Lazio-Milan dalla A alla…Z

LA PARTITA DALLA A ALLA…Z – E’ tutto pronto per la sfida dell’Olimpico di stasera fra Lazio e Milan: le due squadre si daranno feroce battaglia, cercando di scacciare via la serie di alti e bassi che le ha accomunate sin dall’inizio del campionato. Per questa sfida tornano arruolabili Radu e Mauricio, mentre mancheranno all’appello Parolo, Keita e De Vrij. In attacco per Pioli resta il dubbio Klose -Djordjevc ma anche per Mihajlovic c’è da fare un duro lavoro per sperare di tornare a Milano con i tre punti: il tallone d’Achille dei rossoneri resta la difesa che, rispetto agli altri reparti sembra più sguarnita e a momenti traballante. Diego Lopez è finito in panchina per fare spazio al giovanissimo Donnarumma mentre in attacco ci si aspetta il solito Bacca che con ogni probabilità giocherà in un tridente con Bonaventura e Cerci.

A di Arbitro. Sarà Damato l’arbitro di Lazio-Milan, match dell’11 giornata del campionato di Serie A 2015-2016. L’avvocato quarantatreenne sarà coadiuvato dagli assistenti di linea Vuoto e Paovan, il quarto uomo La Rocca e, infine, gli addizionali saranno Orsato e Celi. Il pugliese ha già arbitrato la Lazio in 18 occasioni e i biancocelesti contano 9 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte. L’ultima volta l’1-1 con il Napoli nella semifinale di andata di Coppa Italia, invece in Serie A l’incrocio più recente risale all’ancora bruciante Napoli-Lazio (5-0) del 20 Settembre 2015. Un solo rigore accordato ai biancocelesti nei vari incroci e ben 4 espulsioni. Con il Milan vanta invece 17 precedenti, di cui 8 vittorie rossonere, 5 sconfitte e 4 pareggi. Con il “diavolo” Damato ha estratto 34 cartellini gialli e 1 cartellino rosso. Nessuno rigore contro, solo uno a favore. L’ultimo precedente risale al 25 aprile del 2015 nel match contro l’Udinese, nel quale i rossoneri persero per 2-1.

B di salvate il soldato Basta. Un suo errore, e la Lazio finisce dalle stelle alle stalle. Durante la partita di mercoledì sera contro l’Atalanta, il suo sfortunatissimo autogol ha riportato una gara totalmente in mano dei biancocelesti fino a quel momento in parità. Poi Gomez, per il definitivo 2-1 dei nerazzurri. Un’altra sconfitta in trasferta, l’ennesimo episodio che condiziona l’intera prestazione dei ragazzi di Pioli, le colpe del tecnico e delle individualità che si accendono ad intermittenza, specialmente per il biondissimo difensore laziale. Lo stesso, dopo la partita, ha commentato: Abbiamo giocato un buon primo tempo, ma l’atteggiamento è stato buono per tutta la partita. Dovevamo gestire bene alcune occasioni, torniamo a casa con una sconfitta, secondo me, immeritata. Siamo riusciti a vincere anche molti duelli. Con giocatori che fanno tante partite, anche in nazionale, non è facile, abbiamo avuto un calo fisico che ci può stare”.

C di Casa, dolce casa. “Erba di casa mia…”, un sospiro di sollievo, si torna a Roma. Forse è questo il pensiero ricorrente del gruppo ogni volta che rientrando da una tragica trasferta, sa che la prossima gara, per fortuna, sarà in casa. L’aria dell’Olimpico porta bene, ma basterà il “luogo portafortuna” dei biancocelesti per eccellenza a neutralizzare l’armata rossonera?

