LAZIONEWS.EU – Lazio-Milan è la partita del cuore di Massimo Oddo, ex difensore biancoceleste ora sulla panchina del Pescara in Serie B. I laziali se lo ricordano bene: terzino destro, all’occorrenza esterno, con tanta spinta e grandi cross, ma soprattutto una naturale predisposizione ai calci piazzati. Oddo ha giocato quattro stagioni e mezzo nella Capitale, vincendo una Coppa Italia e indossando la fascia di capitano prima di approdare al Milan, club che gli ha regalato la possibilità di vincere tutto, compresa una Champions League. In vista del match dell’Olimpico, Lazionews.eu ha contattato in esclusiva il doppio ex. Queste le sue dichiarazioni:

Lazio-Milan è la partita di Oddo. Chi è più forte attualmente?

“Con la Lazio sono esploso, con il Milan ho vinto tantissimi trofei. Domani sarà una grande partita e non so chi avrà la meglio, ma in questi casi parla la classifica: la Lazio è davanti e secondo me ha qualcosa in più”

Molti hanno criticato Pioli per le sue scelte troppo spregiudicate. Secondo lei la Lazio deve imparare ad accontentarsi?

“Questo dipende dalla mentalità di ogni singolo allenatore, ma io sono d’accordo con Pioli. Bisogna giocare a testa alta e condivido le sue idee. Anche le mie squadre devono essere sempre propositive”

Dove potrà arrivare la Lazio in questa stagione?

“Il campionato è ancora molto lungo ed è presto per tracciare un bilancio. Per quanto riguarda la Lazio molto dipenderà dalla sua crescita e da come affronterà le prossime partite, ma è una squadra molto competitiva che dirà la sua fino al termine della stagione”

Perché i biancocelesti faticano tanto lontano dall’Olimpico?

“Quando parlo di crescita mi riferisco soprattutto a questo: va ancora fatto un salto mentale, solo così si diventa veramente grandi. La Lazio deve imparare a sfruttare armi e caratteristiche diverse in trasferta. Le squadre all’Olimpico si presentano in un modo, ma in casa ti affrontano diversamente: i biancocelesti devono capire questo e adattarsi”

Qual è il ricordo più bello legato alla sua carriera alla Lazio?

“Sicuramente le vittorie e devo dire che sono state tante. Ma in particolare ricordo con tantissim0 piacere quella in coppa Italia nel 2004 con Mancini in panchina. E’ stato un grande risultato per tutti, in un momento difficile della storia della Lazio e ci sono doppiamente affezionato anche perché è stato il mio primo trofeo in carriera” 

Quanto le piacerebbe affrontare la Lazio?

“Tanto, a Roma ho lasciato tanti ricordi e tanti amici. E poi questo vorrebbe dire aver portato il Pescara in Serie A ed è quello per cui stiamo lavorando”

Lei allena la squadra della sua città. Quanto è importante nel calcio il senso di appartenenza? 

“Non penso che conti più di tanto, siamo tutti professionisti. Tutti diamo il massimo per ogni maglia che indossiamo. Poi certo, avere a che fare con la propria città aumenta sicuramente la responsabilità”

Giorgio Marota
TWITTER: @GiorgioMarota

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