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Dalla D brasiliana all’interesse del Barcellona: l’incredibile parabola di Luiz Felipe Ramos

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LAZIO LUIZ FELIPE – Forse nemmeno nei giochi manageriali di calcio per PC, o per consolle, si è mai assistito al caso di un giocatore che, seppur promettente, potesse passare dalla Serie D brasiliana ad essere conteso da una delle grandi superpotenze del calcio europeo. Ebbene Luiz Felipe Ramos Marchi, ormai colonna titolare della Lazio targata Inzaghi, ci è riuscito. Una crescita esponenziale, non priva di intoppi, ma che alla fine ha compiuto la sua parabola, arrivando fin dove forse nemmeno il guru Tare poteva immaginare. Ripercorriamo la storia di uno dei colpi di mercato più redditizi, in senso tecnico, di tutta la storia recente della Lazio.

Luiz Felipe, quando il lavoro paga

Tutti sanno che molti giocatori brasiliani adottano dei soprannomi come denominazione del loro status di calciatori: è valsa questa consuetudine per Pelé e per Ronaldinho, tanto per citare due grandissimi interpreti del gioco. La famiglia di Luiz Felipe è andata sul semplice invece. Il centrale verdeoro, in possesso di passaporto italiano, è stato chiamato Ramos in onore di suo nonno, che ha rappresentato il suo primo mentore calcistico. Il nome Felipe gli è stato dato in onore di Felipe Scolari, il CT Campione del Mondo con la Seleçao nel 2002. Come a dire: attaccamento alla famiglia e valori calcistici ben radicati, come una famiglia brasiliana che si rispetti.

Dalla Serie D alla Salernitana

Quando Igli Tare opzionò Luiz Felipe, quest’ultimo giocava nel semi sconosicuto club brasiliano dell’Ituano, Serie D brasiliana. Dopo aver fatto la trafila delle giovanili, entrò in prima squadra nel 2015-2016: 17 presenze totali e poi via. Destinazione Salernitana, club della B italiana dove la Lazio lo parcheggiò in prestito. L’esperienza non fu esaltante, appena 7 presenze nella stagione 2016-17. Poi il ritorno alla base. Sembrava uno dei tanti esuberi tecnici, una scelta di mercato sbagliata di Tare – per una volta non infallibile, avranno pensato in molti, ndr -, insomma un giocatore che non avrebbe lasciato il segno.

L’approdo alla Lazio

Piano piano, con pazienza, dall’esordio assoluto in Serie A nella vittoriosa partita casalinga contro il Milan, il 10 settembre del 2017, il brasiliano inizia a guadagnare posizioni nella Lazio. Prima giocando titolare in Europa League, poi ritagliandosi sempre più spazio in Serie A. Il resto è storia recente: nella stagione in corso Luiz Felipe è titolare inamovibile. Va addirittura a segno nella vittoriosa rimonta contro la Juventus all’Olimpico il 7 dicembre 2019, e si conferma partita dopo partita una colonna della difesa biancoceleste.

La Lazio ha trovato un gioiello: Luiz Felipe nel mirino del Barcellona

Le prestazioni del centrale verdeoro iniziano a fare il giro d’Europa, complice anche lo straordianrio campionato della Lazio, e in piena pandemia da Coronavirus inizia a bussare alla porta dell’entourgae del calciatore niente di meno che il Barcellona. Il club che annovera tra le sue fila il calciatore più forte al mondo vorrebbe Luiz Felipe. La Lazio però fa muro, progressivamente il Barça si defila perché assorbito in toto dal complicato affare Lautaro Martinez con l’Inter. Ma il gradimento resta. Per ora però, resta saldo anche Luiz Felipe nella difesa biancoceleste.

Alessio Cherubini

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