CORRIERE DELLO SPORT. «Lazio, è volato un angelo». Il padre: «Mirko amava moltissimo i colori che indossava»

Pubblicato 
venerdì, 13/04/2012
Di
Redazione Lazionews.eu
Tempo di lettura: 2 minuti

CORRIERE DELLO SPORT. «Lazio, è volato un angelo». Il padre: «Mirko amava moltissimo i colori che indossava»

Ieri Mirko Fersini ha smesso di lottare ed è volato in cielo

E’ diventato un angelo, Mirko Fersini. Così piccolo: «Era una bella persona, mi ha reso fiero di lui. Era il mio campione. Mi veniva la pelle d'oca quando lo vedevo in campo con la maglia della Lazio. Era un ragazzo forte e sano, non fumava, non beveva, i suoi organi permetteranno di salvare tante vite» . Papà Roberto ha gli occhi stremati, ma parla di Mirko, suo figlio, regalando sorrisi.

La maglia numero 2, la sua maglia, è stata ritirata nonostante sia vietato dal regolamento. Quella casacca non la indosserà più nessuno sino al termine del campionato. Non mancherà mai nello spogliatoio, i compagni di Mirko la porteranno sempre con loro, in casa e in trasferta. L'hanno autografata, glielo hanno promesso. Sulla distinta
che sarà consegnata all'arbitro al posto del 2 si scriverà il numero 13.

Papà Roberto gli aveva trasmesso la fede laziale: «Aveva 4 anni e mezzo quando iniziò nell'Azzurri '90, una scuola calcio di Fiumicino. Due anni dopo l'allenatore mi disse di portarlo alla Lazio, in lui vedeva talento. Ringrazio tutti per l'amore che ci stanno dimostrando, mi dà la forza per andare avanti. Era lazialissimo, il mio Mirko. Nel derby del 2008, quando segnò Behrami all'ultimo, lui faceva il raccattapalle sotto la Sud. Partì a razzo per andare ad abbracciare Behrami rischiando un richiamo» . Nonno Alfredo ha 76 anni, con il nipotino aveva sottoscritto un “contratto”: «Gli dicevo "per ogni gol che segni ti regalo 50 euro". Lui mi rispondeva "ah no', prepara il 5!" .

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