D di Donnarumma, la stellina che brilla tra i pali. Nato il 25 febbraio 1999 a Castellammare di Stabia, è il fratello minore di Antonio Donnarumma, 25enne calciatore professionista che oggi gioca come terzo portiere al Genoa. Nel 2013 fa un provino con l’Inter, ma lui stesso ha detto di aver preferito il Milan perché è la squadra per cui fa il tifo. Il suo debutto non era previsto da molti all’inizio dell’anno, invece il sedicenne ha esordito nella partita Milan-Sassuolo. Stasera prenderà di nuovo il posto di Diego López: Donnarumma è diventato il secondo portiere più giovane ad esordire in Serie A: il primo posto è di Gianluca Pacchiarotti, che nel 1980 a 16 anni e 6 mesi giocò dieci minuti nel Pescara in Perugia-Pescara. Da Gianluigi Buffon a Gianluigi Donnarumma: il prossimo numero 1 potrebbe cambiare solo cognome.

E di Europa chiama Lazio. Torna l’appuntamento con l’Europa, che torna a pochi giorni dopo il Milan e a poche, pochissime ore dalla Roma. La sfida dell’andata si replica così anche nella fredda trasferta norvegese: la squadra biancoceleste, che in casa ha vinto 3-1, vorrà sicuramente consolidare il primato nel Girone G. Al momento la classifica la vede in testa con 7 punti, mentre alle spalle ci sono St. Étienne e Dnipro con 4 punti, poi il Rosenborg con 1 solo punticino.

F di Bacca la Furia.  Mihajlovic non può più farne a meno, è lui l’uomo in più dei rossoneri. I 35 milioni di euro spesi per prelevarlo dal Siviglia finora sembrano ben spesi visto che l’attaccante ha realizzato da solo la metà delle reti di tutta la squadra. Delle 11 reti messe a segno dal Milan, 5 portano la firma di Bacca, 2 quella di Luiz Adriano, 2 Bonaventura, uno Balotelli e uno Zapata. Il tecnico ex Lazio si è reso conto che i 16 punti conquistati finora dai rossoneri portano soprattutto la firma del colombiano e difficilmente se ne priverà. A farne le spese è Luiz Adriano costretto a entrare spesso a gara in corso, soprattutto col nuovo schieramento col 4-3-3.

G di Guarda in alto!. Il distacco dalla prima comincia a farsi importante. E’ da qui, da subito, che bisogna capire quale obiettivo si vuole raggiungere e quanto tempo ci si possa effettivamente dare per riprendere in mano il proprio destino. Il momento è delicato, le assenze ancora pesanti e le prestazioni a yo-yo continuano a confondere le idee: una grande squadra o no? A cosa possiamo ambire quest’anno? Che destino ci attende da qui a maggio? I tifosi se lo chiedono ancora di più dopo Bergamo. Quella di domani sarà un’altra prova del nove, ma non l’esame definitivo; per quello si aspetta sabato prossimo, tutti con il fiato sospeso fino alla gara contro la Roma di Garcia.

H di Honda anomala. Un addio che potrebbe consumarsi a gennaio. Il centocampisa potrebbe trasferirsi in Premier League già nella sessione invernale del calciomercato visto che piace molto a West Ham, Everton e Tottenham, tre club che potrebbero mettere sul piatto una cifra importante per consentire al Milan di fare cassa e mettere mano al portafoglio per acquistare qualche rinforzo. Intanto si pensa alla soluzione migliore da schierare contro la Lazio: confermati Bacca e Bonaventura in avanti, ora a Mihajlovic la scelta fra un ritrovato, ma non del tutto Cerci ed il sempre più lontano giapponese.

I di Ira biancoceleste. Rabbia, sconforto, incredulità. Il campionato è appena iniziato ma i punti “persi” per la via cominciano ad essere troppi, soprattutto se le partite giocate dicono altro. Tranne le due pesanti sconfitte contro Napoli e Chievo (troppo nette per essere considerate come trasferte sfortunate), la Lazio può vantare prestazioni che hanno dimostrato quanto la squadra effettivamente meritasse più di quanto alla fine ha raccolto. Episodi sfortunati, pessima forma fisica. Che non sia però una scusante, soprattutto stasera, contro avversari che se fin’ora hanno arrancato, stasera sfodereranno le armi più pericolose e le giocate migliori.

