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Maurizio Schillaci: “Alla Lazio mi sentivo benissimo, poi l’infortunio. Ora vivo per strada”

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SCHILLACI INTERVISTA – Lo Stadio Olimpico tra pochi giorni tornerà protagonista di una grande competizione internazionale dopo i mondiali di Italia ’90. Chi, quell’estate di 31 anni fa, viveva le luci della ribalta è Salvatore Schillaci, eroe delle ‘notti magiche’. Meno fortuna ha avuto, invece, il cugino, Maurizio Schillaci. L’ex giocatore – tra le altre – della Lazio, raggiunto dal sito Blogsicilia.it, ha raccontato il triste presente che lo vede vivere per strada dentro la sua macchina.

Una triste realtà: il racconto di Maurizio Schillaci

“Non ho fatto la vita degli altri calciatori. Facevo solo il tragitto infermeria-campo. Non mi sono divertito. Avevo una tenosinovite ma mi hanno curato come se fosse uno strappo muscolare. Mi dicevano che ero un malato immaginario, che non avevo carattere. Ma mi allenavo il doppio degli altri. Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Palermo. L’esordio in Serie B e poi il passaggio alla Lazio. Mi sentivo benissimo. Poi il maledetto infortunio durante un’amichevole ad Anzio. Sentii una fitta alla gamba sinistra mentre stavo calciando in porta e non mi rialzai più. Adesso vivo per strada in una macchina. Sto cercando casa ma nessuno mi fa un contratto”.

Sul cugino Totò Schillaci

“Qualcuno dice che ero più forte di mio cugino? Non l’ho mai detto. Lo lascio dire sempre agli altri. Il passato non si può recuperare. Guardo avanti. La vita è bella”.

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