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Coronavirus, Conte: “Le regioni saranno divise in tre aree corrispondenti a diversi gradi di rischio”

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CORONAVIRUS CONTE – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte è intervenuto direttamente da Montecitorio per presentare il Dpcm che dovrebbe entrare in atto nella giornata di domani. Queste le parole del primo ministro italiano.

Le parole di Conte sul nuovo sistema

“In Italia è stato elaborato questo sistema di monitoraggio, che oggi ci pone in una condizione diversa da altri paesi. Possiamo cambiare strategia rispetto alla prima fase quando abbiamo dovuto proteggerci all’interno delle nostre case, sospendendo vita e interazioni. A marzo, in assenza di un piano operativo certificato sul piano scientifico, senza un sistema di monitoraggio sofisticato, abbiamo emanato provvedimenti generali e uniformi su tutto il territorio nazionale che hanno portato a un lockdown generalizzato. Ora no: non useremmo misure efficaci per le regioni a rischio e ne useremmo troppo severe in zone con minori criticità. Ci saranno tre aree corrispondenti a tre scenari di rischio, a cui sono corrispondenti misure più o meno restrittive. Le misure dipenderanno da valori certificati di rischio con ordinanza del Ministro della Salute. Sarà possibile uscire ed entrare nella fascia a seconda del rischio. Dove non ci sono rischi elevati, ci saranno solo specifiche misure che possano rafforzare il contenimento”.

I dati

“378129 contagiati a ieri, il 94%, 357288 risulta in isolamento domiciliare. Al picco della prima ondata, si curava in casa solo il 51,8% dei contagiati. Solo lo 0,5%, 1939 persone, risulta ricoverato in terapia intensiva contro il 6,7% della prima ondata. Gli isolati contagiati sono in gran numero anche se la gravità rispetto alla prima ondata sembra diversa. Gran parte delle persone sono asintomatiche o paucisintomatiche, fino al 95% delle persone ci sono sintomi lievi. Ieri 1939 persone erano in terapia intensiva, occupando il 21% dei posti totali. I pazienti in terapia intensiva ora sono la metà dei posti letto attivati, all’inizio dell’emergenza c’erano 5179 posti disponibili. In questi mesi abbiamo distribuito 3370 nuovi posti, nuovi ventilatori, a ora ci sono 9052, più 75% dei posti in terapia. 1789 ventilatori sono ancora a disposizione del Commissario Arcuri che porteranno i posti 10841. Adesso non stiamo subendo un’insostenibile pressione nei reparti di terapia intensiva ma il crescendo è preoccupante nei restanti reparti, particolarmente nelle terapie subintensive e nell’area medica in particolare. Per questo la scorsa settimana è stato sottoscritto un accordo stralcio con medici di medicina generale e pediatri per somministrare test rapidi antigenici per poter curare i pazienti presso i propri domicili per alleggerire la situazione dei ricoveri”.

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