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Carlotti: “Il rientro dopo la sosta? Serve un turnover programmato. Sul riposo…”

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CLAUDIO CARLOTTI SERIE A – Il rientro in campo post lockdown ha visto reazioni differenti a seconda delle squadre. In tal senso, ha parlato della situazione l’espero di Isokinetic, Claudio Carlotti. Di seguito le sue parole al Corriere dello Sport.

Le parole di Carlotti

“Ogni professionista è fatto di un motore, cioè il cuore, di una carrozzeria, il fisico e di una centralina, la testa. Per essere campione queste tre componenti devono andare a mille”.

Il rientro

“Non è solo un tema di preparazione fisica, ma anche di gestione interna dello spogliatoio. Vanno tutti più piano di prima, è normale. Quello che c’è in Serie A è anche un problema di gestione, di prestazione a livello di grupo. Non è faccili amministrare Dybala, Ronaldo, Pjanic. Un altro problema è che ci sono poche cose in ballo in questo finale di campionato.”

Giocare ogni tre giorni e il turnover

“Giocare ogni tre giorni produce un’altra percentuale di rischio per gli infortuni. Serve un turn-over programmato, non dettato dalla partita, ma organizzato a priori. Questo incide anche sulle prestazioni della squadra e soprattutto riduce il rischio infortuni. Uno stop di così tanti mesi non si era mai visto, era difficile andare subito da zero a mille”.

La gestione

“in questi giorni si sono visti i veri atleti, quelli che non tralasciano niente. Lo staff tecnico ha un’importanza centrale. Chi ha uno staff di livello aumenta il valore. La squadra che mi ha impressionato di più? Il Bologna. Il Sassuolo va così forte perché tiene sempre palla e corre meno”.

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