mai abbattuto, Patric. Nemmeno dopo le prime bocciature. Nel 2017, ad esempio, stese Bernardeschi in area di rigore e rischiò di compromettere una vittoria storica per la Lazio, a Torino contro la Juventus. Oppure a Siviglia, nel 2019. Quando tra errori e dimenticanze piazzò una scenata a Inzaghi che portò molti a definire la sua serata come la peggiore in biancoceleste. Episodi famigerati, che ogni tanto tornavano a galla. Almeno fino all'arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina capitolina. Il disattento, e quasi mal sopportato, Patric dei primi sei anni di Lazio si è trasformato in un giocatore serio, risoluto, clamorosamente adatto per tecnica e linguaggio del corpo al calcio di 'Mau'. Un jolly della difesa che improvvisamente ha iniziato a macinare esami calcistici. Il tutto grazie al tutorato dello stesso Sarri, che non solo lo ha lanciato tra le alte gerarchie della retroguardia laziale ma ne ha persino chiesto la conferma a fronte di un contratto in scadenza e della corte del Valencia. Perciò, ora la Lazio e Patric proseguiranno insieme sino al 2027. Un matrimonio meritato. Nella speranza che il prossimo esame, l'ottavo del personale libretto biancoceleste, venga nuovamente superato con la lode.

Articolo a cura di DANIELE IZZO
Pubblicato il 27-05-2022

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