ACCADDE OGGI. La Lazio festeggia l’Europa con un pokerissimo. Signori nella storia, Baggio lascia

ACCADDE OGGI – Torna la rubrica di Lazionews.eu in cui vi raccontiamo giorno per giorno gli eventi della storia biancoceleste e non solo…

LAZIO – 16 maggio 1993. Dopo anni di esilio, la Lazio ritrova l’Europa e lo fa nel modo più bello, con una goleada alla malcapitata (e già retrocessa) Ancona: Gascoigne, nonostante la mascherina a protezione dello zigomo fratturato, dà spettacolo, pur non finendo nel tabellino dei marcatori. Vi entrano invece Cravero al 27’ e Fuser, che sfrutta l’unico errore del portiere marchigiano Nista, autore di veri e propri miracoli che hanno reso il passivo estremamente meno amaro, alla fine del primo tempo, seguiti a ruota nella ripresa da Riedle al 71’ e dalla doppietta di un fin lì effervescente Signori, in soli sessanta secondi (89’ e 90’): Beppe entra nella storia, toccando quota 25 reti stagionali e superando le 24 di Giorgio Chinaglia nell’anno del primo Scudetto biancoceleste.

STORIA – 16 maggio 1792. Osteggiato sin dalla progettazione per la sua natura illuministica, vede la luce la Fenice, il massimo teatro veneziano, in un quadro storico-culturale di profondo cambiamento, con l’impero della Serenissima ormai al tramonto della propria gloriosa storia. Tra i ventotto in gara, il bando viene vinto dall’architetto Giannantonio Selva, al quale viene premiata l’idea di uguaglianza dei palchi, cioè senza posti privilegiati (in totale antitesi dal Checchia, sostenuto da tutta l’oligarchia veneta). La Fenice esordisce immediatamente come uno dei palcoscenici più prestigiosi d’Europa, ospitando sin dai primissimi anni dell’Ottocento le principali opere della lirica italiana, in primis quelle di Gioacchino Rossini.

SPORT – 16 maggio 2004. Mentre il Milan festeggia il 17° Scudetto della sua storia, il mondo del calcio italiano piange l’addio di Roberto Baggio, massima espressione di talento e genialità, uno dei calciatori più amati ed ammirati non solo all’interno dei confini nazionali, capace di unire le tifoserie più disparate, annullando rivalità e campanilismi, all’insegna di un individuo che ha esulato dalle maglie indossate stesse. Roberto Baggio è stato quel tipo di calciatore, di fantasista, di fenomeno capace di emozionare intere generazioni di appassionati di questo sport, dai nonni ai nipoti, passando per i padri, e le sue giocate sono tuttora scolpite nella mente e nel cuore di tutti noi.

Giordano Grassi

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