L’ex Correa: “Lazio un rimpianto. Simone Inzaghi un grande e migliorerà ancora”

CORREA LAZIO – Correva l’anno 2006 e Lucas Correa, centrocampista argentino classe 1984, dopo un’ottima stagione trascorsa con la maglia del Lanciano, veniva acquistato dalla Lazio. In biancoceleste, non riuscì ad imporsi ed iniziò un lungo peregrinare, prima in prestito e poi, dopo non esser riuscito a sfruttare neanche la seconda opportunità (nel 2010), venne ceduto definitivamente. Oggi, il talentuoso calciatore milita nel Mantova, in Serie D, e si è raccontato a ‘gianlucadimarzio.com’.

GLI INIZI – “La prima cosa che mi regalarono fu un pallone. Ho iniziato nel Rosario Central e ho avuto la possibilità di far lì tutta la trafila. Abitavo a 50 metri dallo stadio Gigante de Arroyito e tutta la mia famiglia tifa Rosario Central. Prima ero tifoso, poi sono riuscito a diventarne anche giocatore. A 17 anni feci l’esordio. Fu pazzesco. Cercavo di emulare i miei idoli Veron, Riquelme e Seedorf”.

ARGENTINA – “Sono ancora in contatto con Mascherano. Io e lui abbiamo vissuto due anni nella stessa città. Tempo fa andai a trovarlo a Barcellona, fu gentile a regalarmi i biglietti per la partita. Non dimenticherò mai quando con quell’Argentina U17 sfidammo la Selección vera e propria, quella di Bielsa. Eravamo ragazzini e ci eravamo illusi addirittura di poter vincere. C’erano Veron, Riquelme, Aymar e tanti altri campioni. Eravamo talmente convinti di vincere che dopo nemmeno 10’ eravamo già sotto di 3 o 4 gol… quanto si arrabbiò il nostro ct!”.

PASSIONI – “Sono un grandissimo appassionato di questo sport. Per il resto, mi piace stare in compagni dei miei compagni ma niente cose strane. Girare centri commerciali, andare al cinema, navigare su Internet… insomma, cose così! Dedico la mia vita al calcio cercando di essere un esempio per i più giovani”.

NAZIONALE – “Diciamo che non sono salito sul treno giusto perché in quegli anni il mio club stava vivendo qualche difficoltà e io non giocai molto. Poi ognuno ha la propria storia e segue il proprio cammino. Non ho nemmeno avuto un agente capace di consigliarmi in maniera corretta e trovarmi una sistemazione più adatta”.

LAZIO – “Alla Lazio mi aspettavo qualche possibilità in più. Purtroppo anche per alcune decisioni societarie non ebbi la possibilità di giocare. Ricordo però con piacere quei tempi e i miei compagni. Eravamo quella squadra che vinse la Coppa Italia, c’erano diversi sudamericani e si respirava una gran voglia di vincere”.

INZAGHI – “Sono convinto che giocatori come lui che hanno vissuto diverse esperienze, ne facciano tesoro poi per diventare grandi allenatori. In questa Lazio ha trovato grandi giocatori ma lui è stato bravissimo a farli diventare squadra. Sta dimostrando grandi cose e potrà far ancora meglio in futuro”.

MANTOVA – “A Mantova mi sono trovato subito alla grande e, anzi, non mi aspettavo un impatto del genere. Avevo avuto qualche problema familiare che mi ha costretto a tornare per qualche periodo in Argentina e comunque gli anni passano, inizio a sentire la fatica. Conoscevo una piazza storica come questa ma soprattutto ho trovato grandi compagni e grandi uomini che mi stanno permettendo di esprimermi al massimo, con grande umiltà e serenità. È una grande famiglia!”.

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