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La storia si ripete: la LAZIO ha ritrovato il proprio faro

LAZIONEWS.EU. Così come quattro anni fa, il primo provvedimento adottato da REJA è stato uno: riaffidare le chiavi del centrocampo a LEDESMA…

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Collage reja ledesma

LAZIONEWS.EUREJA prende in mano la LAZIO e la riaffida a LEDESMA. Una frase dal forte sapore di deja vù, visto che lo stesso copione si è visto già quattro anni fa: era il 14 febbraio 2010, quando il friulano tolse dalla naftalina l’argentino, finito ai margini della rosa per motivi extra-calcistici, consegnandogli le redini di una squadra allo sbando ad un passo dal baratro della retrocessione. Una decisione che si rivelò alla fine azzeccata e storia che si conclude con l’inevitabile lieto fine: LEDESMA riconquistò nel giro di pochissimo tempo il popolo biancoceleste con REJA che riuscì a centrare a fine anno una salvezza tutt’altro che scontata.

LA STORIA SI RIPETE – Quei sei mesi lontano dai campi certificarono un dato di fatto: il numero 24 è un giocatore imprescindibile per gli equilibri tattici della LAZIO. LEDESMA potrebbe anche peccare talvolta in fase di impostazione, anche se alcune volte sfodera delle verticalizzazioni da manuale del calcio, ma in fase di interdizione non ha eguali. L’argentino venuto dalla lontana Patagonia è l’unico giocatore della rosa in grado di ergere un muro davanti alla difesa, garantendo sostanza e quantità. Uno “sporco” lavoro oscuro tanto prezioso quanto poco appariscente, che lo ha reso e lo rende un elemento fondamentale per lo scacchiere tattico di qualsiasi allenatore che sia transitato nella Capitale. Dal suo mentore Delio ROSSI, allo stesso REJA, senza dimenticare BALLARDINI che ha spesso sottolineato quanto si sia rivelata deleteria la decisione di non avvalersi delle sue qualità tecniche. Anche lo stesso PETKOVIC aveva fondato il suo 4-1-4-1 sull’argentino: quel ruolo di frangiflutti davanti alla difesa sembra essere proprio creato e cucito su misura sulle caratteristiche di LEDESMA, che era diventato il guardiano della metà campo, il perfetto ago della bilancia in grado di garantire all’HERNANES versione mezzala la giusta libertà offensiva. Con l’inizio della nuova stagione però il bosniaco decide di cambiare, con l’ausilio dell’arrivo di BIGLIA: LEDESMA finisce così in panchina per fare spazio ad un giocatore dotato di maggior regia. E come per magia tutti quegli equilibri vitali che avevano sorretto la squadra lo scorso anno evaporano come neve al sole. I due argentini si dividono equamente il campo senza mai incidere realmente, con la squadra che, in assenza di una guida consolidata, perde ogni riferimento fino a smarrire la propria identità.

REJA “AGGIUSTATUTTO” – Dopo tre panchine consecutive (contro NAPOLI, TORINO e LIVORNO) e i quattro minuti finali nella debacle del Bentegodi contro l’HELLAS, LEDESMA saluta PETKOVIC e riabbraccia REJA. L’esperto allenatore goriziano, una volta analizzati i motivi della crisi biancoceleste, non ci pensa su due volte e segue lo stesso percorso intrapreso quattro anni fa: affidare le chiavi del centrocampo al numero 24. E BIGLIA? Dopo le negative prove di coesistenza di inizio stagione, PETKOVIC aveva deciso di abbandonare la pista. Al contrario suo REJA, che ha sempre amato la figura del doppio regista, dimostra che tale esperimento non è poi così impossibile e concede spazio a questa “strana” coppia nell’impegno più probante: la gara interna contro la JUVENTUS, gli stessi avversari contro i quali i due fallirono nella finale di Supercoppa. Ma stavolta la storia è diversa e, al triplice fischio, piovono elogi per l’intuizione sul tandem argentino da critica e addetti al lavoro. Con l’ex Anderlecht deputato alla fase di costruzione, LEDESMA è libero di concentrarsi nella distruzione del gioco avversario, compito nel quale può considerarsi un vero maestro e la prestazione nell’ultimo derby, con la bellezza di 31 palloni recuperati, può esserne l’immagine più rappresentativa. Quattrocentocinquanta minuti di gioco e una sola assenza (nella trasferta del Friuli per somma di ammonizioni, ndr) sono numeri che confermano la restaurazione di un’antica certezza: negli spogliatoi, la prima maglia da titolare REJA la consegna a LEDESMA, il vero faro della squadra, la colonna portante dell’intero castello biancoceleste senza la quale crolla tutto. Dopodiché vengono distribuite tutte le altre.

Daniele Gargiulo

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