L di La scelta di Stefan. La tanto attesa decisione era prevista entro il weekend ed oggi è puntualmente arrivata. Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, il medico sociale Salvatori ha comunicato la scelta di Stefan de Vrij in riferimento al proprio problema al ginocchio: Parolo e Keita saranno indisponibili per domenica. L’unica novità importante di questa settimana è che oggi ci siamo incontrati con Stefan de Vrij e la prossima settimana verrà sottoposto ad intervento chirurgico. Abbiamo preso questa decisione perché, nonostante i miglioramenti delle ultime settimane con le terapie, non avremmo avuto la certezza che ci dà l’intervento chirurgico. I tempi di recupero li daremo più avanti nel dettaglio, ma saranno quindi un po’ più lunghi. L’atleta ha valutato la situazione ed ha preso questa decisione in serenità. Nei prossimi giorni comunicheremo la data, il chirurgo e tutta la relativa logistica”. Cominciano a circolare già i nomi di chi incendierà il calciomercato invernale in casa Lazio.

M di Matri – Mihajlovic, sfida tra ex illustri. Due ex a confronto. Alessandro Matri viene da scuola Milan: prima di aver giocato per i primi sei mesi della stagione 2013/2014 con i rossoneri, era cresciuto proprio nel settore giovanile del Milan. Sinisa Mihajlovic invece, attuale tecnico del club milanese, ha giocato con la maglia biancoceleste dal 1997 al 2004. Hanno vestito entrambe le maglie Alessandro NestaMassimo Oddo, Hernan Crespo, Jaap Stam, Cristian Brocchi, Cristian Vieri, Diego Fuser, Giuseppe Pancaro, Giuseppe Favalli, Stefano Chiodi e Valerio Fiori.

N di Non doveva andare così. Ma non si può continuare nello stesso modo. Strano, davvero assurda la differenza tra l’aquila che affronta senza paura i nemici all’Olimpico, ed il pulcino spaurito che appare in trasferta e che trova enormi difficoltà anche contro modestissimi avversari. Forse è davvero una questione psicologica, forse la squadra dello scorso anno per tornare a splendere anche oggi ha solo bisogno di essere sostenuta, proprio dallo stesso tifo animato dal fuoco della passione sportiva che la aspettava di gloria in gloria. Dalla stazione Termini a Formello, tutti insieme, e tutto alla fine è andato secondo i piani. Basterebbe poco per tornare a splendere e tornare ad essere il gruppo più bello del campionato.

O di Olimpico senza pubblico. Angelo Cragnotti ai microfoni di Lazio Style Radio ha commentato i dati dell’afflusso di pubblico per la gara di stasera e per il derby di sabato prossimo: “Per il Milan stiamo sempre sui 20mila presenti, 14mila abbonati più 5600 che hanno acquistato il biglietto. Per il derby il dato è fermo, siamo a 1200 tagliandi venduti. Dati un po’ deludenti. Obiettivo 25mila? Ci si potrebbe arrivare, l’anno scorso erano poco più di 30 mila ma sono fiducioso. E’ un peccato, vedere la partita allo stadio è uno spettacolo diverso. Forse influisce anche l’iniziativa della curva, vediamo come andrà in futuro”. 

P di Personalità. Per vincere contro la squadra italiana in assoluto più vincente serve personalità e coraggio. Sarà necessario che tutti giochino per vincere dal 1′ al 90′, non basterà far bene per un solo tempo, tantomeno concedere spazi e ripartenze: servirà un Candreva che sia quello di Conte e non quello di Pioli negli ultimi tempi, che Anderson faccia rima con astro nascente più che con meteora. Con i suoi uomini migliori al meglio la Lazio può sognare e non solo stasera: le prossime tre gare diranno molto della loro condizione fisica e psicologica e di quella della squadra. Questo è IL momento, Lazio carpe diem.

Q di Quello storico 4-4. La gara fra Lazio e Milan che si è chiusa con il maggior numero di gol (8) è stata quella della stagione 1999/2000, che terminò 4 a 4, con Shevchenko protagonista di una storica tripletta. Fu anche la consacrazione del talento di Kiev, che era appena sbarcato a Milanello. La peggior sconfitta della Lazio in casa è datata invece 7 ottobre 2007. Il Milan umiliò 5 a 1 i capitolini con le doppiette di Kakà e Gilardino ed il goal di Ambrosini; per i padroni di casa segnò Mauri. Mentre la vittoria (in A) più larga della Lazio è il risultato di 4 a 0. Avvenne in 3 circostanze: il 21 gennaio 1934, il 9 maggio 1976 e l’ultima volta il 19 febbraio 1995.

R di ottobre Redditizio.  Il mese di Ottobre fino a questo momento è stato il più redditizio per la squadra rossonera: dopo i 3 punti di Agosto e i 6 di Settembre, sono arrivati i 7 di Ottobre (2 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta). 

S di Super-Mario, il grande assente. Più preoccupato a discutere con l’ex compagna Raffaella Fico che a rientrare in campo. Meglio per i biancocelesti, che  stasera almeno non dovranno fare i conti con Super-Mario Balotelli. L’attaccante che era stato accostato alla Lazio questa estate non ci sarà all’Olimpico e su Instagram ha annunciato che è già pronto a tifare da casa i compagni: Sinisa Mihajlovic ha parlato dell’illustre assente commentando :“Non c’è nessuna novità sul suo recupero”. 

T di mal di Trasferta. “Prendite na pastiglia sient a me…”. Che sintomi ha il mal di trasferta? Lo sa bene la Lazio che colleziona di uscita in uscita sonore sconfitte a colpi di pallonate: sono ben 4 i ko in trasferta, di cui due pesantissimi, l’unica nota positiva fuori casa è arrivata contro il disastrato Verona. Adesso la squadra di Pioli vede sfuggire anche il secondo posto in classifica: concentrazione e unione accompagnate da quella dose di cattiveria, questa la medicina adatta per superare il momento. D’altra parte la classifica è corta e gli obiettivi sono ancora tutti in palio. 

U di Un ragazzo d’oro giunto dall’Est. Si chiama Sergej, non è stato scelto, ma ha scelto lui stesso la Lazio. Si, perchè erano tante le squadre interessante a lui, compresa la Fiorentina che fino all’ultimo ha dato battaglia ai biancocelesti a suon di milioni. Alla fine è approdato a Roma, prima di entrare in campo era già un eroe per qualcuno ed un mercenario per altri. Milinkovic-Savic è entrato a far parte del gruppo con grande carattere ma con l’umiltà di un giovane campione. Ha conquistato la maglia e l’Under 21 con la Nazionale: l’unico che dall’inizio del campionato non ha mai giocato una gara insufficiente. Sempre fra i primi della classe, sempre sul pezzo. Sarà lui uno dei protagonisti di questo Lazio-Milan?

V di Voci dall’Inghilterra. Come se non bastasse, mancavano solo i tabloid inglesi che sicuri danno Felipe Anderson prossimo al trasfertmento al Manchester United ad ingarbugliare la matassa. Dopo un avvio di stagione complicato il brasiliano è tornato a incantare i tifosi con le sue splendide giocate: se ne sono accorti anche i top club europei, tra cui il sempre interessato Manchester United, che, secondo voci provenienti dall’Inghilterra, avrebbe già in pugno il giocatore. I media inglesi parlano addirittura di un “sì” del Pipe, pronto a firmare un contratto di circa 3,5 milioni di euro. La sorella-agente del numero 10 smentisce e tranquillizza i tifosi: “Non c’è nessuno accordo. Felipe non lascerà la Lazio. Ora è concentrato solo sul presente e si impegnerà al massimo solo per aiutare la sua squadra”.

Z di Zoppicando un po’. In un campionato strano, in cui più o meno tutte le squadre stanno facendo fatica ad emergere (vedi negli anticipi la Juve che pareggia con il Torino e la Roma bloccata dall’Inter nella corsa al primo posto) può succedere di tutto. La Lazio zoppica, non fa a tempo a ricercare l’equilibro con una vittoria in una partita che nell’altra i castelli di certezze crollano miseramente. Quella di stasera sarà una delle partite-spartiacque per eccellenza, in cui il gruppo stesso deciderà che tipo campionato giocare. Per ora resta una Lazio double-face, due facce della stessa medaglia, una delle quali sarebbe tanto bello non vedere più.

 

Michela Santoboni

Twitter @micmarvic

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